Sogno XXX

Stanotte ho sognato di abitare

sul parcheggio di una stazione che non conosco

Eravamo tutti appollaiati sui davanzali

Stava per succedere qualcoa di grosso

Aspettavamo

A casa mia c’era una specie di festival del vino

Ma io, piu tardi, avrei dovuto guidare

Non bevevo, ero giudizioso.

C’era una ragazza con un caschetto nero

E gli occhi neri

Scattava fotografie

Quella era la sua mostra

Nel mentre che qualciluno cucinava Crepes

In continuazione intasando la cucina

Lei mi porta nel salone delle feste

Dove pendevano fili e dai fili pendevano

Ritratti di lei, bellissiminritratti di lei

Allora decido di scattarle una foto

Alla maniera di Pasolini le dico:

(Chissà cosa avrò voluto dire)

Lei compariva sulla carta

inarcata e sospesa di spalle

Come una “C” con una virgola di capelli

Come un funambolo in alto tra i palazzi

Ma senza fune

(Miracoli dei sogni)

Poi ci sfioriamo le labbra

Ti è Piaciuta? Le dico

Tace, mi bacia, sorride, va via.

Nel frattempo da basso salgono i suoni degli spari

Decidiamo di andare

Raccolgo mia madre aggrappata ad una bottiglia di Aglianico Taurasi riserva

E andiamo a casa, un’altra casa.

Mi ritrovo nel mio paese

Avanti ad una ferramenta

Con una macchina senza parabrezza

E vedo lei in bikini

Con i capelli sciolti

Ricoperta di fanghi termali e

La cosa non mi è indifferente

Mia madre è ormai al sicuro

Mi fermo, ci guardiamo

Hai freddo? Le dico

Ci sorridiamo

E decido di ripartire

Verso la valle verso il cimitero

La vedo sorridere nello specchietto

E poi scomparire dietro la curva

Farò il giro, penso,

Maledico il senso unico

E poi dico: i treni che passano soltanto una volta nella vita sono quelli da perdere senza ombra di dubbio.

Sarà là al mio ritorno.

Mi fermerò questa volta.

Dove altro potrei andare?

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