Dice ch’era un poeta
E veniva nel mare
Diceva tutti i giorni
Di volere affogare
Dice che l’ ispirazione
È una espiazione
Ma con più aria e oggi dice
L’ossigeno che brucia le cose
reagisce sì con le parole
Ma fa l’odore dell’ozono.
Così parlo col boss in maniera pulita
stringendogli la mano
delle possibilità mai avute.
Essere poeti non vuol dire un cazzo
Essere umani vuol dire invece molte cose
Di tutte. Una. Forse coraggio ma anche il contrario
Così mi do la sveglia col sorriso
E lui mi poi colpendo la scena-
mi chiede scusa
per avergli fatto cadere una pietra
Sul parabrezza della sua auto.
Non so perché ma così dice.
Il boss è in imbarazzo – la gentilezza
Talvolta disarma.
Così direbbero catechisti per sentito dire.
Cose che accadono
quando i vicoli si stringono
Le arterie si fanno sclerotiche
Come i sentimenti
E la legge parlata
è quella del rispetto.
Meritocrazia mi dico
vuol dire un gran cazzo bis.
Il male del secolo
È sempre lo stesso:
Diseguaglianza.
Se fossi Nato veramente
Scriverei cose migliori
Ritirerei gli eserciti e insinuerei il dubbio:
Saresti un ForsenNato?
Rifletti. Pure queste ovvietà
Fatichi a digerire.

