la prima volta

Se hai il vizio di scrivere
ad un certo punto
potrà accaderti
/
mettiamo un Venerdì mattina
/
di tentare la letteratura
e di spacciarla per vita
o viceversa. Bene:
Nel senso di scrivere
una poesia d’amore – ad esempio-
e di finire per credere davvero
a cose del tipo:
“io non ti cerco ma non ti dimentico”
” tu non lo sai ma ti vivo ogni giorno”
Voglio dire: qui va a finire di restare
intrappolati nella forma
di farsi le seghe anche a parole
Allora amico mio. Sì, tu. Dico a te, amico!
salviamoci, usiamo le precauzioni.
lascia stare le lettere e pensa
a quella cosa che vorresti fare…
Non lo sai? Ma sì che lo sai, tutti lo sanno.
Ci vuole solo un poco di coraggio
prenditi del tempo
qualsiasi cosa voglia dire
tutto il necessario
-nel frattempo non credere a niente-
– non lasciarti abbindolare dalla bella parola-
E poi falla, ragazzo
senza titubare: dici e plasma
ciò che puoi toccare, tocca
le cose come se fosse la prima volta
questa è la poesia
questa è la letteratura
questo è l’amore-

Noci

Le cose vanno a rotoli
Non i sentimenti dico
Almeno non i tuoi
Ma tutto va a puttane
Tranne te che alle puttane
Hai regalato nella vita
solo confetti
Sei ubriaco/sei solo
Il mondo si è fatto tenero
E permeabile
Sei sicuro di un sacco di cose
Ma non del tuo valore
Non a quest’ora almeno
Perciò hai litigato con tutti e
Ancora non ti basta stasera
Caricheresti anche un toro
Così sono saltate riunioni
E i pilastri della terra
Hai fatto brutto anche alla luna
Non che la cosa ti abbia turbato
Al cuore Ramon: hai detto ad alta voce
Nella peggiore strada deserta
Poi Ti sei fermato a parlre con un ragazzo
Seduto sulle scale vicino casa tua
Si era appena fatto un pera
E hai avuto il coraggio
Di dirgli che gli volevi bene
Lui ha capito e si è commosso
Poi hai pianto e gli hai dato
Una pacca sulla spalla
È il vino, ti sei detto
Troppo vino ti sei ripetuto
Il ragazzo ti ha urlato un vaffanculo
Che suonava come un abbraccio
Tutta questa bellezza
Questa atrocità
Questa meraviglia
Questo dolore che galleggia sull’asfalto
Come se fosse il tuo
ci attraversa
Come raggi gamma
E ci lascia leggeri
Come gusci di noci
Buoni da ardere
O per farci piccole barchette
Ai primi accenni di pioggia.

Nèvere

così tornare a scrivere
che fummo alberi
che fummo angheti
e fummo sakefi
e che siamo foglie
e siamo lumeri
e siamo nèvere
tra le più belle
amore mio.

 

P.S. (polemico)
E se non le capisci, trovele tu le parole.
Sei brava tu! forza, vediamo!

cose da pazzi

 

È così che il tuo cuscino
Stamattina
ha cominciato a blaterare
Come un senza-tetto che
Ha bevuto tutta la notte
Dopo avermi toccato il culo
Ed aver tentato di baciarmi
Il collo a più riprese
Con la giustificazione assurda
Del non avere occhi ma occhielli
Occupati per giunta da bottoni
Rinchiusi in una federa
Risalente all’epoca del matrimonio
Dei miei genitori.
Dice: ti manco?
Neanche un poco?
Cose da pazzi!

Lucertole

C’è Bill Evans che suona in camera
Mentre In cucina alla tv gracchia
un programma dove intervistano
Scrittori americani che spesso
dicono cose assai sensate
Io sono sul cesso / porta aperta
Leggevo delle poesie
fino ad un attimo fa
Fino a quando ho visto la mia vita
uscire dalle feritoie della finestra
Come una famiglia di gatti
Alla conquista del giorno…
E speriamo che torni prima di pranzo
Con una buona notizia
E non con la solita lucertola sventrata
Abbandonata sulla porta
Già alle sette del mattino.

A chi lo dici?

 

Oggi pensavo che
La morte a stretto giro
Sta appiattendo
Qualche cuspide
Aghi di pino e rosmarino
Campo de’fiori e terra mossa
Pensavo: vedessero il tuo amore
Resterebbero al più felici
E qualche volta tristi
Ché mica sono una giostra. Dico.
Ma vanno. E vanno bene.
Tutto muore di morte viva
O di paura. Poco importa:
Il vento fa quello che deve
Ciascuno è quello che può
Oggi pensavo:
Di dispensare più sorrisi
Ché ero un poco triste
E così ho fatto
Per non saperlo dire
E poi chiamano e dicono
Tizio ci ha lasciati
Tizia sta là per là…
E non so mai che dire
*Tutt’ quant, àmma murì
E questo fatto mi consola
Poi penso alla mia vita
E a lei che mi disse:
Tu sei insoddisfatto della tua vita.
Ci mancherebbe! Certo che lo sono
Fossi dio sarei lo stesso insoddisfatto
Ma cone glie lo spieghi?
La felicità è di molto sopravvalutata
A me piace vivere nelle frizioni
Dove le cose premono forte
Come quando nascono i diamanti
Ma io no. Io sono la terra che
A volte fa la primavera
Altre il deserto
Con immutato amore
ma a chi lo dici?

Assalto alla poesia

Passando per il corso, ho visto un tizio che leggeva col microfono delle poesie seduto nella vetrina di una libreria.
Alle spalle una scritta recitava: ASSALTO ALLA POESIA
senza occhiali, ho letto: Al Salto la poesia.
Ho riso, ricordandomi dei film di Pierino. Almeno…
Ad ascoltarlo, nessuno.
Non che ne valesse la pena, intendiamoci.
C’è molto meglio da fare che ascoltare un tizio che legge delle poesie da dentro una vetrina. c’è in generale molto di meglio da fare che ascoltare un tizio che legge delle poesie.
Camminare ad esempio. Caminare fino a dimenticare il perché stai camminando.
Infatti ho continuato a camminare fino ad incontrare un amico che mi ha chiesto: Dove vai?
“oh! non saprei”, ho risposto: “boh! Fose a casa, o forse a Timișoara, non ricordo.”
Ho fatto il vago per un bel po’
fino a dimenticare io stesso il mio nome
fino a diventare un pollo, un dado d’acciaio e infine un vagone
e adesso sai da dove scrivo.

50 Cents

Dico, Michele, rilassati
Assapora questa sensazione
Che ti tiene sul bordo del pianto
Assapporala fino in fondo
Lascia scorrere il brivido
Fino alle unghie dei piedi
Lasciati attraversare da questo vuoto
Sei fermo e scrivi come un sasso
In questa fiumana di odori e di profumi
Non che sia una gran cosa
Ma oggi è diverso, senti:
È lei È la primavera
È la sensazione che da un momemto all’altro
Non succederà nulla di niente
Respira. Cribbio. Non morirai oggi. Forse.
Respira come se esercitassi un diritto
Sei qui per diritto di nascita
E spingi allora qualche altro Newton sul pavimento.
Questa è la vita. Hai bevuto un pessimo caffè
E mangiato un panino inutile.
Abbracceresti chiunque. Tutti.
E fortuna che non ci sia un pianoforte nei paraggi
Come le altre volte.
I tabelloni dei treni scorrono come lotterie
Come ghigliottine
Cadono come pailettes consumate
Cadono 50 cents sul pavimento
E suonano nella stazione
Come un gong.
Carnival is over. Carnival is over…
È tutto quello che sai pensare.

(Dead Can Dance. Ndr)

Combaciami ancora

Entri in un mezzo di trasporto
E vieni trasportato
Da un punto A
Ad un punto B
Con A e B liberi
Di brucare tra i rovi
Dello spazio-tempo.
Sfido io a capire
Di che cosa stiamo parlando
Il principio di indeterminatezza
Vige anche per questi punti
Che poi saremmo noi
Questi punti A e B e
Quella sera che fummo contenti
Ci combaciammo molto
Ci sovrapponemmo
E fummo degli intorni
Prossimi a piacere
(Con Molto piacere)
Gli uni degli altri.
Ma non solo
E se pure non abbia idea adesso
Di dove, come e quando stia andando…
Sebbene dicano gli autisti di puntare
A nord, ché le mura a dritta erano smarrite…
E se pure ci stessimo adesso incrociando
Su questa insignificante
Lingua d’asfalto
Called Autostrada
Riconosco il romanticismo puntuale
Della questione perduta ma
Se: Combaciami, ti dissi
Allora:
combaciami ancora
Ti dico.
E Tutto Il resto è
Livida letteratura
Buona per passare il tempo
Qualsiasi cosa questo significhi
,

L’ Animale

Sono ormai giorni che
Mi frulla per la testa un vento:
Vorrei essere lassù in montagna
Dove il declivio si fa ripido
Ed il passo insicuro sulla pietra
Quando Il cuore spinge
e la gamba obbedisce
Non sensa pentimenti.
Sono ormai giorni che sogno
Il pianto struggente degli amanti
L’albero che curva sulla pietra
Per difetti di acqua
Il mattone posato bruciato
dalla stessa malta che lo sostiene
Qui adesso è un andare per valli
E sentieri
ed è come stagnare
È come pioversi addosso
E poi evaporare
Come una voce
Arrivata dal mare
Sono diventato ormai
Un ciclo chiuso e finito
Dove le cose che vi entrano
In punta di piedi
Vengono arse
da questa smania di vivere
Dall’animale
A cui non so dare un nome.

7mbre

Vorrei che le parole aprissero sentieri
Nel mezzo delle tenebre
/Scrivo da una macchina
Parcheggiata Al buio
nel mezzo di una strada/
Ma sono solo un uomo e ciò
Mi rende un insoddisfatto cronico.
Scrivo due righe mentre aspetto
Che la mia vita ritorni in macchina
con una pizza alle verdure e
Poi partiamo: io e la mia vita
e la pizza – verso una casa qualsiasi
/Qui dove tutto si consuma/ pizza compresa
ci fumiamo un aerosol senza filtro
Per non farci mancare niente e
Giochiamo a nascondino col tabacco
Ma prima andiamo in bagno
Soffiamo dal naso le vecchie parole
E poi facciamo l’amore con Settembre
che è più mansueto di Agosto
Che è più mansueto del cazzo
L’inutile Agosto
che abbiamo riempito di birra
Come una zampogna e che
adesso suona senza posa
la musica di ieri
E di ieri l’altro
E di qualsiasi altro tempo di cui
Non dovremmo avere nostalgia

Gattinger

C’è un gatto nero
Che dormicchia sempre
Nei pressi del posto in cui parcheggio
E quando mi avvicino
Si rintana in un palazzo abbandonato
Poi si affaccia da una feritoia
e mi fissa timoroso
Respira male e ha un occhio mezzo chiuso
Comunque ci fissiamo per un poco
Ogni notte
Ma niente cambia
Notte dopo notte
C’è sempre un momento in cui
Siamo uno difronte all’altro
Io tento un approccio delicato
E gli dico: testa di cazzo
non vedi che sto messo peggio di te?
Ma lui resta impassibile
E cerca di ignorarmi.
Allora gli parlo come quando
Parlo tra me e me
E dico cose del tipo:
Darei la vita per te, fratello.
Ma sa che sto mentendo
Certe cose i gatti le capiscono
Allora addrizzo il tiro e dico:
Ragatto, non ci resta molto tempo
Perché non diventare amici?
Non sono un tipo da biscotti
Questo ti sia chiaro, però
Bisogna che anche tu faccia uno sforzo,
Ma niente. Nessun risultato.
Ed è per questo che amo
soprattutto i gatti
che fanno compagnia
Non facendone.
Certe cose sono belle
E non ci riguardano
Ed io le amo per questo
Per il fatto che esistono
E lasciano un’impronta
Che tu lo voglia o meno

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Un Artista Minimalista

Italian visual artist, writer and musician

Pensieri spelacchiati

Un piccolo giro nel mio mondo spelacchiato.

Riccardo Fracassi

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