Eugenio mette le mani sopra i tasti
scoglie i nodi in gola e annoda le gonne al vento
mi vede, chiude la sua frase in diminuendo naturale e ci abbracciamo –
poi mandami una poesia mi dice: eccola qua Geggè
Quindi Incontro un vecchio amico. Ci abbracciamo
mangiamo un pasticcino e
all’angolo la signora
intona un kitemmuort –
la musica attraversa sempre qualche cosa
che non ha a che fare con i suoni.
Recito a mente alcune frasi che tu diresti una poesia ma
Un lavoro fatto bene che
Si rizzano i peli sulle braccia e
Il cuore perde un colpo o forse due che mi fa dire:
Sono l’unico uomo sulla luna ma non ho davvero un nome
Sono più una carta d’altra parte e
Poi tutto torna sulla terra .ma
non io né la musica né l’abbraccio –
forse la carta.








