Cinque ore che cerco di scrivere qualcosa
poi mi guardo le mani ma
non accade la magia. La finestra
il ricordo: il nespolo tagliato dalla mimosa
che si stringe tra i vicoli
come un’amarena rinsecchita dalla strada
e poi i sette colpi di pistola
esplosi sotto il balcone
alle cinque del mattino
hanno chiuso l’alba in un sepolcro-
strepiti delle rotonde e polveri da sparisci
cani che mordono il culo
Carver sul cuscino
e quella caletta dove non sono mai esistito:
d’altr’onde gravito in un intorno
di inconsistenza e predicozzi:
adesso è fatto buio e questo fatto
mi impedisce qualsaltro sentimento.










