MICA SO’ MANDRAKE

la gente piangerebbe di gioia a scoprire
quanta poesia (leggasi “çàùç°§ç+è” ndr)
si nasconda in un cesso mentre stai cacando
e la vita entra dalla finestra sottovoci di bambini
che giocano a pallone ai primi veri caldi di Maggio
la gente piangerebbe a scoprire
quanto sia vicina la salvezza
ad ogni reale sfioramento
e invece poi passa come una mano che ci saluta
dal finestrino dell’auto scassata
che rientra dalle vacanze degli anni 90
la gente piangerebbe a stare
ammassata atomo su atomo in quella mano
o nel petto di quella bambina
che da grande sarebbe diventata Sara
o Carlotta e Gemma o una delle tante Rose
del secolo già andato o…
… e allora perché non piange la gente, mi domandi?
E che ne so io? Mica so’ Mandrake!
sono il sasso posato da qualcuno sul selciato
in una rovente primavera qualche suono fa –
sei sicuro? No, ma cerco di convincermi

(omissis – omissis – omissilis)

Fuori dai tramonti
nella resa, nella sconfitta
la vita si fa tempio
il gesto preghiera
e le braccia aperte
ci dicono chi siamo.


Solo polvere di sperma
verticale e cose astratte
tipo amore – poesia


frespito di occhi
scalpito di ferro
sui fili d’erba di Saturno


e molto oltre, alla destra del prato
il moto inconcludente
e morto altro ancora…


(omissis – omissis – omissilis)

Grazie Al Dazio!


Ogni giorno un fiore
si strugge nel mattino.
uh! la bellezza di andare
lontano – come una terra
che si allontana per tornare.


Tornavo a casa una sera
che il mondo era in fin di vita
ma anche quella volta
ringraziai per la bellezza
e per il dolore fermo
di questo eterno dazio.


Grazie al dazio!

CROB (RIPARAZIONI)

Il giorno è bianco come un vecchio fiore
Saranno le nuvole
Più morbide del gres porcellanato
A parlare di luccicanza allo sguardo
L’edificio è una nave per sempre zoppa
… E Certo che bisogna spingere in salita!
Fuori c’è un contrasto frescolino
Poco spazio insiste tra gli spigoli e il sole
Non vi entra un che il Foglio di carta refertato
Stamattina sono partito presto
Era tutto così calmo sull’albero in giardino
Ancora Il sonno sobbolliva sulle foglie
Ora Assapora ogni pilastro
Ogni faccia è tesa come un panno
Ogni sorriso tirato con le pinze
La signora dell’accettazione
mi ha detto che ho gli occhi di sua figlia
E che adesso, dice, è dottoressa.
Sarà che qui siamo tutti quanti figli
E dopo mi correggo sorridendo:
Dopotutto siamo sempre tutti figli
Le ho risposto come fosse una mia madre
(E Perché non dovrebbe esserlo?)
Ha annuito sorridendo.
Due ragazze aspettano la madre
Che è ancora sotto i ferri
Un cirrotico borbotta per un’ attesa troppo lunga
Mi viene da sorridere e sorrido.
Che faccio, lascio?
Mentre esco dal quadro del giorno
Un solo pensiero soffrigge sul silenzio
Mentre infilo i passi verso casa
Dove potremmo andare se non qui?
Se non incontro gli uni agli altri?
Quando tutte le strade portano agli altri.

I Compromessi


La buona abitudine di scrivere ogni giorno
È una pratica degna di un soldato
Non è adatta ad un ladro disperato
Né ad uno spacciatore di momenti
È la disciplina che mi manca per diventare qualcuno – me lo hanno sempre ripetuto
insieme ad altre peculiarità appartenenti a questo tempo
e se qualcuno mi chiedesse
Cosa ami di me stesso, risponderei:
L’istintivo disinteresse alla riuscita.
Mentre scrivevo queste righe
si è posato un insetto sulla soglia della finestra
Anche lui è rimasto folgorato dal gelo inaspettato
L’ho fatto entrare in casa già mezzo tramortito
So che ci siamo capiti
Uscito dalla doccia l’ho trovato nello stesso punto in cui l’avevo lasciato
Muove ancora le antenne
E questo mi rallegra
Anche se forse è troppo tardi
E forse è stato compromesso dagli eventi
Ma chi non lo è già?
La neve ha sparso la sua voce sopra i monti
Il verde di questo Aprile è ancora un poco spento
La vita e la morte sono solo due parole
Oggi questo fatto mi pare limpido
Come un cristallo in mezzo al fiume.

POSTI DI MERDA

Non è posto questo

Per la poesia

Né per una scopa

che scacci colpi setoloni

il malcontento del vissuto

Non è posto questo per la poesia

Né per una mela verbo

o un fenicottero rosso – certo

Morirebbe desiderato in quattroquattroundici

Non è posto questo per per la poesia

che sa di essere poesia e non una facezia

che sambuca il cuore e stuzzica l’ignoto

Che quindi è inesistente

Non è posto questo

Per la tegola bucata dal pensiero verticale

Né per una gentilezza simulata o

chessòio un primivespro.

Non è posto questo

Per la poesia né per un airotto

O per un flebuzio dalle piumepiatte

Non è posto questo per la poesia

Né per far quadrare i conti

Della bottega di artigiani che fa angolo

Con l’aliscafo delle sette e quarantuno.

Non è posto questo per la poesia

Né per un saluto di flebile eleganza

Che posto di merda è questo

Che mi porto dietro come una bisaccia Incollata al culo della noncuranza?

Professionista del settore a pezzi per l’ora illegale.



Professionista del sett’ore
Ne dorme 8 e riceve cartella esattoriale
Conto terzi, anche se dichiara
Alle forze amate di avere avuto già
In precedenza la luna a 3/4 e
Che notassero orsú l’incongruenza.
Il presidente tuona che:
Forse, se nell’anno trisestile precente
Il suo reddito in oro cantante
Non avesse raggiunto la
Massa critica per l’autocobusione oculare
Allora e solo allora. Ripeto.
Potrebbe in tal qual caso
Usufruire della magnanima abluzione
E quantanche vedersi rottamata
La cartella equiesibita incriminata.

Arrivederci

Il desiderio di scrivere
ti coglie all’ improvviso
dopo mesi di nullafacenza
di creatività annichimorta
scoramento e noia _ e noia e scoramento
come un giorno arriva l’ape a
stiracchiarsi sulla soglia al sole
così arriva il desiderio di?
sei ancora un gatto che passeggia lungo un fiume
che saluta i fili d’erba e le persone
e le pozze d’olio dei camion in avaria
sopra le autostrade dell’andiamo a vedere se.
è così che arrivano le cose
e sai che c’è un motivo per questo fatto
che sempre c’è un motivo ad ogni cosa
ma non hai voglia di indagare
non ti importa il perché le cose arrivino
l’importante è accompagnarle
senza filosofare troppo
lungo il margine di un fiume
lungo i fianchi di un qualcosa
nel cortile garbatello dove regna infreddolito
il ricordo di amico “alberello di mimosa”
( e perché no…)
coi pensieri nelle scarpe
per tornare a vivere alle profondità perdute
dove tutto ha altri nomi da quelli conosciuti
e le cose esplodono per un arrivederci
e fioriscono le pietre
ad ogni sguardo appena affaticato
e anche le birre si innaffiano di schiuma
se cammini col passo dell’ arrivederci

L’accosaglia

l’accozzaglia prende forma
tu dici cosa senza forma
: cosa scritta prende forma
la cozza diventa aglio
l’aglio si fa respiro
il respiro: solitudine
la solitudine si fa cosa
la cosa scritta è già fiatella
il pensiero è fatto aglio
l’aglio scritto è un’altra cosa
il pensato è già accosaglia.

Olè

Olè spizzica la neve al fianco del balcone

lo piega come un gancio sul fiancòne

la città sfritta d’ orizzonte

sfràglia come caso sui lampioni

c’è una donna col vestito sbàrco

che taglia in due la notte

con l’idea di una medusa:

dove il veleno del furore?

dove il cammino stretto dei borghesi?

dove i vicoli s’impuntano?

spertica il pensiero dall’asfalto

solletica la gola come un giglio

ma è solo un canto: un occipite sospiro

sbrìccica lontano la civetta

si intrecciano le lingue dentro il culo

la decenza – olè – decenza è rinvenuta

Pacham’ama si addormenta di sudore.

La Mancanza Di Esercizio

La parola non sa scrivere
Figuriamoci un io
Nemmeno gli alberi
O le pozzanghere
Né la pioggerellina
che si sarebbe fatta neve
Appresso al corteo funebre
Saprebbe far di meglio del
Codazzo di scarpe vecchie che
Battono la strada dell’ironia portami via –
La solitudine delle battute non capite
Mi Scompiscia sopra il cuore
il clown si ride addosso
gufo tronfio alla fine della festa:
(Ha imparato ieri a ridere di tutto).
Lontano sconosciuti
Si scambiano carezze
Come due sconosciuti
Travolti dalla vita prima che
Entri quella voce in mezzo al campo
:
La mancanza di esercizio
Ci fa perdere fiducia
Verso il mondo sconosciuto.
La mancanza di esercizio
La nagbca di esrtixio
La,acan za di espergixio
Lavacanza dii eptanuzio
Lamancxanza di eyexciao
Lana panza di esmerizio
Ci fas porgere la nuca
al frontespizio.

Tempo rincorso

Tempo rincorso coi baci di pietra

Tempo soccorso coi traci di creta

Oggi speroggi coi cocci ti struggi

Semina prati raccogli ‘sti fuggi!

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Parole Diversamente ALiBi di: Michele Cristiano Aulicino

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