Anarchia unica zia

Due giugno
Una parola
Un numero
Ritornano in vetrina
Razze e confini
Chiusure e accentramenti
Dopo la marea iperliberista
Il contraccolpo autarchico
Il picco reazionario
La paura di svanire
Come fatti nella storia
Il tentativo di marcare
Il solco leggero
Del nuovo impero
Oh che siete belli
Oh che siete frolli
Il mio cuore
Sì: il cuore
A rischiare banalmente
Il giudizio tenerello
Lo squadrismo pisciasotto
Il motore libertario
Non spinge per la patria
Né per la paura
Grida alle fioriere cementate
Canta alle frontiere spinate
Che c’è amore
Nel palmo di ogni mano
E suona e canta
Come una primavera
Dentro il lungo inverno
E Fa più allegro il passo
Verso ogni galera
Mentre qualcuno spolvera
La questione delle reni
Il popolo brama da sempre
La giocata dell’appeso
Il popolo è da sempre
Animale affamato
Mentre
“La gente è gentile”
Canticchiava un amico
Il popolo spaventa
La gente invece
agenta.

L’ironia è ad appannaggio dei vetri e di chi sa comunque vedere attraverso ai…

l’ironia è la cifra del mio dio
se fatto uomo sarebbe iron.man
o-zioso di famiglia grasso
uno e triclino
sarebbe un carciofo
un cacciavire rotto
un fiore morto
io ad esempio se fossi dio
parlerei per bocca di un tombino
scherzerei con bambini
sulla parola tomba
e con gli adulti
sulla questione tromba
salirei tromboso sulle scale
senza mani
ed urlerei al miracolo
mentre mira.colo
mi ra.mmenta il mojito ed il sangue
ma più un cecchino israeliano
e un giornalista qualsiasi
che andava di press.a
e poi no. non più.
neg.azione.
fronte di liber.azione
dai non libri
questa cosa che
uccide senza ridere
e intollera i popoli e i pensieri
di chi nato sfortunato
non sa ridere non sa non sa
un sacco di altre cose
finanche più di me
che non so non so non so

Permesso… ( avanti!)

Permesso…

sole cuore
vibrante di
incanto e tramonto
stella e firmamento
anima sentimento
e aspe’…
dimenticavo il vento…
siete i poeti della noia
e dell’abbrutimento.
Mi chiedi, e io?
io scrivo per di-letto
magari puttanate
e sì, io posso
non devo compiacere
e allora mi permetto.

Hai la vita! ahi! la morte!

Ahi la vita!ahi la morte!
Canto per la strada
Come un ragazzo
Appena fiorito
Le strisce pedonali
Esortano al salto generazionale
L’autobus non dà la precedenza
Ma io lo sfido
A toccare l’altra dimensione
Poi lascio perdere
Carne con carne
Lamiera con lamiera
Come fiore cantando:
Hai la vita! Hai la morte!

Sogno: Io tu e lascavatrice di Pasolini (Catzwoman)

Sogno: Io tu e lascavatrice di Pasolini
(Catzwoman)

Piazza:
piccolo paese mio
Che stai su tre colline
Tutta vuota
Fuorché io,
Il fu propietario del bar
Lei che chiameremo labbra
Che se la conosceste direste
Ok, calza a pennello e
Una scavatrice. Punto.
Lei ha un tubino nero
Che pare un copertone
Della Marvel: CAZWOMAN
Entra nell’escavatrice
Si siede sul cambio e gode
Io la guardo ammirato
Si amano come in Tetzuio penso
Ma la scavatrice è meno atroce
E l’accarezza senza sventrarla
Lei chiede dei fazzoletti
Il fu barista corre vecchio e brillantinato
A porgerle veli di carta
Che come la toccano
Diventano trasparenti come olio
Le dico: uniamoci.
Io lei e la scavatrice
Entra dice lei
La Cabina di vetro umido
Pare di stare in mezzo al mare
Ci amiamo sul sedile molleggiato
La scavatrice ci guarda
Come fosse la madre di un Pasolini
Che ha sposato il dolore
Ci amiamo con il fu barista
Che approva e rotola il cencio
Sudicio di acqua birra e anice e bancone
Veniamo al dunque
E lei mi dice grazie
E io le dico prego
Siamo adesso tutti freschi e puliti
Qualcuno dice stop
Un regista occulto ci dice
Che siamo degli eroi
Che abbiamo recitato l’amore
Magistralmente
Ma io cibresto poco male
Le dico ma io l’amo
Lei ride la scavatrice barrisce
Il bar fa lampeggiare un’insegna bianca e blu
Il fu barista che mi conosce bene pure lui dice: michele! michele! Non ci siamo.
Cazwoman scende e siede sul cingolo
Le pulisco le labbra con un bacio
Mi dice passa da me stanotte
Ho parole nuove per te.
Lo so, le dico. So tutto
Ma teniamole al sicuro
Per quando saremo soli
Va bene. Scopiamo soltanto.
Mi dice.
Ti chiamo. Le dico.
E poi: che succede… Succede.

La strada

Parti dal cortile
dove affacciano le finestre
e non badare alle ombre del pomeriggio
che raffreddano gli angoli ottusi
della memoria
apri il cancello automatico
lampeggerà la luce gialla
come ad avvisare un pericolo
tu non credergli
attraversa la strada
sentirai gli odori di casa
svanire nella polvere
quello è il tuo posto
in mezzo alla gente
lo hai letto nei libri
da ragazzino
quando con gli occhi
andavi incontro ai cazzotti
lo hai capito da solo
quella volta che
si incrociarono le lamiere
sull’asfalto
e tu disegnasti una “S” col sangue
quando Leonardo, un senza tetto
ti guardò con amore
come si guarda
una rondine fuori stagione
ma non moristi
forse per caso
o per amore
ti venne in mente una poesia
che ti strappò un sorriso
e la solitudine per sempre
dal cuore.

Carta e Penna

dice: prendi carta e penna,
forza!
adesso scrivi:
i limoni sfrigolano
di tenebra nella luce.
dice: hai scritto?
bravo. Dice: lo hai sentito?
dico: cosa?
questo brivido d’arsenico
che ci avvelena il presente? Dice.
dico: la morte? dici la morte?
dice: magari fosse
così semplice.
dico: e allora cosa?
dico: mi faccio brillo: Il caso?
dice: il cazzo.
ah, dico: allora: cazzo sia.
tempo perso, dice
tempo perduto, dico.
intanto lo sguardo della vicina di casa
trema prima di chiudere la porta
chiude in casa 82 anni di cose non dette
le porgo un sorriso famigliare
sul piatto del buon pomeriggio
dico: la depressione
è un passo nella solitudine
capisci? Ieri mi ha portato tre limoni di Sarzana.
ed io avevo solo cose che attentavano
alla sua salute, per poter ricambiare.
capisci che infamia la vita?

Un cazzo da fare…

 

potrei starmene giorni
a non scrivere poesie
mi dico spesso
soprattutto d’amore
ché quelle le scrivo
quando sono annoiato
e non significano molto
solo che sono annoiato
tipo adesso
ma non mi va di passare
per un perditempo qualsiasi
dopo le sette di sera
con tutta una città a dispozione
con quei viali stretti e vergini
ci sono alberi che meritano
almeno un’occhiata veloce
prima di rinchiudersi in casa
una volta non ho scritto una parola per mesi
e furono i mesi più allegri
che io non ricordi
non so bene cos’ho fatto
tutto quel tempo
oltre a scopare e mangiare
e leggere qualche buon libro
però ho capito che dimenticare
è una pratica fondamentale
per la crescita interiore
ha a che fare col perdono
una questione cruciale
fortuna che non sono io a scrivere
almeno non l’io di prima
o non io di adesso
insomma, avete capito
è tutto un rincorrersi
di dimenticarsi.

Fatevi le poesie vostre!

 

Questa poesia
nonostante
non l’avessi cercata
per ore e ore
non l’ho trovata
in nessun libro
e se avrò abbastanza sfortuna
non la troveremo mai
in nessun libro
nonostante la non
spasmodica ricerca
di voialtri si sommi
affannosamente alla mia.
questi sono i momenti
che preferisco:
c’è musica
e sono abbastanza solo
e la poesia è intorno
e dentro ogni cosa
che non vi so spiegare.
Come potrei? e soprattutto
Perché dovrei?
Fatevi le poesie vostre!

Torno Subito

Sorrisi cuccioli & tramonti
mani nella mani
cuori a pecorelle
cieli a catinelle
è incredibile quanta gente
finga di cercare la bellezza
quando è già andata via
è incredibile quanta gente
cerchi la bellezza
e trovi soltanto biglietti
scritti in fretta e furia
con sopra incise
poche parole
a loro incomprensibili:
Torno Subito,
non cercatemi.
Arriverò,
nonostante tutto.

Una Jungla di stronzate

Tiriamo avanti a colpi di stronzate
Ed è incredibile come siano efficaci
Cose da avere assolutamente
Comunica al mondo ogni successo
Altrimenti sarà come se non fose mai successo, dicono.
Conoscere è esistere
ti dicono le leggi del marketing
a cui hai ormai sottomesso
Qualsiasi tiramento:
Quanta solitudine si trova nel silenzio di chi non ha voce!
Mentre la contentezza si fa più sottile
Fino alla trasparenza
Fino a scomparire avanti ai tuoi occhi
Fino a ritirarla dal commercio
La contentezza da qualche tempo
è ufficialmente fuori dalla produzione aziendale.
E subito ti ritorna in mente la prima volta
In cui guardasti il mondo a luci rosse:
allora si che eri contento!
Mentre appoggiavi alla pupilla
La carta colorata della caramella Rossana
E quel profumo di zucchero e liquore
Che già ti dilatava la pupilla
Quello che ricerchi ogni notte
Prima di prendere sonno
Scrollandoti di dosso le stronzate
Che hai mescoltato senza tregua
Durante il giorno canticchiando:
“Ti bastan poche briciole,
lo stretto indispensabile
e i tuoi malanni puoi dimenticar.
Ti serve solo il minimo
e poi trovarlo è facile,
quel tanto che ti basta per campar.
Già!
Quel tanto che ti basta per campar.
Come no!”
*P.S.
Anche le caramelle Rossana sono ormai fuori produzione.

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Un Artista Minimalista

Italian visual artist, writer and musician

Pensieri spelacchiati

Un piccolo giro nel mio mondo spelacchiato.

Riccardo Fracassi

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