Lascio

Lascio che le cose accadano
Lascio che i sentimenti sedimentino
Lascio scorrere il sangue
Lascio che sia puro istinto
Lascio perdere i consigli
Lascio a te l’orgoglio
Lascio agli altri le suppliche
Lascio che la vita mi morda
Lascio fare al maestro
Lascio le conclusioni affrettare
Lascio scorrere il tempo
Lascio che la tenerezza mi sfianchi
Lascio che la gelosia porti sorrisi
Lascio le insicurezze sul cuscino
Lascio i pugni stretti nelle tasche
Lascio che pensino quello che vogliono
Lascio che il sorriso contagi
Lascio agli altri la rabbia
Lascio senza raddoppiare
Ma lascia che ti dica una cosa
Va’ a giocare a palla contromano in autostrada durante l’esodo di Ferragosto

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Ne ho accompagnate di ragazze

Ne ho accompagnate di ragazze
Fin sotto al portone
In tantemila città e
Poi sono tornato in albergo
O a casa o a casa di amici
E volte è capitato di finire
Appiccicati a qualche muro
Caduti sulle scale
Dimenticati nell’ombra
O in qualche letto
A raccontarci la vita
Perché sei single?
Perché sei qui? Rispondevo.
Oppure ore seduti sopra uno scalino
Ad aspettare qualcosa
Che non sarebbe mai accaduto
Piú spesso con allegria di ragazzo
Per aver custodito la grazia
Il mondo, il mistero, la specie, i sogni,
Che se pure non erano i miei sogni
Ho custodito sicuramente quelli molti di altri
E come erano belle
Con le loro gonne
Che sparivano come piovre
negli abissi dei portoni
Mentre io già di spalle
Lanciato su una strada nuova
A fantasticare il nome di un’altra
Tra le nebbie bruciate di desideri passati.

Poesie senza OGM

Ho cominciato a scrivere
una poesia senza OGM
Per vedere com’erano le cose
prima delle puttanate e
Ho rispolverato le parole
che hanno sempre resistito:
amore, casa, lavoro, vita,
fica, culo, mani, gomito,
collo, campo, sole, stelle,
cuore, piede, tempo, spazio,
solitudine, notte, musica
e se pure ne trevorete degli
abusi in giro per i libri,
non è certo colpa loro-
Ho comiciato a scrivere
senza perdere altro tempo
dicendo quello che dovevo
e ho cchiamato i sentimenti
col loro vero nome
terrore terrore terrore
ho scritto, nella solitudine,
e poi ho sorriso
ché avevo detto tutto
e non avevo scritto niente

Adesso ricordo

Adesso che siamo corrotti
dalle nottate scellerate
adesso che i sapori
hanno un retrogusto
di carta e di inchiostro
mischiate col piombo
del tempo che avanza
ricordo il gusto
dei quindici anni
quando
c’era nelle bocche
un odore di latte
e vaniglia addolcita col miele
e nelle mutande
il profumo dei prati
adesso che siamo corrotti
da duecento sostanze
ricordo com’era
il profumo dei fossi
in un posto accogliente
vicino al tuo collo
tra l’occhio e l’orecchio
adesso ricordo…

Siempre

Mi fermano sotto casa i giovani marxisti leninisti,
Vogliono vendermi un giornale.
Sorrido alla ragazza…Ma devo avere un’aria sconfitta.
Smette di insistere, mi affianca per qualche metro e poi si ferma… È carina ed ha gli occhi accesi… “Hasta la victoria” mi esce di bocca con una tenerezza rinnovata
“siempre” sento a bassa voce dopo qualche secondo…
Oltrepassata la curva
Passato e futuro non si incontrano più e le parole suonano estranee
Le lotte dimenticate in mezzo alle bollette scadute
Pago 200 euro con una firma
Ritorno verso casa e trovo ancora i due ragazzi discutere animatamente tra di loro,un cenno del capo, un sorriso

E Altre parole lasciate al cemento.

È stupido scrivere cose intelligenti

mi dice:
scrivi cose sempre intelligenti
-Grazie ho risposto, modestamente…
cambia qualcosa? Adesso mi ami?
No, mi rispose
e mi venne in mente
di una “lei”
che mi disse che mi amava
dopo averla mandata a fanculo
4 volte virgola 5
la volta dello 0.5 fu detto in fretta e furia
a causa delle sue follie eclatanti
di un tempo non troppo lontano
e poi andai con la sua migliore amica
e con la sorella della sua migliore amica
e lei mi disse senza il minimo accenno di ira
che se volevo potevo uscire con lei
e giuro che in quel periodo
non feci manco mezza cosa intelligente
e pure la gente si innamorava
come mosche checadono
sotto i colpi del Raid
quindi i raid dei raid – Bi raid
ed io ero a quel tempo
un mastro BiRRAID
e la schiuma dei giorni
faceva da cappello
ai nostri bicchieri
non ero felice, certo,
ma tornando a te
allora usciamo? SOLI IO E TE
senza tenere rotture di scatole tra i piedi
– non posso, ho da fare.
Ok Vaffanculo te e le cose intelligenti
ok va bene, vado
ciao, con intelligenza
ok, ciao

Soffro di una bellezza acuta

giorni in cui
mi muovo insieme
all’universo
e tutto è al posto giusto
perché niente
ha più un posto.
una commozione
iperumana mi attanaglia
le cose mi attraversano
come fossi aria
e tutte lasciano
il loro peso
e la loro grazia
sul fondo della mia gola
e i tuoi occhi
diventano i miei occhi
così li chiudo per ore intere
non voglio perdermi nulla
non voglio nulla
niente mi reclama
divento naturale
come una foglia che cade
e scivolo e mi piego
come lo spazio
il tempo e l’acqua e
le pieghe che fa il vento
sulle tue labbra
e il tuo sguardo
mentre chiami
il mio nome
soffro di vita
di una bellezza acuta
non troppo lontana
dal comune dolore

Il mattino

ah l’amore l’amore!

urla il mattino.

un vecchio in ginocchio

raccoglie la spesa

e l’amore l’amore

ha urlato il mattino

sulle mani nodose,

il sole distende

la sua lunga coperta,

è appena risorto.

come non benedire l’aria

e gli occhi e i ragazzi di scuola

e lo stesso mattino.

l’amore! l’amore!

urla lo zaino coi disegni dei mostri

poi scompare allegrotto

nella curva di Febbraio,

e non c’è morte che tenga.

l’amore! l’amore!

urla il mattino,

mi sorride il vecchio

vicino la curva,

la curva! la curva!

pare urlare la voce, stamane

anche  là dietro c’è sole.

Che tu ci creda o meno,

anche oggi risorgo,

ho pensato nel letto.

Il vecchio ha raccolto le uova,

ci scambiamo un sorriso,

è passata una donna.

l’amore! l’amore!

ha cantato il mattino.

la curva è lontana,

il cemento una culla,

gli occhi risorgono

alle nove e quaranta

sembra dire il barista.

Il Gatto

Il giorno
le pochezze del cuore
i piccoli affanni
i capricci
le lotte
la solitudine
gli ideali
gli operai
i capitani d’industria
le cavallette
i blues brothers
e poi un cane che si lecca
dopo aver espletato
le proprie funzioni fisiologiche
al centro del corso
felice come una pasqua
in mezzo a tutti gli altri bipedi
l’unico
Ed io, il gatto,
arrotolato nella paglia
la galassia.