Scorteggiamento

Sbaglio ogni avvicinamento

Ma mi avvicino

Sbaglio ogni parola

Ma poi dico

Sbaglio ogni interpretazione

Ma poi chiedo

Sbaglio tempi modi e maniera

Da che io mi ricordi

E poi mi rompo il cazzo e ti dico

Eccomi qua

Ecco la mia portata

La mia insicurezza

La mia sconfinata grandezza 

La mia inutilità

La mia merda

La mia tenerezza

La mia misera vita di uomo

Certo d’essere un dio

Chiudo tutto in un piccolo fagotto

E te ne faccio dono

Esattamente come a cinque anni

Regalai una spilla 

A forma di farfalla

Mi sambrava così bella…

Uh. La sincerità che fora i timpani

E il cuore che lacera pensieri

E tira la poesia da ogni lato

Tutto è tuo dico…

E se non sai cosa farne,

Amore mio, 

Brucia tutto in un motore a curvatura

Potrai essere in ogni luogo

Tu creda di desiderare

Così come io sono qui adesso

Avanti ai tuoi occhi 

increduli e pieni di paura.

Io_ non_ ho_ più_ niente

Solo il mio amore e

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L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

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