la morte

La morte.
Questa cosa che si introduce nei discorsi mentre parliamo, è sempre là
Nemmeno è troppo arrogante.
Quei due occhi che ti guardano
distrattamente in mezzo alla folla
Elegantemente, però ti guardano.
Ti guardano sempre
Ti sei innamorata? Le dico ogni tanto
Ricambiando lo sguardo, sorride…
altrimenti le si potrebbe rispondere male …
E invece niente.
Va e viene come il respiro
La sento spesso camminare scalza
Più ci si ama più i suoi passi si fanno leggeri
Quando mi accarezzi si libra in volo
Come una ballerina e poi atterra
e là perde giusto un colpo il cuore
e poi riparte, ed io penso che dovrei farci l’abitudine. Invece niente.
Stanotte ho sognato che eravamo sul viale
Di una città che forse era Pisa ma più Parigi
Tu invece eri proprio tu ed io
Ti tevevo stretta, ti baciavo la spalla
E ti raccontavo una storia, ma poi
Mi sono ricordato di un funerale
e ti ho detto:
Se non ti va, non ti preoccupare
Vado e poi forse torno.
Avevo la sensazione di giocarmi un gran pezzo di vita. Così ho giocato e ho perso.
Sei rimasta a leggere sotto un pioppo azzurro e ti ho lasciata là.
Il vento forte mi ha svegliato.
Stamattina ho pensato due cose.
La prima è che
ho avuto coraggio
La seconda è che
Mi avrete etrambe
però smettiamola di sgomitare.

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