facce di cuoio
segnate dal sole
e dalle sostanze
demoni sudati
alla frusta del sole
un soffio di vento
li ha disarcionati dalla vita
per consegnarli al mare
alle strade, ai pisciatoi della notte.
rivedo nei vostri occhi violenti
il seme di un passato lontano
dove la lama delle mie genti
anticipava la parola
porto con me i vostri amori perduti
e talune facce di cazzo
abbrutite dal tempo
rimandano alle gentilezze perdute
taciute dai bisogni e la fame
e alle vostre madri
che certamente vi amarono
come fece la mia
divisa per anni tra la paura ed il cuore.
Io sono di voi incapace di uccidere.
Poesia di grazie alla vida che mi ha dato tanto.
di questi giorni
e di mille altri
due cose striscino ancora
come serpi innamorati
nel petto
il nostri sguardi
intrecciati come una corda
sulle pietre della piazza
con la complicità di un commando
delle forze speciali
e la voce amica, fraterna
del poeta
e la pacca sulla spalla
era la spinta in salita
la sicura in discesa
mentre il mio cuore
diventava un fatto liquido
veniva fuori dalla bocca
pieno di inciampi e di incertezze.
