Alla fine sei sempre tu lo Stronzo.

Così, sei tu il poeta!
Oh ciao, no, veramente no, Scrivo minchiate qua e là
Su non essere modesto
Non sono affatto modesto, ma so riconoscere i poeti
Va bene, per me sei un poeta
Come preferisci, ma la cosa mi imbarazza
Beh a parlare con la nostra amica, pare che tu non sia affatto timido
Non sono timido, ma mi imbarazzo se parliamo di poesia così, in maniera categorica
Che vuoi dire?
Voglio dire che… Senti, lasciamo stare, cosa bevi tu?
Che fai, ci provi?
No, non ci sto provando, altrimenti probabilmente mi sarei avvicinato, avrei fatto due battute idiote, ti avrei detto che i tuoi occhi sono molto intensi, ti avrei sorriso,
e avrei cercato un contatto fisico, per vedere la tua reazione. Invece Ti ho solo chiesto se vuoi qualcosa da bere.
Perché, non ti piaccio?
La tua domanda è scorretta. Sei oggettivamente attraente, ma anche una sedia, un tavolo, una strada, tutti loro possono essere attraenti. Non basta essere attraenti per instaurare una relazione di qualsiasi tipo. Magari poi sei una acida e antipatica con un bel corpo. Mica ti conosco.
Mi stai dando dell’acida?
Perché, sei acida? Dovrei pensarlo? Mi ricordi tanto una persona. Una amica di una mia amica.
Come mai? La conosco?
No non credo, è sarda, e tu sei de Roma.
Mi somiglia?
No, lei è mora, più bassa, più in carne, insomma molto diversa da te. Ma una volta entrò in camera mia e mi disse che lei sapeva un segreto che mi riguardava.
Che segreto?
Mi disse che a me piace il sesso facile. Cosa che poi non ho approfondito. Forse voleva dire che sono uno da una botta e via… Aveva parlato con una sua amica con cui una volta finii a letto.
E io che c’entro?
Tu, hai il suo sguardo. Me la ricordi. Pensi di avermi in pugno. Pensi che io trovi il tuo culo irresistibile e i tuoi occhi, sufficientemente verdi, da rincoglionirmi. Lo so. E non sei mica molto lontana, intendiamoci. Bona, sei bona… Ma…
Ma?
Ma tu mi parli di poesia. A me non interessa parlare delle mie poesie, ammesso che siano poesie.
Magari poi mi chiedi di scrivertene una, ed io educatamente comincio ad offenderti.
Ho letto le tue poesie d’amore. Beh, non sarei degna di far parte di loro?
Degna? Credi che abbiano valore? Sai che la persona per cui le ho scritte, manco le apprezza?
E dire che non le ho mica scritte per sedurla. Le ho scritte per evitare di offenderla. Forse. Ancora non l’ho capito. Comunque. Cambiamo discorso.
Allora bevi qualcosa?
No grazie.
Come preferisci.
Una birra per me, grazie.
Sei uno stronzo!
Grazie, è stato breve ma intenso. Alla prossima.

2 risposte a "Alla fine sei sempre tu lo Stronzo."

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