Amore cagnesco

La cosa che mi esce più semplice

se fuori è caldo ma coperto

se tu sei lontana ma non troppo

se io sono sobrio ma non troppo

se sono sudato ma neanche tanto

insomma la cosa che mi esce

più semplice da fare

è proprio questa

affogare in un labirinto di meringhe e di malinconia

simulando la freschezza del polaretto al limone

che lascia sempre un retrogusto amaro di detersivo

e tensioattivi

in certe certe notti sapessi farlo

abbaierei, e lo farei così bene

da far cadere stecchite avanti alle mie zampe

isolati ed isolati di cagne

senza fare alcuna distinzione razza, di taglia o di religione.

Dalla collana ” I microracconti ineditabili”Ogni Mattina

ogni mattina mi ritrovavo avanti allo stesso incidente
curvo sulla scrivania a guardare il mondo,
e tutto, in quei giorni, pareva piantato su di un lastrone di granito
ero tornato indietro di mille anni
i più cari, soli, avevano il dono di rotolare
come delle piccole biglie di ferro mosse dal vento
di vetro i più piccoli
dove andavano? cosa li muoveva?
l’anticiclone africano pareva la cosa più sensata, l’unico accenno di vita
Vedi cosa ti combina un sentimento?
niente più boschi, niente mare,
tutto era ridotto a quatto elementi
ma la terra si era indurita, granito, impenetrabile, potevo solo scivolarci sopra, niente radici, niente futuro, niente passato.
Mi sentivo come in un limbo di sterilità,
nenessun istinto, nemmeno una sega, niente! Qualcosa dentro cominciava a rassegnarsi.
Per la prima volta, vidi il mondo da spettatore, avevo gli occhi di dio, Un Dio malato di onnimpotenza.
così scrivo a memoria questa lettera senza poesia
come una biglia che urta su di un piano infinito
poggio sul mondo e su di un solo punto
libero dal peso del tempo
non provo più niente, solo, vado rotolando
senza speranza.
Qualcosa però mi dice che costruiremo castelli da qualche parte, inutilmente, io non ne comprendo il motivo. Non mi servono mura, ma nuovi pensieri.
Vedi come tutto leviga il sentimento?
Oh, ecco la pialla democratica.
Mai avevo provato tanta appartenenza e compassione. Perdere ogni cosa è la base di ogni religione che si rispetti e ne comprendo a pieno la grazia. Io non cerco salvezza, non cerco risposte, non aspiro alla pace o all’armonia. So già di essere tutte queste cose insieme.
E perché, allora, mi sento così inutile?
Faccio il verso a Majakowskij
ma me ne accorgo sempre troppo tardi
Avrei bisogno di nuovi pensieri
ma anche dentro, un lastrone di pietra
sorregge sempre più arido il peso delle parole
che come pietre lasciano solchi impercettibili
e suonano una musica di rara bellezza
a seconda del peso
e questo canto
niente che sappia o comprenda
niente di più

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