Micro_racconto verità. “Routine Sentimentale.”

cammino per la strada
incontro una conoscente
le chiesi di uscire
tempo addietro
dopo averci trascorso
una gran bella serata.
Per vari motivi logistici
non ci sincronizzammo.
-chiamami quando ritorni
mi disse.
non lo feci mai.
In quel periodo (non troppo tempo fa)
potevo scopare con chiunque
se le cose si incastravano per caso
ma un appuntamento
troppo noioso, se non eri tu
dall’altra parte della strada
con la tua gonna rossa e
la faccia da fessa fossettomunita
e tutto quanto il resto.
Comunque, siamo anandati a bere un caffè
ci siamo seduti
lei è davvero bella
molto più di me (roba incommensurabile)
mi ha detto che era da un po’
che aspettava di incontrarmi per caso,
Non pensavo…
perché non mi hai chiamata?
Non lo so, le ho detto
e a guardarla adesso me lo sto chiedendo anch’io…
Sei un cretino! Si leva alto il coro degli angeli.
un deficiente! rincarano. (Cit. Erofeev)
lei ha il Mediterraneo negli occhi
odora di mandorle e profumi di bosco
ricorda la terra ferrosa e i calanchi
levigati dall’acqua e dal vento
certi vini rossi profumatissimi
è un piccolo monumento alla meraviglia
somiglia a certi pomodorini
che sono metafora della vita
quelli che nascono soltanto nell’antica Campania Felix o in certe parti della dell’assolata Sicilia.
Per una volta non parlerò del suo culo
ché non ce n’è bisogno
(a cui credo di potergli attribuire financo
capacità dialettiche e curative. )
Hai la ragazza?
No, non nel sesnso canonico del concetto.
Quindi fai il ragazzino, ho capito.
Va bene, se per avere la ragazza
intendi avere un rapporto biunivoco e stabile
in un non troppo breve intervallo di tempo t,
con t superiore ai due mesi, allora no.
Al momento no.
Come la fai difficile! Ok diciamo che adesso sei single.
Va bene, mettiamola così.
E tu? Io mi vedo con uno.
A beh, io ci vedo male, ma vedo un sacco di gente.
Sì, Sì, lo so… Me lo ha detto Lucrezia (nome di fantasia)
Piccolo imbarazzo.
Per questo non ti sei fatta più viva?
No, è che sai che sono timida. Ma anche… Comunque…
Diamoci trenta giorni, se in questo tempo ricevo un tuo messaggio,
prendo in considerazione l’idea di uscire con te.
mi dice.
Risate.
Va bene, allora ti scrivo eh?
Sì, tanto lo so che ci ritroveremo tra un paio di mesi
per caso, qui in corso, a rifare questo discorso, seduti a qualche altro tavolino.
È che ho un problema con gli appuntamenti.
Tu devi avere problemi in generale.
Mi dice scompisciandosi dalle risate.
E chi non ne ha… Si è fatto tardi, quasi mezzogiorno.
Ci baciamo agli angoli delle labbra per salutarci.
Come a fare un nodo al fazzoletto.
Nel mentre penso che la mia vita sentimentale
assomiglia a certi altopiani dell’Anatolia o alla Cappadocia
dove ogni tanto un nomade accende un fuoco, poi scompare
una donna accenna un canto…
Poi si tace…

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