Si, ma tu? (dialogo che se fosse tutta fantasia sarebbe molto meglio)

Si, ma tu? (dialogo che se fosse tutta fantasia sarebbe molto meglio)

Sai Michè, un mio amico
ha letto le cose che mi scrivi
e si è innamorato
Certo che deve essere un tipo intelligente
mi ha detto…
e anche la mia amica, quella che già sai…
e l’amico dell’amica bionda della cugina di Gertrudina
Incredibile, oh!
-Si ma…
Aspetta, e pure Anna, te la ricordi?
Mi chiede sempre di te
– Ma perché non contattano me direttamente? Bah
E ti ricordi al reading con coso là
Anche là l’amica di Laura…
Quella che arrivò in ritardo…
Si ma…
Aspeeeetta e poi il babbo di tizio e la mamma di Sara
e il cugino del cane del gatto del coccodrillo zoppo
della sorella di Astolfo
– Si ma…
Aspetta che non ho finito…
Ti ricordi il cugino del mio amico quello riccio?
-Sì. Beh?
Anche lui… Tutto complimenti e ormoni e testogaysterone
e con la sua amica, parlottavano a bassa voce e poi mi hanno detto…
-Capisco. Vabbè, la gente si innamora facile, ho capito.
Non facile proprio ma comunque…
– Si, ma tu?
Io cosa?
Vabbè vaffanculo va’.

Indifferentemente

mai lesinare amicizia
mai lesinare sentimento
adopero il silenzio
non per parlare
non per punire
adopero il silenzio
perché così immagino il vuoto
una sordità spirituale, una pace,
dove le cose accadono comunque
senza spostare niente
senza fare rumore.
Per essere grande, sii intero
diceva il poeta
per essere grande. sii quello che sei,
non aspirare a niente, penso.
Ama e sii parte del mondo, mi ripeto.
L’indifferenza è una maniera volgare
per misurare sé stessi.
Ed io non ho misura.

Non Impareranno Mai- Invettiva molto poco poetica

Non impareranno mai e
lo scoppio della bomba
chiama ancora altra bomba
così, all’infinito, infinite
poesie sulle bombe e
Ginsberg e Corso
e tutti glia altri
sapevano che certe parole
non avranno mai una fine

non impareranno mai e
deridono chi parla di fiori
e di armonia e di pace
con i loro ottusi spiriti
gonfiano il petto di aria
la stessa aria che ospiterà
i loro corpi o quelli di altri
al suono della bomba

non impareranno mai e
poco altro ci resta da dire
forse la memoria
è sempre troppo corta
e le macerie nella televisione
fanno sempre poca polvere
Usate la memoria, la vosra
o quella delle madri delle madri
che hanno mangiato polvere
e scorze di patate.

non impareranno mai e…
Ma che cazzo parlo a fare
a fraccate di dementi
cancro che non si estirpa
piccolezze di ragione
inesistenza di fegato certificata
impotenti sess-intellettivi
“vi ha inculati precocemente
la demenza
e siete rimasti incinti”

non impareranno mai.

Chi sei?

Penso in continuazione al peccato originale. Quello vero, dico…
Ovvero, il fatto di essere nato in una società ipercapitalista ed oltremisura consumista.
Penso di essere il prodotto perfetto dei miei padri. Cinico senza saperlo. Spietato per definizione. Affamatore di popoli. La prova risiede nel fatto che nonostante contribuisca fortemente ad affossare il mondo, riesca a giusticarmi e a considerarmi, tutto sommato, una persona buona e in qualche limitata misura, anche giusta.
Penso in continuazione anche a te.
Che rappresenti la bellezza di questo mondo. E anche tu sei atroce e spietata ed egoista. E anche tu, ti consideri una persona buona. Mi chiedo spesso come si misuri il valore di un uomo e non so trovare una risposta esaustiva. Non avendo un dio, non temo il suo giudizio, ma nemmeno quello degli uomini. Ciò che la coscienza suggerisce è una abdicazione istantanea. Soffiano venti sinistri. Venti di guerra. Stamattina mi sono svegliato con una certa angoscia.
Ho sognato la guerra. Era una cosa naturale, uccidere. Imbracciare un fucile. Da che parte stare? Perché?
Certo difenderò i miei cari e la mia vita, senza usare l’intelletto, ma quando mi sveglierò dal non pensare, cosa accadrà?
Sembra la tipica situazione di quando non avendo il coraggio di lasciare la persona, una volta amata, la costringi subdolamente a fare il primo passo. Cose che non mi appartengono.
Io scrivo poesie perché lo so fare.
Cammino perché è nella mia natura.
Penso perché non posso farne a meno.
L’insensatezza di questa vita è palese.
Quando non si crede a niente al di fuori della natura non puoi fare altro che porti domande a cui non avrai risposta, interrogarti, e agire secondo coscienza sapendo bene, però, che non si è mai nel giusto. Qualsiasi cosa si faccia, apre infinite possibilità future, alcune pacifiche e armoniose, altre dissonanti e terribili.
Questa è la nostra natura. Mai nel mezzo delle decisioni. Un giorno sarà il bene, altri sarà il male a guidare le mani. Altri ancora sarà la buona intenzione finita male, ad aspettarci alla fine della strada.
Tutto è oscuro. Bisogna essere pronti al peggio. Chi agisce nel nome della verità e della giustizia non potrà che operare il male. Ogni certezza fonda le sue radici nell’indeterminatezza. Io temo i giusti perché non hanno cuore, Temo i violenti perché vivono nel terrore. Ascolto i dubbiosi perché hanno il dono del pensiero. Io sono tutto. Io sono nessuno.
E tu, Tu, ti sei mai chiesto chi sei?

miracolo

Misera vita piena di cose
misera vita senza una cosa
penso e cammino e scrivo
mentre attraverso il pomeriggio
come il re del mondo
sul punto di abdicare
il vero lusso è
potere non rispondere
mi ripeto
mentre vibra il telefono
cammino perché lo so fare
non ho altre spiegazioni da dare oggi
e poi di nuovo il vento
a piegare le cose
una scampanata di mitra
a spiegare le cose
e scompiglia i capelli sottili
e gli alberi forti
e increspa l’onda
che sembra abbozzare
un discorso a mezza bocca
e c’è dolcezza
e c’è terrore
e una solitudine
nel giorno
che sembra un miracolo
la sera
caduta sul mondo.

Umanità

le relazioni umane sono come la poesia.
Puoi arrivare ad un punto altissimo
oppure ristagnare in un punto insignificante e
fare comunque le cose perbene.
Sono una di quelle poche cose nella vita
in cui non bisogna mai pensare alla meta
ma al presente, al quotidiano
e raccontarne l’anima con verità e pochi compromessi
la fantasia penserà comunque ad abbellirne i bordi.
Il fine non è mai alla fine del cammino
ma risiederà nella maniera…
Si può danzare con grazia ed inciampare
oppure non cadere mai
senza mai accarezzare il terreno.

Universo

dentro me
si contrae
e si espande
l’universo
dentro di te
lo stesso, allora
non capisco il perché
io ne scriva
e tu no
non hai lo stesso dolore?
Non senti lo strappo del tempo?
Provo a mettere a posto le cose
con le parole perché
non ho mani abbastanza grandi
sapendo bene che niente
tornerà mai a posto
l’inutilità manifesta della vita
genera una macabra bellezza,
cose lontane dalla salvezza
dalla redenzione, dalla resurrezione,
un abbagliante oblio
solo per quello vivo
solo per quello esisto
per l’eco del bagliore della morte
per il fragore che fa il tempo
ogni volta che lo ignoro
lo stesso che genero
quando tu mi ignori
lo stesso colpo al cuore
se penso da solo e scrivo
lo stesso terrore
di quando ti prendo per mano
e ti bacio.

EX (poesia sottintesa)

EX
(poesia sottintesa)

( venimmo ) da
( sei ) da, fin da, a partire da
( sono ) subito dopo, dopo
( La materia) di
( vieni ) da, di, da parte di
( sono ) a causa di, per, in seguito a
( sei ) fra, di, tra
( siamo ) secondo, in base a, conforme a
( saremo ) nell’interesse di, per
questo amore cosparso di tempo
declinato a mano
stimolato a menadito
mai iniziato
un po’ sporco
candeggiato
steso ad asciugare
ancora sporco
mai finito

Parlo da solo

In certi periodi
me ne sto per conto mio
esco poco
e quasi sempre al pomeriggio
evito accuratamente
il chiacchiericcio del fine settimana
parlo da solo
passo a salutare qualche amico
ritorno a casa
ho il cuore chiuso
dall’ ansia di vivere
trovano spazio le solite domande e
lasciano il tempo che trovano
le solite risposte
“spesso il male di vivere”, ho recitato
spesso nel mio isolamento
ho incontrato una donna
sempre quella sbagliata
ché non poteva essere altrimenti
-non posso-non ho molta voglia-
-ti chiamo io- dicevo-sentiamoci-
l’essere sincero
mi mette al riparo
da sensazioni spiacevoli
e la possibilità di scopare
senza asfaltare persone
e di spartire la vita
e di regalare carezze
Tempo fa, una ragazza spagnola
mentre ci abbracciavamo
pelle contro pelle
sotto il peso delle lenzuola
mi disse:
Perché sei solo?
Non lo so, risposi
e tu?
Io non sono sola,
sono con te, adesso.
Ci sorridemmo, ci stringemmo
le baciai la coda dell’occhio.
Sei bellissima, le dissi.
Mi sorrise: tu también
-mentirosa!
É incredibile
come ci si possa voler bene
in così poco tempo
quando si ha voglia di stare da soli.

Spicchio d’arancia

La natura regala colori caldi
quando intorno si insinua il freddo
qualcuno ci ama da qualche parte
le bucce del mandarino
ammucchiate sulla scrivania
sono il cumulo di pietre nel deserto
la tomba, la cappella votiva,
la pietra miliare senza cifre né indicazioni
una misura del tempo
rivedo le tue labbra succhiare
lo spicchio d’arancia
mentre il freddo conquista
avamposti di periferia
dove la vecchiaia
spaventa con la solitudine
prima di intenerire coi ricordi
qui ricorre la tua voce
nei telefoni di tutta la città
come un monito
più che un auspicio gioioso:
– Ci sentiamo più tardi.
Dovrei raccontarti
quanto mi pesa il cuore
quando giro l’angolo della strada:
il Super G. tra i ricordi dei cani
la vecchia che lotta con la busta
Mucchio di ossa VS mucchio di cose
il cielo che sconfina nel cemento
il cemento che si macchia di cielo
c’è la nebbia la mattina presto
e dentro la giacca nascondo comunque
con una certa disperazione
le tue labbra che succhiano
uno spicchio d’arancia
come un santino
a cui non ho mai creduto
non avendo mai avuto
il dono della fede.
Se arriverai in ritardo
lo strapperò
come ho già fatto
come ogni altro idolo.
Così è la vita.

Micro Racconto verità di lepidotterologia e amorevole fitologia

Micro Racconto verità e di lepidotterologia e amorevole fitologia

sul mio terrazzo vive un bruchetto obeso
si è divorato una florida pianta di basilico
in soli due giorni e due notti
e adesso se ne sta aggrappato allo stelo
curvo come una U
sembra un piccolo moschettone verde
stamattina ci siamo guardati nelle asole
poi non ce l’ho fatta a mandarlo via
ché devono essere tempi duri anche per i bruchi
guarda che ti fa male tutta ‘sta clorofilla bruché!
Come se non avessi detto niente
si è esibito nella classica bandiera
coi denti aggrappati allo stelo
mi è toccato pure il bruco palestrato
che poi ha quegli addominali a cilindro
che cosa strana!
pare l’omino Michelin verde e anoressico
gli ho fatto l’imitazione di GhostBusters,
ma non credo abbia capito.
Comunque non è male avere un bruchetto sul terrazzo
ogni tanto vado a fargli visita, gli bagno il terreno
ci beviamo una cosa, io parlo, lui risponde a gesti,
è pur sempre un bruchetto.
Gli ho promesso un’altra pianta, dopo glie la compro,
“…si potesse sempre fare la felicità di qualcuno
con un euro e cinquanta” gli ho detto
Mi ha fatto una U, credo abbia capito
U di Uittoria, credo.

La solita foglia

Il mio approccio con la scrittura è elementare
non uso tecniche prestabilite se non l’umore
do alle parole l’accento dei giorni
vedo quello che vedo
sento quello che sento
mento quello che mento
mi piace raccontare la vita
perché mi piace ascoltarla
e non è detto che la vita
sia soltanto qui adesso
mentre scrivo
mentre leggi
nascono altri pensieri
altre vite
sul ciglio del marciapiede
ad esempio
la foglia racconta
la solita favola dell’Autunno
niente di eccezionale si direbbe
niente degno di nota
niente che non valga la pena raccontare
la solita foglia che ci parla d’Autunno…

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