Spicchio d’arancia

La natura regala colori caldi
quando intorno si insinua il freddo
qualcuno ci ama da qualche parte
le bucce del mandarino
ammucchiate sulla scrivania
sono il cumulo di pietre nel deserto
la tomba, la cappella votiva,
la pietra miliare senza cifre né indicazioni
una misura del tempo
rivedo le tue labbra succhiare
lo spicchio d’arancia
mentre il freddo conquista
avamposti di periferia
dove la vecchiaia
spaventa con la solitudine
prima di intenerire coi ricordi
qui ricorre la tua voce
nei telefoni di tutta la città
come un monito
più che un auspicio gioioso:
– Ci sentiamo più tardi.
Dovrei raccontarti
quanto mi pesa il cuore
quando giro l’angolo della strada:
il Super G. tra i ricordi dei cani
la vecchia che lotta con la busta
Mucchio di ossa VS mucchio di cose
il cielo che sconfina nel cemento
il cemento che si macchia di cielo
c’è la nebbia la mattina presto
e dentro la giacca nascondo comunque
con una certa disperazione
le tue labbra che succhiano
uno spicchio d’arancia
come un santino
a cui non ho mai creduto
non avendo mai avuto
il dono della fede.
Se arriverai in ritardo
lo strapperò
come ho già fatto
come ogni altro idolo.
Così è la vita.

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