convivono dentro di me
non senza intrascurabili frizioni,
un essere festaiolo ed estremamente socievole
ed un altro solitario e riservato.
l’uno è avvezzo al nudismo,
l’altro pure.
a pensarci,tra i due, non c’è molta differenza
se non nella sfera del sensibile.
Il primo si apre al mondo,
l’altro anche,
ma è convinto fermamente che il mondo finisca
oltre le colonne d’ercole delle mie gambe.
Poesia è solitudine.
Se avessi te,scrisse…
non avrei bisogno di questo
abbozzo di poesia.
S’io non avessi avuto bisogno
di questo abbozzo di poesia,probabilmente
non mi avresti mai amato.
Poesia è solitudine
a dispetto di qualsiasi sentimento.
Il Vecchio. (Bukowski)
Non è una mia invenzione
chiamarlo Il Vecchio…
L’ho sentiro dire a qualcuno
che forse stimavo, o forse no,
non me lo ricordo più…
fatto sta che per mè è sempre stato un vecchio.
non un vecchio sporcaccione,
nè un vecchio ubriacone,
ma un Vecchio,
saggio,profondo,tenero , amorevole buontempone.
E le puttane, le droghe, gli abusi
li ho sempre visti con pudore,
come chi non parla d’amore a voce alta
ma arrossisce nell’ombra,
oppure urla feroce di rabbia
il peso del proprio cuore…
Amarsi è cosa assai difficile,
e gli ho voluto bene.
Il resto era nero di seppia,
lanciato in faccia alla folla
affamata di carne…
e chi vuol capire , capisca.
poesia dei giorni difficili
una poesia quattro stagioni
parole di lana
e a maniche corte
virgole di bikini
e punti in canottiera,
un poesia che faccia ridere
e immalinconisca
che guarisca col dolore
come la voce di Troisi,
un antibiotico,
una carezza ed un pugno,
che strappi lo sguardo
dal vetro,
dalla voracità delle rotonde
dal banco carne dell’ipermercato
dalle nuvole basse e grige
quando sono solo,
dall’orizzonte di cemento,
dai sacchetti di cellulosa
che però puzzano di soia,
dalle occasioni mancate,
dalla mancanza di occasioni,
soprattutto, però,
una poesia che metta la sciarpa
al tuo sguardo di ghiaccio,
quando mi guardi
e non mi riconosci.
Dalla raccolta inesistente , la spremitura di romanzi mai scritti di Bibappa Lula. L’Allibratore. Cap I . Paragrafo I ed unico.
Dalla raccolta inesistente ,
la spremitura di romanzi mai scritti di Bibappa Lula.
L’Allibratore.
Cap I .
Paragrafo I ed unico.
Così cominciò la mia rovina, con una parola…
“Allibratore”.
La vita è strana,a volte basta una parola per innescare un processo irreversibile,proprio come la storia del battito d’ali di farfalla che causa un uragano dall’altra parte del mondo.. non so se l’avete mai ascoltato quel proverbio…
certo, bisogna essere predisposti, per carità…
Non ho idea di quanta altra gente è caduta a causa di una piccola ignoranza…
e pensare che quel giorno,uno dei pochi ricordi lucidi di quegli anni, avevo deciso di leggere un libro per far colpo sulla mia amica.
Chiesi a Stefano,che lui ne capiva di libri,era iscritto all’università, mentre mi passava stagnola e accendino…
: Stè , dove lo trovo un bel libro per far colpo su Daria?
lui rispose a mezza voce,col fumo che gli si appiccicava nei polmoni,
:.. qua dietro, in via Coppi, c’è un allibratore…
Più dell’eroina,mi rovinò il gioco.
Imparai a memoria , numeri di telefoni,orari delle corse , ippodromi… e tutto il necessario.
Daria la dimenticai in fretta.
Erano giorni di gloria,c’era la Lira,avevamo ancora qualche soldo,l’eroina, la stagnola,l’accendino e i cavalli.
il resto della mia vita?
pare incredibile,ma è una storia felice,e a chi interesserebbe mai una storia felice?
Al mare.
-com’era il mare?
calmo
-cos’hai fatto?
compagnia
-cioè?
Mi sono seduto sullo scoglio e l’ho guardato.
– vi siete detti qualcosa?
no, niente.
ma gli ho letto una poesia…
-quale?
questa.
-Come mai sei già tornato?
non c’era nessuno.
-ma se sei andato là per stare un po’ da solo…
dovresti saperlo…tutti cerchiamo una smentita.
oggi sono perplesso
i sogni ci aiutano a vivere meglio ?
o la sugna ci aiuta a sognare meglio?
ecccchilosà!
bah!
questo e molto altro altro è possibile…
ho mangiato, ho bevuto ma niente è cambiato.
il sole fa ancora il sole
e la pietra lo guarda ancora dal basso,
noi resistiamo là in mezzo,da millenni,
questa è la verità che oggi mi concedo.
e qualsiasi sguardo mi abbia rigato il collo,
come una ragazzina dispettosa che con un chiodo
scrive il suo nome sulla macchina di seconda mano,
è passato o passerà,come passerò anch’io,un giorno
da qua a cent’anni.
e ne sono certo, la pietra starà ancora là a fissare sil sole,
e voi di nuovo in mezzo.
“oggi sono perplesso come chi ha pensato e creduto e dimenticato”cit. F.A.N.Pessoa.
Il bacio.
Sempre si arriva a questo punto
in cui è il mio pensiero a pensarti,
ed io svuotato ,ti guardo,
non capisco e aspetto,
poi mi volto,tu ti muovi
e sempre qualche cosa accade.
la tua voce.
Come brezza
d’Estate
al pomeriggio,
la tua voce,
mentre dormo
mi sorride.
Di rimando,
la mia anima
dal torpore
nel deserto
al diapason
risuona.
Sopravviversi.
Ho scritto la mia vita sopra un foglio
che poi ho appeso al muro come un quadro.
Quando sono triste, mi allontano,
chè da vicino ogni cosa ha i suoi difetti.
Leggo,così,alla distanza,solamente il titolo.
Vita,
e che felicità,se penso,il foglio bianco.
Grazie.
Prima del sonno
quando la vita urla al vento
i suoi fantasmi,
e la notte diventa pesante
come un coperchio
sul mio sangue che bolle,
arrivano i tuoi occhi
come una misura,
pari in sentimento alla mia altezza,
arrivi densa di pensieri e di sorrisi
ed io resto solo
come un sasso caldo di sole sulla spiaggia
alla caduta della sera,
e mi raccogli con le tue mani di labbra,
ed io non chiedo più bellezza ai miei pensieri,
nè il mio genio potrebbe simulare, a parole,
la linea esatta del tuo viso
senza perdersi in inutili temporeggiamenti.
E come un amore inatteso,poi
mi sorprende il sonno.
Scrivo.
Per lei ho scritto più parole
che per chiunque altra donna
io abbia mai amato,
eppure non la amo,
nè lei potrebbe mai amare
gli abissi che dormono
sul fondo dei miei sentimenti.
Eppure qui scrivo,
e languido, resisto,
ai fantasmi che urlano
il nome della sua assenza
al calare delle tenebre.
