il mio silenzio.

Scivo e non scrivo niente,

parlo e non dico,

taccio e non taccio.

Il mio silenzio è contadino,

miete a fasci le nuvole

ara con gli occhi l’asfalto,

semina chicchi di caffè

sui banconi dei bar,poi 

siede sul tuo nome

ad aspettare la pioggia.

ultimo appiglio

Giorni in cui mi aggrappo
alla parola
come ultimo appiglio,
tra le nostre bocche
un mattone di vetro…
un tempo il sorgere del sole
non portava il fuoco
tra le mie parole.

stamattina ore otto all’edicola.

stamane 

avanti all’edicola,

tra i titoli di giornali,

lui aveva 

un grande cuore,

lei 

bellissimi occhi azzurri.

Così invecchiare,

lei che gli tende il bastone

e lui che le allunga un sorriso,

non c’era negli occhi 

il rancore dei giorni,

una luce di lampara lontana,

dalla nebbia dei loro sguardi

è caduta sul marciapiede,

come un faro costiero

nel traffico del mattino.

)

Quando Il giorno

ha schiacciato

l’ultimo Sole

sotto l’orizzonte,

è caduta lontano

dalle tue labbra

la mia parola,

il tuo silenzio, e 

una sottile falce di luna

Ti vedo

Il mondo dovrebbe assecondare le mie mani

ogni volta che ti penso

e sul tuo collo

un solletico leggero,

il vento , La buona parola,

un sorriso,un fiore,

E tu distratta…

dalle tue cose di carta

alzi gli occhi al cielo

Ed io che aspetto

da molto lontano

…ti vedo.

Quante donne…

Quante donne

hanno scritto

il loro nome

sulla mia pelle da

ancora prima che 

mi crescessero i peli

sulle braccia…,

e tutte le volte

che il desiderio

mi è caduto dalle labbra

con una parola 

sulla loro bocca,

ho infranto nel silenzio

una  promessa…,

io che non ho mai giurato amore eterno

e raramente ho parlato d’amore,

come potevo io che fui

partorito in un giorno di vento,

appartenervi,

se nemmeno le mie parole

si sottomettono mai 

ai miei bisogni,al mio volere?

Mia è la solitudine dei giorni,

adesso bramo solo cose improbabili

ingrasso il desiderio

con pani di solitudine,

e nessuno più sorride

mentre scrive il proprio nome

sulle mie mani.

Anni di Primavera

Anni di perenne Primavera,
tutti i miei fiori
stanno per fiorire,
poi sempre improvvisa
la gelata li uccide.
Cadono nell’indifferenza dei venti
i boccioli, sul terreno,
come tanti piccoli aborti
e nessuno mai, porterà un fiore 
sulle loro giovani tombe.

senza manco sospirare.

l’immensa solitudine,
che mi lascia
nella bocca
il tuo andare
per le strade
senza mai pronunciare
il mio nome,
affonda l’ultimo bicchiere
della sera,
e sul bordo scivoloso 
del bancone,
senzaddurremotivazioniplausibili,
senza manco sospirare,

la tua bocca
mi è caduta dalle mani.

Partenze.

Ogni partenza

è battuta dai venti

ma dentro di me

ci sono sempre una valle

ed il letto di un fiume,

dove sedere 

e al fresco dei pioppi,

un silenzio di pietra

nasce a comando,

quando l’asfalto dei Nord

comincia a graffiare

come una svisata di Jimi,

e vorrebbe scippare

ai miei occhi di  sempre

la caducità dei pensieri

con un orizzonte grigio

di cemento che urla.

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miriammessina

Vivo e scrivo sulla splendida isola d'Ischia

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