Mens sana in corpore sano

Da quache giorno ho una fitta al petto

spero non sia la prefazione di un infarto,

adesso ho la febbre ma cerco di tenermi in forma,

ho lo sciatico infiammato ed un alluce fratturato

ma nonostante i dolori vado a correre

anche se non riesco più a giocare nè a calcio

nè a tennis da quasi un anno.

Ho bucato due prenotazioni per una risonanza magnetica,

chè avevo da fare cose più importanti,così 

ho consumato non so quante scatole di ibuprofene,

ma cerco comunque di tenermi in forma,

mi sono iscritto di nuovo in palestra

nonostante siano posti aberranti le palestre.

Ho qualche extrasistole ogni tanto

ma pare sia una cosa normale

e la mia psioriasi peggiora quando 

sono particolarmente stressato,

la chiamano la malattia dei sani,

e questa cosa mi ha sempre fatto ridere… 

ma comunque niente di tragico,

a vedermi non si direbbe che abbia tutti questi acciacchi…

nè che sia stressato, ma ci sta tutto lo stress

in fondo ho quasi trentatrè anni,cristo..

trentatrè anni…

mi sono distratto un’attimo a 15 anni

mi innamorai…

mi sono distratto da allora un altro paio di volte…

ogni volta che mi distraggo 

passano gli anni come vagoni di un treno in corsa…

l’età andrebbe contata a distrazioni,

gli anni non significano niente..

e se non ti sei mai distratto nella vita 

non puoi nemmeno dire di aver vissuto veramente…

cazzolandia,trentatrè anni,ma cerco comunque di tenermi in forma

la sera mi sbronzo e il giorno dopo vado a correre,

così alleno il cuore,di sera al sentimento e di giorno alla corsa,

chè il mio cuore si sa, resiste poco nei sentimenti.

comunque ho preso alla lettera gli insegnamenti degli antichi,

“mens sana in corpore sano…”

Non invidio nè i pittori ,nè i poeti.

Non invidio i pittori,che
appendono i ricordi alle pareti
come tanti calendari scaduti,
e non invidio i poeti,che
lottano di notte coi mostri
in punta di matita,
ma invidio,invece, il musicista,
il compositore,che
parla la lingua degli dei,
e sempre,quando suona,
fugge la solitudine dell’arte.
C’è almeno uno sguardo che lo cerca,
un’orecchio che l’ascolta,
una donna,che oltre il muro
si innamora,e persino i cani
drizzano le orecchie.

A.A.A. Assoldasi prezzi modici piromani dei cieli e trematori di terre

A.A.A.
Assoldasi prezzi modici piromani dei cieli e trematori di terre

trentatrè,dici trentatrè,
mi disse il dottore,
poi respira a fondo
ripeteva il dottore
Gesù morì a trentatrè anni
come una rock star,pensavo
il cielo si oscurò
e la terra tremò
manco fosse Ken Shiro.

dici trentatrè, Michè
incalzava mio zio,
mentre mi visitava…
ed io pensavo a Gesù,
ma già non gli credevo,
trentatrè…
pensavo,
quando sarò grande
avrò trentatrè anni,
e forse morirò anche io…
pensavo
però se tremasse la terra
e si incendiasse il cielo
per i miei trentatrèanni,
sarebbe uno spettacolo,
non vorrei mai morire prima.
Il freddo steteoscopio
mi riportava sempre
alla vita,
e mio zio mi disse
che avrei vissuto a lungo,
più del salvatore,
e forse non aveva torto.
Adesso mi toccherà
incendiare il cielo
e scuotere la terra,
non potrei mai 
disattendere la mia
giovane immaginazione.

Va all’Inferno Bibappa!

Di tutti i silenzi che avevo conosciuto
il suo era di gran lunga quello più educato,
e se avesse avuto una voce,
mi avrebbe sicuramente detto:
Scusami se di te non me ne frega un cazzo!
Così, di rimando, il mio silenzio avrebbe sorriso
avrebbe certamente alzato il bavero della giacca
e alla maniera di James Dean “de noattri”
avrebbe dato fuoco ad una Nazionale Esportazione d’annata
conservata appositamente per l’occasione.
Ma purtroppo o per fortuna i silenzi non hanno voce
ed io ero inchiodato là,
avanti alle lancette dell’orologio,
a mescolare le cose degli uomini
con le cose degli dei,
a provare e riprovare le battute
prima di andare in scena 
alla prima dell’Inferno.

Musei

è curioso vedere come 
pochi anni, a dispetto di una intera vita,
plasmino il carattere di una persona
in maniera così marcata…
una casa dove si è vissuti per soli tre mesi,
una città sul mare,una carezza ,
una donna amata per una notte soltanto,
una tragedia,l’amore,la nascita di un figlio,un lutto,
i primi baci,gli amori non corrisposti,
le mancanze,i sensi di colpa,i silenzi.
Per ognuna di queste cose ho costruito un monumento
in granito nella mia mente.
Ci sono cose che non passano mai,
Ognuno di noi è un museo al di sopra del tempo
e c’è da meravigliarsi e perdersi
a guardarci dentro.
Quelle che chiamiamo solitudini
non sono che lunghe passeggiate
senza tempo,consumate,lungo i corridoi 
che uniscono le nostre stanze.

DonneiseoP

Le donne che mi piacciono
sibilano nei miei pensieri
come poesie
per bocca di Ungaretti,
e come loro,più di loro
sempre nascondono un mistero
che mi è impossibile comprendere.

Supersantos

Tra le pagine più felici dei miei libri,
adesso che sono venuto ancora al mare,
dopo una notte di baldoria a colorare i miei silenzi,
leggo un nome tra le righe e non è il tuo,
e come il botto del Supersantos
che esplode sotto il peso della macchina alle mie spalle,
mi sei venuta in mente,
e se mi cerchi..
sono il sorriso monello del ragazzino poco accorto
a cui sempre sfuggono le cose di mano.

Forse un presagio.

Farfuglio come l’ateo stanco e insoddisfatto

che farnetica su Dio,ma parlo d’amore.

Le donne mettono lo smocking ai pensieri,

ed io li faccio camminare…

tutte queste parole sono un’abbozzo di una vita,

Il tentativo di un ricordo,un aggancio con la reatà,

il ripescaggio fortunoso

al torneo che mi aveva visto perdere.

Una scaramanzia?

Forse un presagio.

infinito

E’ curioso vedere come

quasi tutta la gente cerchi l’infinito

nelle cose infinitamente grandi…

Io l’ho sempre cercato nell’infinitamente piccolo.

che poi è la stessa cosa,

solo che al posto di alzare lo sguardo al cielo,

l’ho rivolto spesso alla terra.

Primo Sole.

il primo sole stenta il giallo,
inciampa sulla solgia del balcone
e si perde giovane,il tiranno,
tra la pupilla e il sopracciglio.
Porta pensieri di carne
la primavera,
le gambe nude tagliano l’asfalto
coi passi lunghi degli uffici,
le donne sfoggiano sorrisi appena nati,
e la loro pelle ancora bianca,timida
ammicca ad ogni bocca.
L’anno scorso lottavo tra i miei monti
a Primavera,e
solo i colori mi regalavano sorrisi.
Quest’anno le tue labbra nascondono
ai miei occhi qualsiasi gioia della Natura.
Vieni e fammi fiore,
prima che mi accenda
e come un dardo
pronto all’assedio,
bruci ancora,
nella notte dell’Estate.

De Ambulo.

Molti ambulanti, nei periodi di crisi,

quando scarseggiava il cibo,

non sono impazziti del tutto,credo

grazie alla loro maniera teatrata

di affrontare la giornata.

la strada è per loro un teatro

dove fingere le  vite

che invece vivono realmente,

Una sorta di Pessoa 

applicato al mercato.

la vita contiene già la cura 

alla malattia che essa stessa

negli anni,inevitabilmente inocula,

ma come tutte le cure,

presenta dei margini di insuccesso.

Anche il pianto per i caduti,però

mescolato al vociare dei mercati

si fa  cinematograficamente più leggero.

 

mancanza

certi giorni,

come se mancasse qualcosa,

passo ore ed ore 

a cercre la poesia giusta,

l’autore giusto,

la parola giusta,

lo sguardo giusto,

…senza venirne mai a capo…

poi mi accorgo di avere

semplicemente fame.

Ma sarebbe un errore

pensare di aver perso tempo vanamente.

Le cose migliori si imparano quasi sempre

cercando di risolvere le situazioni impossibili,

come in matematica.

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Un Artista Minimalista

Italian visual artist, writer and musician

Pensieri spelacchiati

Un piccolo giro nel mio mondo spelacchiato.

Riccardo Fracassi

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