da quando ti penso.

Da quando ti penso

come un desiderio,

la mia solitudine

si è allungata 

di un sorriso,e

se tu mi vedessi,

ti ritroveresti nei silenzi

che intramezzano le mie parole ,

prima di baciare un’altra donna.

essere single significa mandare baci a qualcuno che li sta mandando a qualcun altro il quale a sua volta li manda ancora a qualcun altro che a sua volta….
essere single incallito significa perseverare nonostante tutto…
essere deficiente significa sperare di invertire il flusso.

indigena

Cose

Sono cose che dimentico,

le cose di cui non faccio i nomi.

Sono cose che ho perduto,

le cose che non ho mai avuto,

cattolici appesi alla speranza,

genuflessi sulla soglia del giubileo,

affollano i miei fogli con timore.

Io non cerco redenzione

nemmeno nel suo sguardo,

l’unico posto del cielo 

dove chinarmi a raccogliere il mio nome.

ci sono persone che…

ci sono persone che si nascondono,
scavano una fossa nel silenzio
e si esercitano,scomodamente,nella lettura del mondo.
Negli anni imparano gli inganni delle parole
per credere,come è giusto che sia, soltanto nel gesto.
Se da una parte sono illuminati nella lettura delle cose,
dall’altra, sono incapaci quasi sempre di accordare il corpo al sentimento,
così che ogni gesto gli è precluso.
Facile capire che quando due di loro si incontrano e si piacciono,
si comportano come se fossero l’ultima coppia di coyote superstite, sulle due sponde opposte del canyon.
Ululano timidamente,fino a quando uno dei due,sopraffatto dal terrore, tenta il salto.
L’altro si innamora,ma raramente,poi, il volo è adatto alla misura.

le donne molto gentili sono imperscrutabili,
non sai mai se ti sorridono di cuore
o per cortesia.
Benedette siano le stronze,
non capisco mai perchè gli uomini ne parlino male.

indigena

tra l’albero,il ferro e l’ombra.

giorni in cui le parole ronzano intorno
in sciami, come mosche.
tutto vorrebbe parlare
tutto è così imperscrutabile.
dal mattino appena sveglio,
all’ultimo giro di cuscino,
bisognerebbe saper attendere
che il rumore si abbassi
quando sedimentano nel tempo
le parole più spocchiose,
quindi scrivere del mondo
l’ultima scoperta.
Poi dormire all’ombra dell’inchiostro
come riposa la zappa
puntellata a mezzogiorno
nel triangolo perfetto
tra l’albero,il ferro e l’ombra.
 

esempio:

 Allora…

La mia disponibilità economica
imporrebbe di sparare le cartucce
con il più preciso dei fucili di precisione,
ma poi la vita mi accerchia,
e mi ritrovo così a rapinare le notti
impugnando il buon vecchio mitra di Bonnie & Clyde,
seminando così, per le strade i bossoli,
che qualcuno poi,facendosi largo 
tra i cadaveri dei caduti,
raccoglierà al mattino.
( tutti avevano il mio volto)

Scrivere…

scrivere è una cosa strana…
stai là tutto il tempo a picchiare sui tasti 
tra lacrime e sangue
sapendo che non sarà certo l’inchiostro a salvarti.
è come aspettare l’impatto contro un tir
sublimando la vita nell’attesa e
consumarsi fino all’ultimo secondo.
E’ un parlare d’amore,
ogni volta.

La donna che amo.

Sacerdotesse indiscusse del femminil inferno ,

mansuete geishe del paradiso mascolino.

Io amo la donna ch’ ama l’altra donna

chè non teme la solitudine dell’ovulo.

Mi accompagno a lei per primo come amico

e poi che si scateni pure, il Santo,

o che soccomba con onore

e tutti i filistei.

come un gatto.

Quando la vita si assottiglia 

come carta velina

sotto i colpi del martello,

vorrei essere meno ruvido,

occupare meno spazio,

e non invadere territori altrui

con le ombre delle mie paure.

La mia anima fa le fusa 

come il gatto quando ha fame,poi

sazio,mi reinghiotte la sterpaglia,eppure

mai ho dimenticato una carezza.

Sono giorni difficili.

Sono giorni difficili.
i vecchi,invecchiano
e la pena per la carne
vince qualsiasi idea di eternità.
la salute ,si sa, ad una certa età,vacilla.
sono giorni difficili,ma
ne ho passati di peggiori.
così finiranno anche queste attese.
Sono venuto in riva al mare,
col mio scooter che sferraglia,
solo per respirare un po’ di aria pulita
per riempirmi il petto d’orizzonte.
siamo così piccoli!Penso,
ogni volta che scompare un’onda…
Siamo così piccoli…
così piccoli.
seduto al solito bar,
poco più di una baracca di legno in riva al mare,
bevo un caffè,e aspetto.
Senza dire una parola,
anche adesso,che la mia coinquilina
mi ha sorpreso in camera,alla scrivania,a fissare il monitor,e mi ha chiesto,
Che fai?
Aspetto! le ho risposto sorridendo.
ma non credo che abbia capito.

Era tanto tempo che non ti toccavo.

Era più di un anno che non si vedevano

e la sua voce  cominciava a rassomigliare a tutte le altre.

Decise di spedirle un libro,chè

regalare un libro è sempre un atto d’amore,

e scrisse tra le pagine

con una grafia che lasciava intendere fretta:

“Era tanto tempo che non ti toccavo.”

e si firmò.

Poi non attese niente,

la giornata cominciò come tutte le altre.

Le cose erano compiute,

non cercava risposte,

soltanto la sua mano.

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Italian visual artist, writer and musician

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Riccardo Fracassi

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