foglie

le foglie cadute
sono cose buone
ho pensato
mentre il vento
le ammucchiava nell’angolo del palazzo
tra ciò che resta di un piccione
e una busta di plastica
piena di ciò che resta di un cane
turbinavano in sentieri
mai tracciati prima
irripetibili
pareva di rivedere la mia vita
tappe bruciate e vertigini
euforie e bonacce improvvise
sono rimasto a guardare
fino a quando qualcuno
non ha aperto il portone
e il profumo del Curry
dalla cucina dei vicini indiani
ha invaso l’androne.
chissà se anche a loro
le foglie ricordano casa
una donna con gli occhi nocciola
e la bellezza che ci coglie
nel bel mezzo del nulla.

Dalla teoria alla pratica

Al secondo messaggio andato deserto
capisco che capisci che ho capito
ma chiedo conferme e spiegazioni
ché la vita al netto dell’intuito
mi ha polverizzato l’arroganza del veggente
fare domande sincere
è sempre un atto d’amore.
al terzo malumore di stagione
segue il primo malanno
e pacchi di fazzoletti della COOP
buoni a scartavetrare tavole da surf
fanno il loro sporco lavoro
se adoperati con gentilezza e
così le parole, mi sono detto:
Bisogna passare dalla teoria alla pratica!
D’altra parte so bene di cosa parliamo
potrei scrivere trattati sugli incontri
su ogni genere di incontro
eppure qualcosa che somiglia a una tristezza
una vecchia cartolina trovata nel cassetto
una firma sbiadita dal tempo
un libro rovinato dalla pioggia
la linea della schiena distesa sul letto
che tanto somiglia alle onde
le scarpe vecchie che imbarcano acqua
inesorabilmente.
Ho imparato a provare amore in cinque minuti
ho imparato che il generico “poco”
è una quantità incommensurabile col tempo:
accaduto una volta è accaduto per sempre.
Perciò andiamo incontro alla vita senza difese
lasciamo che le antiche lame penetrino la carne
e non possedere mai nessuno – condividi,
e se il terrore ci coglierà in qualche notte di gelo
perché succederà: ancora e ancora
e riuscirai a sorridere comunque alla fine dei pensieri
stai imparando dalla vita la lezione più difficile.
Sii libero di amare sopra ogni cosa. Capiranno,
altrimenti, andrà bene lo stesso.

in profonda solitudine

scrivo in profonda solitudine
mi faccio in quattro
poi otto
poi mille
porto il peso della buona parola
e ve ne faccio dono
che sia per voi una benedizione
ogni mio passo
su questo viscido sentiero
che sia radioso il giorno
anche per me domani
che oggi passo il tempo
a scansare le ombre
come fucilate

cose che passano

in questi giorni di contemplazione
la sera siedo vicino alla finestra
e do da bere alla mia ombra
ciò che resta del mattino
alla luce di una lampada
vedo passare la mia vita
tutto mi dice qualcosa che ancora non so
quale misticismo è chiuso in me?
quale domanda ha come risposta
la parola coglione?
le lunghe ombre del vino
sfilano sul muro giallo
come incappucciati
al passo del fuoco
il passo del diavolo
è il suono che vi porto
quello che conosco è
il passo lento dei morti
la loro danza di stracci
e tenerezze di carne
cose che passano
cose non tornano

Autunno 06

Autunno:
attesa di cose che cadono
ho visto:
piantare parole nuove in collina
hai detto:
cresceranno in tempo
per vederle ardere al sole
in Estate:
nessuno mai si chiede
chi se ne prende cura
nel frattempo:
la buona musica
germoglia tra le foglie
lontano dalle spiagge:
legno pietra e distanze
cantano inni per le strade.

Intuizioni felici

Intuizioni felici

mi disse che ero fragile, subito
dopo avermi dato dell’insensibile.
poteva starci, avrei detto lo stesso
se avessi avuto i suoi occhi
ero quello che ero
ma poi cominciai a ridere
senza disperazione negli occhi
si spaventò – anche questo
lo dicevano gli occhi-
capì che l’amavo ma anche che
senza di lei avrei potuto resistere
almeno quindici vite
senza dare troppo di matto
questa e poche altre verità
fanno scattare la molla del desiderio in una donna
ma io me andai per sempre
non avevo voglia di giocare.

“A volte abbiamo intuizioni felici
che ci rendono un poco infelici
ma mai una intuizione infelice
che ci abbia mai reso felici.”

Questo le scrissi nell’unica lettera
che sia stato in grado di scriverle.

maybe

maybe i’m a poet
maybe not
maybe i’m a man
maybe not
maybe I’m a dirty word
maybe i’m a never listen good idea
maybe i’m a girl with opened eyes
or maybe not
maybe i’m a stranger
maybe i’m a mayor
maybe i’m rusty and dead
maybe i’m poor in money
maybe i’m the lonely dog
maybe i’m a sunny day
or maybe not
maybe i’m an answer
maybe i’m an ancient tired bomb
maybe I’m a closed door
maybe I’m a broken arm
maybe I’m a dusty happy heart
maybe i’m a dead ego
or maybe not.

Tornando a casa

​camminavo lungo il fiume

era buio –  pioveva

il vento pettinava le cose

dava ordine alle correnti

la luce si nascondeva

nei cappotti di nebbia e vapore

andavo contro corrente

tornavo a casa

ero solo e dimenticato

ero leggero e santo

come lo sguardo di certe donne

che incrocio per la strada

dietro ai vetri delle macchine

come la vita quando ti dice

che appartieni alle cose

e che il mondo è niente

e tu sei felice di essere solo

ciò che vedi

ciò credi di vedere

Ciò che pensi di essere

e tutto quanto il resto.

alla deriva

impoverimento economico
impoverimento culturale
impoverimento sociale
derive fasciste ovunque
dalla Turchia alla Basilicata
dalle Alpi alle Piramidi
dal Manzanarre al Reno
neuroni alla deriva
sentimenti alla deriva
amori alla deriva
continenti alla deriva
Integralismi derivati matematicamente
E pure vi fanno più paura
i derivati del latte
il succo di una pianta da olio
i grassi idrogenati
il colore della pelle
ed allo specchio
non provate nemmeno
un accenno di ribrezzo.
Beati i poveri di spirito
perché saranno ignifughi
al fuoco della ragione.

Ciò che poteva essere

Ciò che poteva essere non è stato
il giorno mi ha preso sotto la sua ala azzurra
la notte mi ha nascosto come ha potuto
quando le voci si sono affievolite fino a scomparire
in uno qualsiasi dei silenzi siderali
ciò che non è stato per me
è divenuto altro per altri
e nel giorno ho provato gioia per le loro mani
e nella notte una lunga nostalgia per le mie braccia.
Ciò che poteva essere è stato
ciò che non è non è stato è già dimenticato.

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑

premiobrassens.com

Il Concorso Musicale del Comune di Marsico Nuovo

L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

Incerto&Malpighi

Porte Interne Italiane

Biblioteca Montelupo Fiorentino

Blog della Biblioteca di Montelupo Fiorentino - Sfogliami! Sono tutto da leggere...