crescere è crudele

crescere è crudele

ogni cambio di riferimento lo è.
si muore e si rinasce mille volte
ogni volta che la genetica e l’esperienza affinano il gusto.
i riferimenti umani scadono nella consapevolezza
gli eroi diventano umani
i grandi scrittori diventano umani
i musicisti che hai ammirato diventano
idioti come qualsiasi altro idiota,
proprio come te, stessa carne, sangue e luccichio nello sguardo.
Ancora più crudele è reincontrarli per strada. Dopo la tenerezza del ricordo,
la realtà. La democrazia del tempo. L’appiattimento umano. La consanguineità. Forse è per questo che non ho mai avuto idoli, forse a qualcuno sarà scappato di dirmelo: vedi che anche lui è un coglione qualsiasi! mi avranno sussurrato nel sonno. Ecco un buon motivo per essere gentili, addocire la pillola. La cosa migliore a cui posso aspirare è la consapevolezza, ma non sononancora pronto. Sono ancora arrogante e presuntuoso se pure con gentilezza e fra mille dubbi. Ancora, quando sono distratto, cerco la mia misura, in un sistema incommensurabile.
Ah! che tenerezza! Che ostinazione!
Caricare a testa bassa verso il cielo
e trapassare le nuvole. Ogni volta lo stesso stupore.
Crescere è crudele. Non cibsono dubbi.

Questa Solitudine

questa solitudine
gymnopedie n-ima
oh questa perfezione
che ho tracciato
con un cerchio
e sui bordi ne
ho piantato cipressi
questa solitudine
come tutte le altre
ha nomi e cognomi ricamati
tra le pieghe del sonno
questa solitudine
di sala operatoria
di messaggistica istantanea
di tempi d’attesa
questa solitudine
di terz’ordine
così anacronistica
mi vorrebbe a pregare
tra due gambe qualsiasi
stupida ingenua solitudine
ho eoni di scorta per te
il calore del fuoco
e un pianeta da ardere

Questa storia della poesia

questa storia della poesia
mi sta sfuggendo di mano
io mi siedo e scrivo
qualcosa tutti i giorni
e parte di me comincia
a porsi domande.
si creano delle aspettative
a furia di fare sempre le stesse cose…
allora mi sono detto:
vaffanculo, siediti e sta zitto
non scrivere, attira l’attenzione
qualcuno verrà a dirti qualcosa,
qualcosa che abbia un senso compiuto,
una carezza, una buona parola, un bacio.
E invece, niente, non una parola in tutta la notte
è incredibile come certe volte anche la piazza più affollata
possa diventare il più isolato buco del culo del mondo
se non sei tu a rompere il ghiaccio con la vita.
Si può morire, di ghiaccio, credo. Anzi ne sono certo.
la gente ci muore sepolta da metri e metri di ghiaccio.

Dalla collana ineditabile “ I Microracconti ” Un Universo Di Merda

Un universo di merda.
( casualmente seduti al tavolo, dopo un lungo pranzo domenicale)

hai presente quando hai qualcosa da dire
non sai bene cosa
me è là come una poesia di domani?
ecco, l’ho detto.
sì. okay, ma non ho capito
cosa vorresti dirmi?
Se l’avessi saputo te lo avrei detto, non credi?
Hai ragione, certo.
C’è un altro po’ di caffè?
Sì, dovrebbe, aspetta, controllo.
– poche gocce, quel poco che resta alla fine di una lunga tavolata, quando il pranzo è finito e la caffettiera troppo piccola per bastare a tutti, viene impiegata 3 o 4 volte.-
Sai, pensavo, che forse quello che voglio dire è proprio che ho qualcosa da dire.
E allora dilla, su, non farti problemi; qualsiasi cosa sia.
E’ che siamo tutti così impegnati a trangugiare caffè senza un motivo preciso, capisci?
E’ una cosa che si fa, si deve fare, e nessuno sa il perché. A meno che non ti faccia schifo, il caffè.
Giusto. A te fa schifo?
No, a me piace molto il caffè.
Non so bene il perché ma mi piace.
Amaro o zuccherato?
Fa lo stesso.
Non mi sembri avere le idee molto chiare.
E’ vero, non le ho affatto chiare.
Tu credi in dio?
Che domanda volgare e di basso profilo intellettuale.
Un cucchiaino va bene grazie.
Ok. Prego.
Non è male, vero? forse un po’ freddino, ma va bene.
No no, è ottimo, mi ricorda le domeniche trascorse in montagna, con il litrozzo di caffè nel thermos.
Comunque dicevi di dio?
Giusto, non puoi farmi quella domanda così gretta. E’ offensiva.
Chiedimi se sono dio, e ti risponderò di sì.
Comunque non volevo parlare di questo. Quello che vorrei dire è un’altra cosa, che è anche dio, ma non solo. sento di avere qualcosa da dire di unicomprensivo.
ma che allo stesso tempo è indeterminata.
Hai presente certe poesie metasemantiche? Quando farfugli cose che alludono ad un qualcosa? ma nei fatti, analiticamente significherebbero fuffa?
Un poco come i discorsi dei politici, ma sinceri e non a casaccio, insomma,
qualcosa di lucido, che abbia a che fare col mistero della radiazione di fondo dell’universo, la materia oscura, e la massa, ma in forma di poesia da sembrare molto poco lucida.
Cazzo, era pesante il cinghiale eh?
Buurp! In effetti.
Buuurp! ecco. Un cazzo di rutto primordiale.
Sì sì lo so che ti fa ridere la cosa, ma dico seriamente.
Senti: BUUUURPPPP!!
Oh Cazzo che alito di merda.
E’ il cingiale, è l’universo, respiralo a pieni polmoni… Senti BUUURP!!!
Che universo di merda… Senti senti, Questo è un multiverso di merda.
Oh Cristo Martaaaa!!! Cosa cazzo c’era nello stufato? Il Peyote?
Eduard sta farfugliando sull’indeterminatezza delle cose da un quarto d’ora buono ed ha sinetizzato tutto con un rutto.
( risate, dalla cucina)
Buuurp! E’ che mi pare l’unica cosa con un poco di senso, la fisiologia alle cinque del pomeriggio dopo un pranzo da far impallidire il buon vecchio Locullo.
Amico mio, sai che ti dico? Che la forza sia con te
Ed anche lo sforzo, no? Buuuurp!
Cristo che alito, Salute amico mio. Alla salute.
Alla russa!!
Cin cin.

tutto è oscuro

La fede mi ha sempre spaventato, disgustato, non l’ho mai posseduta, nessuna fede, in niente. Le certezze non mi appartengono. Tutto è oscuro. Persino l’amore.
Eppure lo coltivo, ogni giorno, come un artigiano che affina la tecnica, ripasso, ogni giorno, il suono della tua voce, quando sono io a farti ridere, ed anche Il mio laicismo, ogni tanto, vacilla-

Ciò che bisogna sapere

io so già tutto quello che ho bisogno di sapere
cosa fai? non è importante
cosa hai fatto? nemmeno
cosa vorresti, solo quello mi interessa
io ad esempio vorrei fare l’amore con te
in un prato verde
col fresco dell’ombra
e coi pianeti tutti intorno
a cinguettare l’esplosione della primavera
la nascita di una nuova stella
questo vorrei dirti mentre ti ascolto e
mi incammino verso la farmacia a prendere
medicine per la mia stupida influenza
e gli antistaminici che mi sporcano il sonno
lo stesso sonno in cui sogno
noi che facciamo l’amore
e poi d’un tratto un brusco risveglio
fatto di ricette e conti da pagare
e doveri che rubano spazio e tempo
a cose al di fuori dallo spazio e del tempo
così comprendo al risveglio
quanto sia drogata la nostra divinità
così alta ed eterna e pure e così sporca di fango e sangue
e noia sentimentale e monetine in fila indiana cadute nei parchimetri.

Probabilmente

probabilmente per l’essere stato ripudiato
ho regalato ciò che più credevo alto
a smorfiose puttanelle altolocate
e con mio unico stupore ho capito
che anche a loro che un poco disprezzavo
in qualche modo non ero superiore

ciò che sono diventato adesso
è una sorta di idolo
che non sa maledire
piantato come un totem
al centro della stanza
a cui il giorno stanco
pone una domanda
e il silenzio d’oro
basta alla risposta.

Mattino nostalgique

la nostalgia del mattino
è diversa
dalla nostalgia della sera
fresca di prima acqua e risveglio
inforca le pantofole
esce dalla doccia
e canta una vecchia canzone
di deserti e porte sbattute
la nostalgia del mattino
è diversa
dalle tristi canzoni della notte
richiama il futuro col ricordo
l’uragano con la brezza
fresca
quando il sole ancora non brucia
e ha l’odore della crema e del sale
la pelle al risveglio.

MaGgia

Maggio m’agita
Maggiro intorno alla magione
Maggiusta il ciuffo il vento
Maggiolino che ronzi sul fiore d’oggi
MagGiordomo dei pensieri di domani
Maggiorana e tabacco nell’aria
M’aggiro dalla parte del vento
Maggiorno sugli ultimi eventi
Maggio zeppo di Mannaggia
M’aggio perso per strada
Magia

dei nostri occhi

io continuerò ad amarti
naturalmente
così come passano i giorni e le notti
fino a quando
tu non rivelerai a te stessa
il tuo amore per me
ed anche oltre
e non cambierà proprio nulla
io seguiterò ad amarti
come se non avessi saputo
perché dell’amore
non so nulla
come del giorno e della notte
come della materia
e naturalmente dell’universo
e di quei giorni e di quelle notti
che non ci incontrarono,
… dei nostri occhi
che non ci videro.

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