La luna dei fessi

La luna dei fessi

Canto dal cesso
L’ inno alla fragilità
Delle cose
La lode alla dolcezza
Che solca la pietra
Alla strada solinga
Ai capricci di donna
ai cento occhi degli alberi
Dove vuoi andare ragazzo?
Dillo alla polvere…
Ai sassi piovuti
Come sventure
dal cielo
Hai scarpe sfondate
tasche bucate
E quattro parole
Dove vuoi andare ragazzo?
Torna a dormire
O mettini in viaggio
Non vedi che è buio?
La luna alta che
bacia i fessi
Ha nebbie d’argento
profuma di boschi
E di occhi di donna
É ora di andare
Basta dormire
É tempo di fare
Scalda la voce
Dobbiamo partire

Due sgabelli di pelle

Due sgabelli
Avanti al bancone
Si parlano in pellese
L’uomo delle rose
Mi sfiora appena
con un mezzo sorriso
La strada che ho fatto
Ha poco da dire
Quello degli accendini
Mi chiede come va
Io so che ha tre figli
Ed ha la mia età
Bene! rispondo
Compro l’ennesimo accendino
Un ragazzone giovane
Ordina una camomilla
La sua ragazza mezza birra
Adesso due ragazzi
Mi chiedono del “Mamamia”
O un qualsiasi altro gay bar
-The Castigo is closed today,
I’m sorry!
parliamo spagnolo e inglese
Brindiamo in svedese
Sono finlandesi
Offro un caffé a Tuba
E la vita é un posto bellissimo
Anche con uno sgabello muto.

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