Si meravigliano anche le pietre

​A cosa servono le parole se non creano legami?

A niente, 

meglio le pugnette, dice la voce

Meglio le seghe!

I maestri, i santi, i martiri del linguaggio

Creano braccia di inchiostro

Dicono ne che il nulla è tutto

E viceversa

E accendono fuochi

E stringono abbracci e

Con un filo divoce legano

L’unverso come un palloncino

Al polso di un bambino e

Anche le pietre si meravigliano

Mentre il cane si arrende al freddo

Sul marciapiede 

A rincorrere le auto

e ad abbaiare un amore

Costruire

​Costruire una strada o
Un pupazzo di neve
Come due pazzi
Che non sanno parlare
Braccia a braccia
Bocca a bocca
Abisso contro abisso
Sentimento per sentimento
Un attrito e una luce
Una spinta e un abbraccio
Un silenzio e due grida
Un cervo si scrolla 
di dosso il passato
sul crinale del tempo
La neve che non sa raccontare
Le esplosioni del giorno
È un invito alla calma…
Senza fretta il rumore
È diventato universo

A cosa serve la poesia

​A cosa serve la poesia

se non ad essere sinceri?

ho detto che il sangue è rosso

e la merda marrone

Che lei era bellissima

e che avevamo paura

Che le colline non hanno sentimenti

Ma albe e tramonti

E che i campi non hanno freddo la notte

Ma pietre bianche e taglienti

Come stelle morte

E che io cammino come un fantasma innamorato

Su questo mondo di pietra

Dura e fredda come una lapide

Oppure calda e viscosa come lava

Di certi occhi perduti

Di certi occhi

Invece io…

​arrivo tardi

da tremila anni

In anticipo

solo agli appuntamenti

sarebbe meglio il contrario

Mi dico

Mentre le malattie

e le parole di disamore

Mi ricordano che tutto passa

O si trasforma

Ho provato a spiegarmi:

Siamo due pozzi

Le ho detto.

Hai il muso troppo duro

Ha risposto 

Nel mentre che mi chiarivo le idee

Sono arrivato tardi

Qualcosa è andato perduto

Ho pensato

E non era il cane

Ero io

Distratto dall’ amore

Che sí era bellissimo

E non era il mio

Non era di nessuno…

Adesso il marciapiede

Mi pare madreperla

E ho paura a camminare

Senza più niente

Da dire

Lascio impronte scure

E non vanno più via

Con due dita di pioggia

Che invece è puntuale

Perché non fa domande

Cade perché lo sa fare

Invece io…

Fuori dal tempo

​Si scrive sempre con ció che si era

Perciò ho bisogno di incontrarti

Se pure ho scritto che t’amo

Era un altro me che ti amava

Se ho usato parole feroci

Era un altro me ad essere feroce

Trscorso il tempo

l’amore è rimasto

E La rabbia è svanita

Non tutto è immortale

Al cospetto dei giorni

Poche cose conosco

Al di fuori dal tempo:

La digestione di certi stracotti

Dei giorni di festa

Una certa retorica sopra il bene comune

In periodo di elezioni

L’amore sincero che hai provato una volta:

Hai amato

E lo hai fatto per sempre.

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