Pensi risolvere il mondo
Idealmente
Prendi una penna o un computer
E qualcosa ti dice di scrivere
Questa grande soluzione:
La casa in collina
Sorride al sentiero
Che scende nel bosco/
Sul sentiero
il passo deciso
Del ragazzo pastore/
Il pastore non ha voglia
Di risolvere il mondo
Ma sa parlare dell’erba/
lo sa fare anche ai fiorni
Perché Il pastore è poeta
E non portà mai saperlo.
Tu, invece:
stai impugnando la penna
del tuo ego ideale
E nemmeno tu puoi saperlo:
Ché sei un giocondo cazzone.
appunti sull’evoluzione negli ultimi trent’anni del vino Nobile Di Montepulciano Vinitaly2018:

Per adesso 1985 le Badelle wins.
La mia vicina americocinese è bona forte
Cazzo il terzomontepulcianonriserva 89 sa di morte dolcerrima
P.s. La cinese fotografa a cazzo.
I sommelier sono gentili e sorridenti.
Nobile MP Vigna d’ alfiero 1999 na bombaboOOM.
Al quarto sorso ho sempre caldo. (Scrivere una canzone con questo ritornello.)
La cinese sputacchia amabilmente come nei film di kim ki duk
6. Vino Nobile M.P. 2005 tenuta Gracciano della Seta is Mentolatissimo.
7. 2007 Montemercurio… fragolizio con sentori incazzosi: difficile da fidarsi. Diffidente.
8. boh
9. Vino N. Montepulciano Simposio 2013 tre rose: per adesso spaccah i bronchi come una lastra d’aria fresca.
4 1995 Pilizano
Spara tannini dopo 20 e passa anni. TERRORISTAH
La cinese è mbriaca.
ANNATA 1999 OPULENTONE LEGNOSO. Fruttello q.b. ancora può dare orzo ai bimbi.
2007 nobile di montepulciano montemercurio. Comincio a essere confuso:
La cinese mi chiede di reggere bicchieri in inglese mentre io ho la sinista spanglish. Penso a Pedro Pietri e agli scarafaggi.
Non è difficile trovare poesia tra impomatati. C’è amore nel vino anche se non mi prende il telefono e qualcosa mi starò perdendo su marte o su Urano. Chissenefrega. C’è amore nel vino e nella mia nuova e perduta amica cinoamericana.
Nobile montepulciano 2010 Salcheto
selezione.
Fruttolegnoso ma più fruttolo.
Come una mano calda sul collo in una giornata fredda
Riferimentisessuali dovuti: Ammazza la solitudine a sorsi:
Palpatine decise ma morbitde
Barzotto a metà settimana. Note di tenerezza sul finale. Lungo ma non è John Holmes.
Fine
Conclusioni: devo andare.
Qualcosa dovevo pur scriverla.
Virtualinseminator
La virtualità applicata ai sentimenti
causa un distacco tanto profondo con la realtà
da far suonare quasi come un grido di minoranza
cose del tipo: La guerra fa schifo!
Bisogna tornare a fare l’amore con la vita
nel più breve tempo possibile;
prima che l’ultimo dei neuroni
perda la strada di casa.
Prima che i bastioni in fiamme
alle porte di Tannhauser
ottenebrino per sempre
quell’unica scintilla di simulato genio
che certe menti costantemente sotto-stimolate
riescono con fatica a generare
nell’arco della loro
intera-miserabile-esistenza.
Dalla parte sbagliata.
A occidente si levano
foglie leggere
dall’asfalto
ai primi venti
a oriente si levano
figli come foglie
dal terriccio bagnato
poi mi dice che la partita…
io davvero mi giro male
ché siamo usciti dall’Europa
in tutti i sensi
come un missile poco intelligente
dice che bisogna attaccare
ma allargare il gioco
magari al deserto
oppure all’oceano
o tra le fasciiie
poi viene come sempre
il chiodo al pettine
come l’unica forcina di tuttte le donne
e si impigliano i pensieri
come capelli profumati
da scostare con le labbra
o ciuffi esplosi tra rottami
e poi mi allunghi una birra
come se niente fosse
ed in effetti non è niente
poi ne allunghi un’altra
e la cosa diventa sopportabile
pure questo accenno di amore
che trema d’ultravioletto
si fa lisciare come un gatto
ma si sa che è più mandingo
e i pensieri paiono lontani
e il mescolone vira sullo zucchero
magari adesso un po’ di musica
e la giostra continua a perpetuare
nei nostri confini di pace minuta
mentre di là resta il grido
di una distanza d’aria
vuota come polmoni
o l’interno di un cocomero
alla fine della festa e
presto la colmeranno altri
con le scarpe buone
a calpestare germogli
dalla parte sbagliata.
nazisti dell’ Illinois de’ noattri.
Pioggia e treni
Parapetti di plastica
Lasciano intravedere
Parte delle gambe e
Pochi culi : I più bassi
Il regionale che parte
Fa il suono del sonno perduto
La pioggia fa il resto e
La solita metafora della stazione
E del binario
E della bella ragazza
Che ti accarezza lo sguardo
A cui puoi giurare amore eterno
Solo e soltanto
In questa finestra temporale
Ché tanto non rivedrai mai più
Malgrado gli sforzi
E il potenziale in tasca
Per un milione di biglietti
E Settemilionidisorrisi che
Non colmeranno quello che hai rubato:
Ogni viaggio è clandestino
Ogni viaggio è un po’ abusivo
Mentre Temo sempre l’arrivo degli sbirri
Siedo sempre vicino a un poveraccio
E mi piace essere gentile
E seminare affetti e pacche sulle spalle
Soprattutto se il tempo gira brutto
Tra facce inebetite da reazionari nazisti
Dell’ Illinois de noattri.
A buon punto.
Se non sai cosa pensare
Comincia da quello che hai intorno
Comincia Dal piumone che ti copre
e dal materasso che ti sorregge
Comincia dalla prima cosa che ti passa per la mente
Dalla prima volta che hai fallito
Dalla ragazza che oggi ti guardava incuriosita
Mentre bevevi caffè seduto in riva al mare
Comincia dalle sue scarpette bianche
Comincia dalle cose che conosci meglio
Dalla maniglia di porcellana della porta
Dai tre passi che puoi fare anche al buio
Prima di raggiungere il letto
Comincia dalle rughe intorno agli occhi
Dalla pelle sempre più sottile
Comincia a cantare una canzone che conosci
E poi lascia che le parole facciano il lavoro
Siediti: Inventati una vita migliore della tua
Che poi significa:
la tua vita raccontata da un altro
Con il tuo stesso nome
comincia a diventare un altro
un giorno qualsisi di settembre
E poi smetti di essere qualcuno per sempre, improvvisamente: È così che devi fare:
Cominciare a dimenticare tutto ciò che sei o che potresti essere e
Forse ti verranno in mente cose interessanti
Almeno più interessanti di adesso
Che continui a pensare
alla luce gialla di una vecchia cucina
Fioca come la speranza
Calda come due gambe aperte
Profonda come l’occhio di dio
Colto con le mani nel sacco dell’inesistenza
Comincia a dire che ti interessa il mondo e
Qualsiasi cosa questo voglia significare:
Sarai già a buon punto della storia.
Di qualsiasi storia.
Ballata
Un’aria fresca
Richiama il sole dal sonno
Sui prati danzano cadaveri di allegri bambini
Nel cuore i macigni del tempo a venire
Si sente una musica intorno
Viva di un vento che sfrizza le ortiche
C’è del verde e c’è dell’azzurro
E il ragazzo toccato con sette giubbini
Mi saluta con un gesto affettuoso
Oggi sento il peso del cielo
Il bisogno di un atto d’amore
La finestra è spalancata sul sole
Il gatto sbadiglia
per un un pelo fuori del tempo
In fondo allo sguardo c’è una cima innevata
Che fa ridere gli occhi:
fa ballare anche i morti.
Un due tre stella!
Tu che tu mi dici che MaxPlanck aveva degli addominali fantastici ed io ti dico semplicemente che non erano gli addominali la costante di questa storia
Comunque poi mi guardi con un fare sbigottito e mi racconti quella volta che eri andata a caccia di quaglie con la tua amica ma senza il fucile che spara le cazzate
ma così comunque le quaglie cadevano una ad una in fila per due con resto di zero: punto.
Allora Laura che è nome di fantasia con fare molesto prese la mano e se la portò su una tetta e quindi mi disse: Michele dai fa’qualcosa di buono cazzodibbuddah chiusa parentesi.
Mentre gli incipit in fiore arrossavano il pomeriggio che tirava da anni senza l’ombra di una fissan
il fiume scriveva le sue note stonate sui margini
e le parole cominciavano a farsi sempre più spigolose
che a dirle facevano rumori più quadri
Cosa avrei dovuto fare io?
che l’istinto è quello del porco garbato
recitare poesie ai fiumi e ai fossi magari
ma là tutto era spalancato
e senza amore non si aprono messi
la noia, la noia di questi tramonti irritati
e delle spalannchitudini da dove intravedi la sorpresa
la noia del piatto da scaldare al microonde
alle micromaree che spumeggiavano tra le cosce
alla noia, che cazzo, ci salva sempre dalla noia stessa
che quando arriva tu già te ne sei andato
e così la lasciai tristeannoiataepastasciutta e me ne andai
un poco triste con lemanimmano prima
e poi col pisello che manco il tungsteno
minacciava ritorsioni ma non poteva
e si intristì pure lui e ce ne andammo definitivamente
a mangiarci le mani nei vicoli sfognati e bui e umidicci
verso la tana giocando col cane
col passo furtivo dell’unduetrestella
Esistenzialismo quando hai fame.
la pioggia è silenzio
la sera spinge come un ricordo lontano
la notte è una stanza poco arredata
i giorni in cui non ho niente da dire
si susseguono in disordine sparso
– passeggio per le stanze
come pagine di un libro mai letto:
qui è scritta la legge degli uomini!
dal chiuso di una parola
ne intuisco gli umori
senza vedere:
l’umana fratellanza
conquista i vasti territori
della mente. dell’universo.
Si sposta il confine
delle mani
C’è qualcosa di buono
nella solitudine e nel vento:
una finestra si spalanca
e lascia entrare le voci
le stesse che sentivi
e che secondo logica
non avresti dovuto.
Verrà il mattino
a raccogliere i vuoti
a pulire la notte
a far spazio ai pensieri
alle lunghissime ombre
del principio dei tempi
Mattino presto
Mattino presto.
Il sole di Marzo
dimentica l’acqua
il sonno si specchia
nella pozzanghera azzurra
a mucchi a mucchi
germoglia la siepe
del non fare un cazzo.
Non mettiamo manifesti!
mentre il giudice
stringe nella mano una sentenza
il vento che spettina le idee
fa stringere un poco gli occhi
e se è freddo
qualche volta una lacrima
da tirare su col naso
nei dintorni di una stazione
pensi alla coperta calda
a cui tutti avremmo diritto
e intanto scende la sera
e c’è il vecchio squalo di Livorno
che si fa largo tra due margherite
e la bellezza è sempre là
dove era sempre stata
a portatata di mano
tu lo sai ma non la tocchi
poi per non far torto a nessuno
guardi in terra
poi dentro, poi cammini
e qualcosa ti sorride
forse è la donna
ma tu non ricambiare
non la toccare
dentro hai già qualcosa che sorride
per tutti
anche per lei
ma tu cammina
non mettiamo i manifesti!
dove scorre il fiume c’è un capanno verde
dove scorre il fiume
c’è un capanno verde
questa frase mi è uscita
nel mezzo di un discorso
sulla condizione della donna
-la mia donna è là
ho continuato…
-dove le mie paure
incontrano l’acqua e
si addolciscono
come pietre nere
dove scorre il fiume
c’è un capanno verde
dove lei non sarà mai mia
ed io mai di nessuno
ma ci guarderemo a lungo
prima di fare l’amore
ogni volta e per sempre
come non fu la prima volta
dove scorre il fiume
c’è un capanno verde
là dentro nascono i ricordi
che ho perduto
languono futuri abortiti
insieme alle altre cose
che non ho mai avuto
dove scorre il fiume
c’è un capanno verde
adesso andate voi magari
a dare una sbirciata
e poi ditemi com’era…
e mentite pure, cari,
spudoratamente!
inventate delle storie
se volete
ma che siano divertenti
che siano fantasiose
e non la storia triste
dell’ennesimo Cristo in Croce.
