I morti

Le tegole di una casa spinte dal vento
come foglie – sento –
il profilo delle montagne quando c’è luna
il fianco, il tuo, in penombra
la mutanda con l’ananas e
l’albero con le sue radici ferme e
certe parole che tremano come corde
e certe corde che suonano come una vita
pizzicata dagli eventi
lapidi e casette di cemento
c’è uno spazio col mio nome
ma è decisamente troppo piccolo
oppure è troppo grande e freddo
vorrei stare tra i cipressi e fiori i secchi
e i vasi vuoti – e senza nome
come i giorni senza amore
e il cancello del cimitero freddo d’inverno
e rovente d’estate
e la mano che lo chiude e che lo apre
e il passero che becca i pochi semi
e le mani che si cercano come formiche
e il mio cuore gonfio come una zampogna
e il suo canto stridulo – più adatto ad un lamento
che a una serenata, magari ai morti,
Ecco. il mio cuore canta ogni giorno la serenata ai morti
– amici miei – non abbiate fretta – tornerò
a battere il terreno – tornerò tra fiori dei pensieri
con allegria nuova – col mio eterno canto
vivo tra i morti e morto tra i vivi
a camminare – su questo filo d’ombra
che ci regala il sole.

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑

premiobrassens.com

Il Concorso Musicale del Comune di Marsico Nuovo

L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

Incerto&Malpighi

Porte Interne Italiane

Biblioteca Montelupo Fiorentino

Blog della Biblioteca di Montelupo Fiorentino - Sfogliami! Sono tutto da leggere...