Assalto alla poesia

Passando per il corso, ho visto un tizio che leggeva col microfono delle poesie seduto nella vetrina di una libreria.
Alle spalle una scritta recitava: ASSALTO ALLA POESIA
senza occhiali, ho letto: Al Salto la poesia.
Ho riso, ricordandomi dei film di Pierino. Almeno…
Ad ascoltarlo, nessuno.
Non che ne valesse la pena, intendiamoci.
C’è molto meglio da fare che ascoltare un tizio che legge delle poesie da dentro una vetrina. c’è in generale molto di meglio da fare che ascoltare un tizio che legge delle poesie.
Camminare ad esempio. Caminare fino a dimenticare il perché stai camminando.
Infatti ho continuato a camminare fino ad incontrare un amico che mi ha chiesto: Dove vai?
“oh! non saprei”, ho risposto: “boh! Fose a casa, o forse a Timișoara, non ricordo.”
Ho fatto il vago per un bel po’
fino a dimenticare io stesso il mio nome
fino a diventare un pollo, un dado d’acciaio e infine un vagone
e adesso sai da dove scrivo.

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