Peperone.

Sbuccio un peperone

Cadono i semi

Nello scarico del lavandino che

Pare risucchiare anche il cuore

Come un pallina da pingpong

Trattengo il sospiro

Come una balenottera

Appena svezzata

Nessuno reclama

Uno straccio di niente

Il vento adesso è girato

Il freddo assedia la camicia

I monti recitano come alabastri laureati

Cadono alberi come capelli

Il cielo, il cielo – disegna due granchi

Poi una pipa e un coniglio

Dove sono le braccia?

Tra poco sorgerà ancora la luna

Giove Venere e Marte

scherzano ancora col fuoco

C’è aria di festa

E di storpie madonne

Ancora una volta

Si leva la voce e

Sfriccica e duole

Come un peperone

Nell’olio bollente.

Baciamo la mano!

Bacia la mano

Che ti sbudella

L’anima, ché

quella mano è santa

E tu sei un uomo

E una primavera

In fiore.

Ama la voce che

Scartavetra gli occhi

Le sue parole accecano

ma tu puoi danzare

Come un prato che trema

Di rugiada Sotto il sole.

Sposa la tua debolezza

Apri al vento la tua fragilità

E fai della solitudine

Una canzone che faccia

Compagnia ai pensieri

Di chi non ha la forza

Di non avere forze.

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Povertà e Ricchezza

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Tutto sulla mia psicopatica vita almeno sine a quando ne avrò una

Parlerò di me della mia follia I miei pensieri e sogni irrealizzabili vi sfido a seguirmi

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