Orrore.
Spesso qualcuno si chiede a cosa serva la musica?
La poesia? L’arte tutta?
Ecco. Orrore. Orrorismi.
Quando accadono fatti orrorifici. Disumani.
Che siano generalmente guerre. Fascismi. Razzismi.
Orrori. Orrorismi.
La musica mette tutto in accordo.
La poesia è il seme della grazia.
L’arte è comunione di vita.
Terrorismo è ogni qual volta qualcuno
toglie respiro alle arti
acceca i ragazzi
terrorismo è ogni giorno
quando “la divina commedia non si mangia”
quando si prova ad asfaltare un’idea
quando al posto di ponti si alzano muri.
Si può combattere l’orrore, cartamente
Si può fermare il terrorismo, sicuramente
seminando accordi, gentilezza, grazia.
non disprezzando popoli
esplodendo rabbie
Lo so, lo so, che tu dalla mente ottusa
dirai qualcosa del tipo: Asfaltiamoli. Stessero a casa loro.
Muriamoli. Sterminiamoli. Altri più ottusi di te lo hanno fatto.
Ma non cadrò, almeno io, nel tranello emotivo,
del combatterti con le tue povere armi
con le tue parole di miseria
con i tuoi concetti di povertà
Provo a spacciare accordi,
a creare opportunità
dialoghi, gentilezza, con
la grazia che fu degli altri e la mia.
Non è facile. Spesso ho fallito. fallirò, forse,
soccomberò un giorno
Ma c’è solo una strada per ottenere la pace
e non è mai lastricata rabbia
non si fonda nella paura
ci vorrà tempo, lo so, cercherò di resistere
nel frattempo.
Innamorarsi di tutto
D’Estate la visione odora di terra
E grano ammassato sotto al sole
E ombra di faggio
E di acqua fresca e sorgiva
Dei suoi capelli corti
Dei sedici anni
Di pelle fresca e vaniglia
Corro per i campi senza maglia
Ogni tanto una serpe
Un gabbiano, un randagio
DI rado un umano
Lo zingaro dorme
Sul materasso sfondato
All’ombra d’ una tela di sfortuna
Ed io sempre mi domando
Se non sia quella la felicità
Un pugno di bimbi che ruzzolano
Una frasca di vento
Il ricordo di una donna lontana
Non avere dimora
Non amare più niente
Non volere più niente
Innamorarsi di tutto
Accapi
scrivo cose
in versi
accapi
perché mi piace
il suono
della
barra spaziatrice.
All’ombra (la battaglia del TermoPelo)
il mio amore
oscurerà il sole
ti dissi
la sera
che i grilli
aprirono l’estate. Allora
combatteremo all’ombra
mi dicesti
con quel sorriso
da marziana d’Agosto
buttando gli occhi al cielo
e le spalle al muro
ma tua era la gola
l’imbuto, il formicaleone
tua la fica
la sorgente d’acqua
e le provviste
tuoi i trecento
io ero quella cosa
barbarica senza strategie
che sbatte contro i muri
per potersi contenere
una mosca gioiosa
pronta all’assedio
col vento a favore
Avevo dalla mia
la meraviglia della sorpresa
il fuoco greco dagli occhi
nessuna paura di soccombere
puntai tutto sul culo e
sull’onore e…
Sappiamo tutti com’è andata-
