Qualcun altro

È da qualche tempo

Che comincio a sentire

una nuova forza

Nelle mie parole

Una forza che è più

Della mia forza

Stanno cadendo

Negli anni, dai pensieri

I vapori della paura

adesso è più spoglia

E senza vergogna

La parola

Ma ancora non capisco

Se è l’ego a pensare

La vanità a vedere…

Qualcun altro

A scrivere.

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Non Qui

Dove si poserà
il tuo pensiero?
Non qui
dove poso
le scarpe
e non qui
dove poggio la testa
qui crescono
fiori di tenebra
e i sorrisi dei morti
fanno a briciole
il tempo
dove allora?
Mi domanda la voce.
Non qui
sul binario
gelato
Non qui
dove tutto
è perduto
ma nelle sere
di fresco
quando arde
l’estate
negli abbracci
più umani
del calare del sole
E perché?
mi domanda la voce
Perché Prima
alla fine di un reading
Un vecchio marinaio
dice… uno scrittore,
mi ha detto che nel 69
a Trinidad, chiusa in gabbia
vendevano una bambina
di circa dodici anni
E prima ancora
uno scrittore tedesco
Andreas Schlieper
mi ha fatto i complimenti
e poi mi ha detto
d’aver scritto
il “Tractatus Satanicus”
e cosa c’entra?
Mi ha chiesto la voce
non lo so
ma non qui
oggi mi cercano
i pensieri più oscuri
no, non ora
non qui
“in questa pingue immane frana”

Solit.udine

Uh! Guarda!
La mia solitudine
Si schiude al sole
Come un ombrellino giallo
Fa ombra adesso
Al bicchiere sudato…
Nel bicchiere c’è il ghiaccio
Delle notti perdute
Uh! Guarda
È passato il gabbiano
Che ha sgozzato il piccione
Pettirosso del mare
Serenata d’amore
Uh Guarda!
Sul fiume
La solita nuvola
È riapparsa nel cielo.
Quando non sai più che dire
Pur dire qualcosa
Scrivi:
Guarda!
La nuvola solita
È riapparsa nel cielo.

‪#‎Heartexit‬ (breve storia di indipendenza)

‪#‎Heartexit‬ (breve storia di indipendenzaliberazione)

Stanotte ho fatto uno strano sogno
mi sono liberato dai fantasmi
e di certe subdole paure.
parcheggio la mia panda 1000 fire bianca
che non ho mai avuto
nel giardino all’inglese
di questa villa piena di contrafforti
e cupole
lei mi saluta con un poco di imbarazzo
che ci faccio qui?
Mi domando
il padre esce di casa con una camicia bianca
con fare spavaldo
mi guarda e mi dice qualcosa del tipo
: tua madre mi ha detto : Auguri e figli maschi! Ti rendi conto?
Avrà avuto i suoi buoni motivi. Ho risposto.
E stia attento a come parla, gli ho detto, potrei fare come Nanni Moretti
in quel famoso film..
Lei aveva degli shorts blu e una camicia verde di lino chiaro e trasparente, una faccia da schiaffi e la bellezza rotta
della Nike di Samotracia,
devo ammettere che ha più stile nei miei sogni.
faceva un caldo avvolgente e umido
il caldo delle notti d’estate in città
il verde intorno era tutto potato e sagomato ad arte
una cupola di siepe a destra
un cilindro di oleandro a manca
figure geometriche da sala operatoria
a terra pareva il prato del Maracanà
giocavamo in tre
più il cane, il cane era mia amico
non l’ho mai visto
ma l’ho sentito
era come avere il suo alito caldo sul collo
Avevo un peso sullo stomaco
quella sensazione di impotenza
che mi prende quando mi trovo difronte ad un abuso
che dura di solito pochissimi istanti, fino a quando
non sbotto e mi trasformo in un animale senza padroni
Avrei potuto sradicare la villa con uno sguardo
l’onnipotenza di non aver paura
capita solo nei sogni
e quando lotti per una giusta causa
Ho preferito girare le spalle
e abbandonare la lotta
tutte quelle persone all’improvviso hanno perso di significato
tutto mi è parso così grottesco
la bellezza pareva sepolta sotto terra
come da etimologia. allora
sono ritornato mansueto ed educato
come con chiunque altro
come con il turista straniero che mi ferma per strada
per chiedermi indicazioni.
è tornata la pace e la tenerezza di uomo
il cane è salito da solo in macchina
ho salutato con uno strano sorriso
ho acceso il motore della panda 1000 fire bianca
ha fatto il rumore del mare
sono stato avvolto da una sensazione di battigia
e risacca, di fresco ed eterno
come il priomo bacio in riva al mare
nella notte dei tempi
mi stavo pisciando addosso
mi sono svegliato e sono corso in bagno
i quattro litri di acqua Sant’Anna si sono fatti sentire
da stamattina sia io che l’Inghilterra
siamo tornati ad essere
i soliti extracomunitari.

le cose che si sanno

L’operaio sa
che il muro
È una pietra
Che il vino
stordisce
Ed Il cielo è riposo
Che Il mare è
un ricordo
che Il sole è alleato e
E L’orizzonte
È una donna.
Il marinaio sa
Che la terra
è un miraggio
Che Il cielo
è padrone
Che il vino
Smarrisce
E La vela
Un ricordo
Che Il mare
È un parente
E l’orizzonte
Una donna.
Il poeta sa poco
Passa i suoi giorni
A chiamare le cose
E queste rispondono
Con nomi di donna.
La donna conosce
il mistero del mondo
E Senza saperlo
Manda avanti le cose.

Controra

È andata così!
Quante volte
lo abbiamo detto…
è andata così,
così doveva andare,
pazienza.
eppure quando ti dissi
non voglio vederti
manco appresso
alla processione,
ancora ti aspettavo.
mentre adesso
che tutte le attese
sono cadute
come sacchetti di lino
pieni di uova
sulla strada verso casa
resta soltanto
lo scheletro
di cristallo
di tutte le notti
che ho perduto
e suonano al vento
una musica tetra
e ridicola
come se la morte
fatta bambina
strimpellasse
a controra
per la prima volta
le corde di un violino.

Il secondo Dio ( Dopo Emanuel Carnevali) :D

Ho scritto una miriade
Di poesie d’amore
Chiaro indice di ignoranza sull’argomento…
per fortuna non uso più la carta ché
Abbattere alberi per passare una nottata
Non è cosa assai onorevole
Ho scritto cose che ho sentito
Come fossi un altro
Usando un certo distacco
E ho scritto cose di altri
Come se fossi stato io a sentire
Usando comunque lo stesso distacco
Tendo a non toccarmi troppo coi pensieri
Ho paura di bruciarmi
O di scomparire
O di esplodere
O di trasformarmi in qualcosa
Di completamente diverso
Da quello che vedo
A volte mi manca il coraggio
Spesso mi domando chi siamo
Quanti siamo
Se ci conosciamo…
Persino stamattina
Quando la coda di questa Primavera
Ha sferzato ancora alberi e nuvole
E la pioggia ha colto di nuovo tutti impreparati
Ho sentito una strana vicinanza con le persone
Che si riparavano dalla pioggia
Sotto la pensilina della palestra qui sotto
Certe volte mi sento come nel deserto
Ed ogni uomo mi pare
L’unico sopravvissuto
Credo persino di avere un istinto materno
Certe altre volte invece
Non ho simpatia per nessuno
Tutto è distanza
Certe altre volte invece
Mi ubriaco
Ed è come aver sognato.
Allora chiamo gli amici per domandare
Cosa è davvero reale e cosa inventato
Ma non mi fido comunque di nessuno
Quando si parla della realtà
Sono talmemte arrogante
Da credermi dio
Fatto davvero a sua immagine e somiglianza
Ma anche un po’ più simpatico
Meno serioso
Al momento Termoautonimo
Possibilità di parcheggio
Ampie vetrate.

Gli Emarginati

Mi piacciono gli emarginati
non mi piace che lo siano
mi piace parlare con loro
passarci una serata
a ricordare il passato
a esorcizzare il futuro
a strimpellare chitarre
a stonare due note
raccontano storie
che sono tristi
anche quando sono allegre
non so molto della vita
non ho molto da offrire
qualche avventura
e un bicchiere di vino
ma mi piace ascoltare
e poi accade una cosa:
io dico il mio nome
lui dice il suo nome
e per una sera
nessuno dei due
è un uomo solo.

ho cercato in te

ho cercato in te
una lunga solitudine
come un cieco
ho vagato nella tua mente
in cerca dell’oblio
la tenebra non cerca che il buio
così le mie labbra
si parlavano addosso
ognuno cerca solo sé stesso
solo questo ho imparato
scorrazzando per le tue stanze
dentro te
ho trovato
due spicchi di ombra
e una cosa troppo grossa
forse
per la tua giurisprudenza
E prima di andare
sotto due foglie di noia
ho lasciato marcire
un po’ di tenerezza
ma non scialacquare
ti prego adesso
Ché mezzo pugno
rende fertile
Un paio di deserti