Le donne che non conosco mi chiamano di notte

due storie

due donne

due in particolare

particolarmente belle

mi hanno chiamato

nel mezzo della notte

due donne che non conoscevo
non bene

una

aveva appena scoperto

il tradimento del ragazzo

l’altra

aveva perduto l’amore.

l’amore di una vita.

Forse durante uno dei suoi viaggi

chi lo potrà mai sapere…

quelle notti non dormivo

come mi accade di tanto in tanto

mi accade di pensare al silenzio di questa stanza

al silenzio delle altre stanze

che abitano il mio essere

che abita il silenzio

che abita certe notti

che abito e che mi abitano

e che mi rendono un ebete

drogato dal sonno

come una sentinella

a guardia della strada

ho ascoltato le loro confessioni

come un prete

ho usato parole sincere

ho stravolto la prospettiva

senza avere alcuna fede

e poi ci siamo dati appuntamenti

a cui non sono mai andato

perché anche io nel frattempo

avevo già perso qualcosa

ancora prima di trovarla.

tu eD io

dio è lo sperma del tempo
io una cicatrice nel vuoto
lo strappo che creò una donna
a mani nude una sera
lo ricucì un’altra al mattino
dio è lo sperma del tempo
io un rammento di luce.

Ed io ti dicevo:

Ed io ti dicevo:
Amore mio
Labbra di cielo
Fiume dolce e
Curve dei giorni.
E tu inarcavi la schiena
Spalle alla maledizione
Pilastro del mondo
Parentesi gravida di Primavera
Tra me e il divenuto.
Ti ho creata così
Nei miei sogni
come una barriera
Per proteggere gli occhi
Dalle cose che tagliano
Con il sorriso,
Come i passi
Di una donna che torna
Troppo tardi
Che In punta di coltello
Battono a tocchi
Un paio d’ etti
di cuore.

Ho sempre letto i testi scientifici come libri di poesia

Ho sempre letto i testi scientifici come libri di poesia
So leggere soltanto con l’inconscio, io.
Non chiedetemi le trame dei romanzi, dei film, ma un’associazione, un odore…
Non che ne abbia ricavato dei vantaggi…
Tutt’altro…
Ma se vi raccontassi quando da raggazzo
Vagai per gli iperspazi vettoriali
Cose che manco Battiato…
Passando per la valle degli spazi affini
E pure adesso
se penso a ciò che siamo diventati
La dipendenza è cosa fatta lineare
E quel teorema di unicità del limite
A cui tanto abbiamo teso
Non suona più come una minaccia
Rispolvero l’algebra e la geometria
E ti parlo in “n” dimensioni
Quanto mi è piaciuto dirti
Sei il punto di accumulazione dei miei pensieri
Il punto di intorno delle mie parole
Il punto triplo della mia esistenza
e che
È un fatto azeotropico
Adesso
Quel po’ di sentimento…

Elicottero

Elicottero-
(poesia di tutti i bimbi che fanno l’elicottero)

dei giorni conservo la polvere
e con la polvere
ho fatto i miei giorni, adesso
la mia casa è nel vento
col pisello elicottero, mi sposto
qua e là
e dove non so arrivare
che ci arrivino gli altri
io sarò fiero di loro!
ognuno faccia quello che sa
che poi è quello che può
“io non aspiro a niente!
La mia Hoover è morta!”
le dissi una notte…
ma ho un motore elicottero
per andare qua e là-

Dire fare parlare

Fare a destra
Fare a sinistra
Appuntamento alle 15
Arriverò tardi alle 18
Stamane alle 06…
Devo sentire coso per…
Mi ha cercato tizio prima ma…
Sí, lo so, dovrei dire che…
ma non ho fatto in tempo nemmeno oggi
ad essere qualcuno…
Poi il sole al mattino stira un azzurro
Fresco di bucato dietro le montagne
L’ albero che conosce tutti i tuoi pensieri
Finge fraterna indifferenza
come ogni mattina
Il rito del caffé, ormai è ad occhi chiusi
È liturgia di ogni mattino
Stanotte invece ho sognato di redigere un giornale satirico
Gli interessati seduti ad una grande tavolata
Leggevano e ridevano e commentavano
Alcuni si offendevano e
Io non ti staccavo gli occhi da dosso
Cosí come faccio sempre
quando non ti vedo per un sacco di tempo
All’improvviso una domanda ha cominciato a spingere
da terra
Ha divelto le assi del pavimento
Squarciato la tavola
La rete metallica elettrosaldata
Pareva stracciata da un morso
Perché?
Perché tutto questo sognare amaro?
Perché regalare il nostro genio all’inutile?
Perché tu?
Perché in questa maniera?
Mi sono svegliato zuppo di sudore
Con un perché incastrato in mezzo ai denti
Cosí inutile mi pare la vita certi giorni, almeno
Fino a un certo istante, fino a quando
la consapevolezza del nulla
Prende corpo, Il tuo corpo, il mio corpo
Mentre avvito la macchinetta
Con le mani bagnate e sporche
di acqua e polvere scura
non ho la piú pallida idea di ció
Che sto facendo
E realizzo che nessuno potrebbe avere
Una risposta ai nostri tiramenti
Allora smetto di farmi domande
Pulisco le mani
Mi affaccio alla finestra e
L’albero finge ancora indifferenza, ma
Il sole adesso è un po’ piú alto
L’ombra un po’ piú corta
La vita un po’ piú larga
Abdica l’utile a favore del bello
E decade ogni domanda
ascende e sedimenta
sotto al cielo
si stratifica la mente
sopra la testa
si fa leggera la vita
Perde senso ogni ricerca
Tutto è con me
significa ogni cosa
Affacciato alla finestra
L’albero mi strizza una foglia
in segno di pace
Pare che ci capiamo meglio adesso
già è dimenticato il sogno
ciò che è stato amaro
non diventerà mai dolce
ma si impara ad amare anche l’amaro
ho pensato… E
Il tuo nome diventa un nascondiglio prezioso
Dove accumulo attimi di bellezza
che poi vengo a cercare
Per ricordarmi soltanto
Di non aver più bisogno
di pormi altre domande.

Tu, mio

è musica di spilli
la notte sui vetri,
il tuo sguardo
ormai è dimenticato.
del suo peso
resta il silenzio
dei sassi nelle tasche
che semino per strada
come due parole:
e un mucchio di altre cose
sfiorite nel mattino.
tu, mio…

Dieci Piani Di Morbidezza

Che fai?
Leggo.
Che fai?
Scrivo
Che fai?
Bevo
Che fai?
Lavoro
Che fai?
Studio
Che fai?
Passeggio
Che fai?
Mangio
Che fai?
Insomma come stai?
Bene
Dove sei?
In aeroporto
Dove vai?
Milano.
Mi manchi.
Fesso.
Avevo la stessa probabilità di chi gioca al superenalotto
di sentirmi dire la parola che avevo in mente.
Capii allora che l’amore è un vizio
Che si puó consumare anche da soli
Nel frattempo
Altra gente
Mi poneva simili domande
A cui rispondevo
Con lo stesso fervore…
Poi
Rimuginai sui trascorsi
Feci bene due conti
Pesai le parole
Ne sottrassi la tara
Incollai i bollini del premio fedeltà
Espletai le mie funzioni fisiologice
Per pensarci su. Partorii.
” Ma io so io ” le scrissi
“E voi non siete un cazzo”
Nessuna risposta.
Che fai?
Mi chiese
Sto cagando
Risposi
Nessuna risposta
La verità fa sempre paura
Pensai
Mi rimboccai le maniche
Respirai a fondo
Dieci piani di morbidezza
Mi attendevano vibranti.

Puó piovere per sempre

Puó piovere per sempre
Almeno in questi giorni
La cosa pare assai evidente
Supponiamo che sia nato ieri
E che muoia oggi
Questo pensiero
Allora possiamo asserire
Senza far torto a nessuno
Che può piovere per sempre.
Questo è tutto.
Supponiamo un amore adesso
Supponiamo un silenzio
Su! poniamo altri argomenti
Triti e ritriti come le unioni civili
I diritti omosessuali
E aiutiamoli a casa loro
Una buona volta
E non pensiamoci più
Come fanno certi cerebrolesi
Buttiamoci tutto alle spalle
Anche se questo parrebbe molto gay
Un altro giorno scorre senza certezze
Che fai? Dove sei? Vuoi un caffè?
Quanti amici lottano contro un tumore oggi? Il pensiero cresce con l’età.
Perché dobbiamo essere sempre stimolati dal terrore per apprezzare davvero il fresco di questa Primavera?
Potrei discutere a lungo da solo
Su questo o quell’altro argomento
Lo faccio da quando ho cominciato a parlare
Da quando ci parliamo così poco
La mia poesia invece
ha assunto una forma
Che prima mi era sconosciuta.
Gli argomenti si sono asciugati
Le parole hanno fatto un fioretto
Al dio delle cose inutili
E poi si specchiano per ore
Senza trovare il verso di piacersi
C’è poesia nascosta tra questi scarafaggi
Tra questi vermi da formaggio
Tra queste larve addormentate del pensiero
E mentre mi affaccio alla finestra
Due ragazze trans dalle spalle larghe
Senza ombrello
Guardano il cielo
Loro lo sanno, ne sono certo
che può piovere per sempre
Eppure vanno, senza ombrello
A consumare la strada
Che tutto consuma.

niente

poesia di niente
con niente
in niente
per niente
e niente resta
dopo che si è scritta
da sola
con le mie mani sporche
di niente
e quel poco di impazienza
che segue
è la seconda onda
appena la prima
è naufragata
sul sorriso del mattino e
mi si appiccica addosso
come una febbre
l’urgenza di vivere, che
raccolgo a piene mani
man bassa
per abbassare la febbre
per placare la sete
per fermare un punto
fattosi cancro
una notte
nel cuore

Amori 15.5 %vol

Amori 15.5 %vol

Ti amo
quando bevo
quando ti scrivo
romanticherie varie
celate molto male
dietro congetture inutili
spesso fuori tema
e che tutte significano
a prescindere dal testo
che ti amo, quando bevo
e che mi manchi malamente
okay, coseche già sai
e che io so
e che quindi sappiamo
tranne quando bevo
che dimentico nel bicchiere
la tua dolcissima faccia di bronzo
il tuo cuore di amianto
manco fossi Jeegrobotd’acciaiA
e ti ricordo sempre meravigliosa
e allora ti amo
e allora ti cerco
e ti chiamo
e ti scrivo romanticherie varie
e la fortuna, amore mio,
è che poi al mattino mi ricordo
che ti ho scritto che ti amo
e altre cose che manco i poeti
tardo romantici affogati nell’aspartame
ma stai serena amore mio
che ti amo solo quando bevo
e sono sulla buona strada, lo giuro,
ché il medico è da un pezzo
che mi ha intimato
di cercare di smettere.
di non scrivere mai più
robaccia come questa
e una buona volta di convertirmi
all’astemismo
alla stitichezza sentimentale
di andare a messa
di prendermi un cane
di tagliarmi i capelli
di rigare diritto
Facciamo così…
ti amo un altro bicchiere
e poi la smetto
come l’altra volta, okay?
Promesso allora…
vado a smetterla…
Ciao. ti amo. ciao bella. ciao. ciao-

Fare poesia

fare poesia
dello sporco del giorno
che si ammucchia negli angoli
delle braccia serrate
fare poesia
dentro vicoli stretti
che si incrociano a morte
dentro il gorgo del mondo
fare poesia
solo per fare qualcosa
quando tutti ti dicono:
non c’è niente da fare.
fare poesia
è come fare una bomba
con la sabbia del gatto
è stappare una birra
nel vederla brillare

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Un Artista Minimalista

Italian visual artist, writer and musician

Pensieri spelacchiati

Un piccolo giro nel mio mondo spelacchiato.

Riccardo Fracassi

Non solo Fotografia

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