l’apocalisse

la mancanza di oggi non è metafisica
ho studiato, letto, fatto il bucato
Tirato su pennette integrali con le cime di rapa, olio a crudo, formaggio q.b.
Un sorso di ottimo vino
e adesso ho mal di testa
di quelli aureolari, santificanti.
Nessuna parola mi tranquillizza
un paio di caffè sono andati giù
senza smuovere niente
Ho aperto un paio di libri fidati
per cercare risposte
e mi sono sembrati insipidi
come l’elenco telefonico
Adesso ne sono certo
niente di metafisico
ma nemmeno di un cuscino
ho bisogno
più tardi andrò a correre
e questo in ogni caso
ma adesso la mia mancanza è terrena
come un coccio che si rompe sulla pietra
come le cose che fanno rumore
e destano sorprese
un pugno, un bacio, una carezza, un calcio
qualcosa che urli alla mia anima
al mio subconscio intorpidito,
un’azione che affermi senza sospetti
che sono qui, sono vivo,
che occupo lo spazio prepotentemente
così come il mio mal di testa
si impone sui fiori.
Tutti uguali mi paiono i fiori e i libri
cose precipitate sul mondo per noia
tutte le altre cose sono improvvisate
tranne il mio mal di testa
ha le sembianze di dio
e speriamo mi nomini cavaliere
magari uno dei quattro dell’apocalisse
sarebbe un bel gesto
Apprezzerei davvero
Mi sentirei vivo seppure per poco

Ipersociale

Quando abito troppo le strade
le case altrui, i loro occhi,
quando devo pronunciare troppe volte il mio nome,
non riesco più a scrivere per giorni
non che la cosa mi turbi
ma mi rendo conto
di questa vivisezione
questa spartizione infinitesimale
lascio briciole per strada
che si porta via il vento
al ritorno parlo poco
non ho voglia di ascoltarmi
dormo bene di notte
il cuore solo e appagato
i pensieri stanchi e noiosi
non ho voglia di niente
mi faccio un poco impressione
e un poco ribrezzo
un pezzo di carne inutile
sprofondata sul cuscino
Poi al massimo seduto sul cesso
scrivo cose come questa
come se fosse degna di nota…
Quando incontro troppe persone
ho capito ormai
Tiro fuori il mio lato più oscuro
sotto lo strato di garbata educazione
c’è quel vecchio villano
a cui non devi rompere i coglioni,
e questa cosa un po’ mi rasserena…
Non sono ancora perduto…

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