Sono un nomade stanziale, sono migrante più a parole che nei fatti. Mi affeziono troppo alle cose, ai panorami, alle solite facce, per essere davvero felice di cambiare città, nazione,continente, casa. Sono un nomade “stanziale”, vedo il viaggio anche nel passare da una stanza all’altra. Mi basta, mi accontento.

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