Me estoy quitando

Arriva presto la notte a Novembre
e le frasi del pomeriggio
raddoppiano il significato del giorno
la bestia è sempre in agguato
le parole delle sette hanno 
già in seno il piombo della tenebra
dovremmo amarci al mattino
così potrei chiamarti vacca
senza l’ambiguo dell’ombra
e tu magari coglione 
senza che s’aprano crepe
nelle nostre brillanti coscienze
si ride meglio col sole
mi hai detto 
e dovremmo amarci davvero
dal mattino alla sera
ma la notte ci trasforma in lapidi
e dovremmo smetterla 
una buona volta
di cantarci rancheras
col favore del sole.

Forse ti amo.

Forse ti amo.

Ma dovrei baciarti adesso
Per confermare il fatto.
Forse ti amo
Perché sono felice quando ci parliamo
E mi chiedi di depositare
Gli oggetti metallici nell’apposita cassetta
E dopo averlo fatto ti apri
Come un sepolcro avanti ai miei occhi
Forse ti amo per il tuo distacco
Per aver frapposto un vetro
Antiproiettile tra me ed il tuo viso
Forse perché hai fatto
del mo cuore un tornello.
Forse ti amo per la voce distaccata
Che usi nell’intimità angusta della cabina
Forse ti amo perché custodisci
I miei tesori
E perché quando parliamo di luci rosse
Riponi in me fiducia e ammirazione.
Forse ti amo perché
Al posto di scriverti davvero
L’ho fatto ad una banca.
Forse ti amo ma
Mi r’assegno.
Mi avete “scoperto”.
La resa dei conti è vicina!

Sta arrivando l’inverno

Sta arrivando l’inverno

Torna la luce dei morti.

Si accendono fuochi per strada.

Sogno di cavalcare tre notti

Sotto una manta di lana.

Il vapore dei corpi

Dichiara amore alla vita.

Sta tornando l’inverno

E la solitudine di un continente lontano.

Dei negozi sbarrati

Dei locali già chiusi

Delle strade deserte…

Eviterò accuratamente il fine settimana,

gira spesso pessima musica.

Sta arrivando l’inverno

E le cose buone

fanno meno rumore,

Si accostano al fuoco

Col suono di antiche stoviglie

Rivelano all’uomo

Il mistero del vino.

“Poesia d’amore disperata che fa leva sulla coscienza altrui col fine di ottenere una congrua limonata dura!!

i tuoi baci 
sono la mia fame
la tua fame 
è la nutella
e buona pace 
per l’olio di palma,
il colesterolo pessimo
che intasa le carotidi,
e le foreste distrutte
e lo sfuttamento minorile
inuiquo e A-solidale
vedi, deficiente,
baciarmi sarebbe
cosa buona e giusta, 
non farebbe male a nessuno,
almeno a nessuno che io conosca,
e invece te ne stai lì 
a deforestare terreni
ad ammazzare gorilla
e a sfruttare la gente…
Continua.. Continua pure così…

inconsolabile

inconsolabile
né i libri
né la musica
né il vino
inconsolabile
e la notte stenta
il mattino arranca
nel mezzo un vuoto
pomeriggio di pioggia
inconsolabile
-oh se mi scrivessi!
venissi, mi amassi, mi baciassi…
Sarei comunque 
inconsolabile
ma più affabile.
inconsolabile
l’unica parola da urlare alle stelle
da scrivere sui marciapiedi
da urlare in faccia ai randagi
inconsolabile
ho scritto sopra un bigliettino
stipato nel portafoglio
inconsolabile
e tu conosci i perché 
che la mia mente ignora
inconsolabile
stanotte sento il peso del giorno
ho sullo stomaco
millimetri e millimetri di mercurio
pascal, torricelli, atmosfere tecniche e non
ma soprattutto Bar…
ed Inconsolabilità TPS
inconsolabile
non ho scritto una parola decente
da diversi giorni
ho studiato male
concluso poco
inconsolabile 
avessi almeno l’ormone aggressivo…
invece niente…
Inconsolabile
e oggi è tutto.
Forse domani…

inconsolabile

inconsolabile
né i libri
né la musica
né il vino
inconsolabile
e la notte stenta
il mattino arranca
nel mezzo un vuoto
pomeriggio di pioggia
inconsolabile
-oh se mi scrivessi!
venissi, mi amassi, mi baciassi…
Sarei comunque 
inconsolabile
ma più affabile.
inconsolabile
l’unica parola da urlare alle stelle
da scrivere sui marciapiedi
da urlare in faccia ai randagi
inconsolabile
ho scritto sopra un bigliettino
stipato nel portafoglio
inconsolabile
e tu conosci i perché 
che la mia mente ignora
inconsolabile
stanotte sento il peso del giorno
ho sullo stomaco
millimetri e millimetri di mercurio
pascal, torricelli, atmosfere tecniche e non
ma soprattutto Bar…
ed Inconsolabilità TPS
inconsolabile
non ho scritto una parola decente
da diversi giorni
ho studiato male
concluso poco
inconsolabile 
avessi almeno l’ormone aggressivo…
invece niente…
Inconsolabile
e oggi è tutto.
Forse domani…

solitudine popolare

i palazzi hanno la forma di certi sentimenti
alti, pregni, invalicabili,
anche le ombre 
sembrano attraversare i muri
condivido lo sciacquone delle 3 del mattino
con la vecchia che abita di fianco.
umanità popolare post capitalista
restano solo i rumori degli-uni-agli-altri,
i sentimenti fanno i palazzi,
hanno l’imponenza del neoclassico
un monito di freddezza e magneficente distacco
non si mischiano tra la gente.
Per difendermi compro lampade all’ ikea
ma i led hanno luci troppo fredde
risparmiamo colore
risparmiamo energia
inquiniamo di meno
poi si chiedono perché la gente bruci tutta in una notte
si domandano sempre cose ovvie sui giornali.
Arriverà anche il freddo
e la solitudine un po’ polare
ma combatteremo l’alba
a colpi di lampade
e riscaldamenti condominiali

SCUSA, MA C’E’ UNA MUCCA NELLA CASSETTA DELLE LETTERE

SCUSA, MA C’E’ UNA MUCCA NELLA CASSETTA DELLE LETTERE
ho aspettato almeno un giorno intero al mese
una lettera da troppo lontano
pareva dovesse provenire
da chissà quale frontiera combattuta e persa,
da dove le guardie ostacolavano i postini
sgambettandoli di notte
e nei sogni e al mattino appena svegli
e nel mentre che si lavavano i denti
lettera che doveva essere davvero troppo grande 
ché non passava in una sola carreggiata
non poteva essere arrotolata in una cambusa
quanto inchiostro doveva contenere!.
e quanto sentimento!
quanta passione scolpta 
da una penna che Doveva essere grande almeno
come un pennello Cinghiale degli anni 80
ho provato ad immaginarla tutta sudata
e zuppa di lacrime di commozione ed erotismo
il tratto doveva lasciar intendere un orgasmo
Sì, doveva essere così. 
Intanto sono passati giorni, mesi, gli anni
altri mi hanno spedito cartoline bellissime
Lettere di qualche donna appassionata
qualche bigliettino da qualcuna un po’ troppo attempata
e intanto pensavo: Vabè, la mafia, la guerra,
non ne parlano al tg, ma ci devono essere,
i vigili del fuoco di Fahrenheit 451 che bruciano solo lettere
bisogna-prestare-attenzione!
in quella parte di Sud che pare tanto felice e festosa
mandano in onda solo immagini di repertorio, sicuramente,
il mare, i balli, il vino, tutte cazzate!
la realtà doveva essere cruenta, dura, inaffrontabile, in particolar modo le poste!
Robe che manco nel culo del mondo di Cèline. Ecco.
E ogni sera pensavo alle guardie di frontiera, alla polizia di stato
che avrebbe potuto farti visita d un momento all’altro
POSSESSO ILLEGALE DI INCHIOSTRO CARTA DA LETTERA E TROPPI SENTIMENTI
” Metta a rapporto! TROPPO AMORE!”
“PORTATELA VIA!”
e ti pensavo
e stavo in pensiero
sì doveva essere così, amore mio,
se non mi hai scritto in tutto questo tempo
non lo fare adesso, ti prego, non rischiare adesso
che manco aspetto più niente
Salvati, resta in casa, tanto ti voglio bene lo stesso!
inguaribile testa di cazzo!

Certe persone causano dipendenza
A volte del tutto ingiustificata
Se è vero che Le cose più belle, spesso,
non sono comprensibili razionalmente
È altresì vero che rinunciarvi lucidamente
È sempre un atto rivoluzionario.

La volontà ha un fascino antico
Il sacrificio è l’estetica della morte
Il cielo che ride di notte.

indigena

poesia delle cose veloci

Usain Bolt
al suo ultimo
record mondiale
la prima testata
che mi ruppe il naso
il primo incidente 
con la moto
l’ultima volta
che ti ho salutata
l’ultima volta
che ho fatto l’amore
la prima volta
che ho incrociato
il tuo sguardo
a venti anni
correvo velocissimo dietro
un vecchia citroen blu
per calarmi dal finestrino
( sono sempre stato uno veloce)
e tu seduta in piazza
con i capelli
più corti di adesso
ed è stato un attimo
velocissimo

ISOLE FELICI ( dalla raccolta ineditabile: I micro Racconti)

mi dici 

coi tuoi capelli argentati da ex dirigente
di qualche grande gruppo
e di una mezza famiglia
sommersa dalla coca e le puttane:
adesso vivo in un’ isola felice
spendo quasi nulla
meno di duemila euro al mese
e sono felice
in discoteca al casinò ai bar
consumo quello che voglio
ho una macchinina elettrica
un bilocale in un residence
e sono felice,
sole tutto l’anno
coralli, chiappe abbronzate
sono felice, isomma, non si vede?
dovresti mollare tutto e venire qui
prima che questo paese ti fagociti
ti indebiti ti strazi di lavori 
come un macinino ai coglioni
qui è un’isola felice
non mi credi?
Mentre parla con la tristezza tipica
di chi dice di essere felice
i suoi capelli bianchi ricordano
la cima del San Michele
La pietra fredda di Ungaretti
che annunciava la morte
e La salvezza
e lui continua disperatamente
con la schiuma agli angoli della bocca
da ex dirigente alito cartonato
probabilmente diabetico non curato
glicemia 400 – possibile cecità, ictus, infarto, piede diabetico,
cazzi e mazzi e pillole
mi vengono in mente un mucchio di pillole felici
E una valanga di angoscia mentre squilla il telefono
a salve, anche questa volta, non è lei.
Penso, che non sono felice, e che non sono triste,
che prima ero allegro, e adesso angosciato.
Abbraccerei questo ex dirigente argentato
abbraccerei persino un palo della luce
un gabinetto cantando Gianni Morandi
e la sua canzone sull’essere o meno degno
come mi intimava il mio ex prof di applicazione tecnica
– Aulì va’ al bagno e canta Gianni Morandi-
io ero felice così, a quei tempi, ma non è cambiato molto.
Gli affanni i malanni gli annunci di dipartite
le dipartite sfiorate
non sono un problema.
Isola felice, sentii con la coda dell’orecchio, ritorno alla realtà.
Allora ci verresti? Ti ho convinto eh?
Tutta quella figa a buon mercato!!!
Dio Santo! Sì certo, mi hai convito!
Abbozzo un sorriso, una pacca sulla spalla
siamo carne umana, un po’ d’affetto nella voce,
Ha capito che ho capito, gli trema la voce,
occhi lucidi, gli dico, sì, oggi è una gran giornata di merda,
silenzio, un cenno col capo. si congeda educatamente
da vecchio borghese andato a male.
L’andatura ancora salda sul filo del marciapiede
prenota il verde al semaforo, 
scompare dietro la curva, Pessoa direbbe che è morto,
come un vecchio zio che si è svegliato tardi,
adesso gli tocca reggere il gioco.
Non esistono isole che siano felici, amico mio,
mi ripeto a mezza bocca. Vado al bar dei miei amici
Un bicchiere di vino, due stuzzichini,
si è fatto buio.
Penso, forse lei è la mia isola, non di certo felice,
ma è la mia isola. Mando un messaggio stupido
che non significa niente, ma vorrebbe dire tutto.
Lo so che capisce. Risponde con un sorriso.
Ci capiamo, finisco il vino, saluto gli amici,
torno a casa sotto la pioggia.
Non esistono isole felici. Ripeto.
Col desiderio di scrivere qualcosa sulle isole felici
che se si chiamano felici non possono che essere abisso e terrore
così come le persone che abitano le isole felici.
“Si soffre tantissimo” direbbe un mio amico.

La questione lettera d’amore

Rileggendo le lettere d’amore
Di Pessoa alla sua Ophelia ( inadatto)
E di Gozzano alla sua Amalia ( ruffiano )
Capisco di non essere innamorato
Poiché le mie sono di gran lunga più belle
Ma altrettanto inutili
Forse non conservo dentro me
Il terrore della perdita
Non temo niente e nessuno
Così la bellezza ruba il posto alla morte
E diventa profonda come ogni ricerca
Come Ogni spedizione senza ritorno
Nessuno teme per la mia dipartita
Ed io solo come una spada
seziono il sentimento, la solitudine
Se è noia, è comunque sincera
se è amore è inesorabilmente perduto
Ma senza disperazione
Come quel sasso lanciato nel lago
Affonda ogni mio desiderio.
Naturalmente. come i giochi
Sulla riva, di quando avevo dieci anni.

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