l’ultima volta che ti ho sognata
avevi una camicia bianca
ma i denti erano più bianchi della camicia
ed io ero più bianco dei tuoi denti
l’ultima volta che ti ho sognata
eravamo seduti sul bordo del giardino
della casa che non ho ancora ristrutturato
piedi penzoloni ad ammirare la valle
l’ultima volta che ti ho sognata
eravamo amici e ci baciavamo da amici
e abbiamo fatto l’amore da amici
ci abbracciavamo da amici
e ridevamo da amici
con la felicità priva di sensi di colpa
che si ha solo tra amici
poi mi hai detto che non avevi preso la pilloa
ed io ho detto, “ok, facciamo un figlio”,
e tu hai risposto che non si fanno i figli con gli amici
e allora ho detto che magari ci potevamo amare
da amanti almeno per quei pochi secondi,
qualche contrazione e via, poi di nuovo amici!
E abbiamo riso, abbiamo riso tanto come non ridono né gli amici
né gli amori, abbiamo riso oltre i crampi alla pancia, le pillole,
i giardini a sbalzo sul cielo, sulla valle,
sull’amore, sugli amici, abbiamo riso e tutto è diventato bianco
di una luce che manco i tuoi denti,
e poi mi sono svegliato col dubbio d’averti messa incinta,
e dell’amore, che poi per fortuna sparisce ogni mattina
sotto l’acqua della doccia e per poi tornare, di notte,
qualche istante prima di cadere nel sonno.

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