Il sole. Il mito. Il dio.
Una lingua d’asfalto
E una di cartone
Si baciano per sempre
Tu mi dici arrivederci
Io sghimbescio l’attapiramento
Sposto di qualche grado il sorriso
parlo con le ombre e coi lampioni
Dico: Ne sono accadute di cose…
La tenerezza conquista una poltrona
Poi una stanza poi il cielo
E quello che non porta via il vento
Quello che resta lontano dalle parole
Ha il valore del pianto
Della pietra
Della carne sudata
E Dell’uomo.
Quello che resta
Non è certo un poeta
Una frase o un racconto
Uno strappo alla regola
O al tempo.
Quello che resta è la vita
Non toccata dall’uomo.

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