il giorno dopo
le tende danzano col vento
sfiorano il pavimento nell’ombra
lo spettro che corteggia i pensieri
si arrende alla distanza
– siamo sempre stati dei tipi veloci.
verso un bicchiere di acqua fresca
con la riverenza che si ha per le cose che salvano
e compiuto il miracolo del vetro sudato
sento le ombre battersi il petto per l’emozione
manco fosse il sangue di Gennaro
siedo al tavolo in penombra e
tutti i pensieri si spremono degli occhi
bruciano come candelotti nel deserto
il giorno dopo
è sempre un fuoco e un deserto
dove le cose si scontrano
galleggiano a mezz’aria
e quando toccano terra
lo fanno con il peso di un tuono
l’odore dell’assenza
lo sguardo delle cose lasciate in un angolo
che oggi non raccoglierà nessuno
magari domani…

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