vittime di cazzi e fiche

vittime di cazzi e fiche

le relazioni umane sono governate
dalla fica e dal cazzo,
cose molto lontane dall’amore,
che poi significano :
mancanza solitudine quotidianità abitudine assenza.
le relazioni sociali alla mia età (36)
sono governate dalla fica e dal cazzo,
cose molto molto lontane dai sentimenti,
più vicine alla paura, lo ripeto, ma
le mie relazioni sociali sono un pelo più libertarie,
sto solo quando voglio, circondato dalla gente quando voglio,
ignorando ogni tiramento della fica e del cazzo,
ma vi capisco e vi perdono e vi voglio bene,
soprattutto a voi, amici caduti e spariti sotto i tetri colpi
delle fiche e dei cazzi, che poi vale a dire
della mancanza, della solitudine, della quotidianità, dell’abitudine, dell’assenza
che poi vale a dire : della paura, che poi vuol dire : della morte.
Io forse mi salvo solo perché ho troppa paura di aver troppa paura
di vivere da uomo morto
e allora fuggo ogni tiramento, dispensando abbracci e sorrisi
e accoglienza e promiscuità di parola e d bocca e
una strana forma di amore, un sorriso.

Su Sirio Ci Sono Bambini

mi piace seduto
sulla tazza dell’umanità
leggermi con voce di tenebra
brevi poesie di Lorca.

mi piace seduto
sulla tazza smaltata
con voce di tomba
leggere il mistero delle cose
più misteriose delle cose

“Su Sirio ci sono bambini”
ed io seduto sulla tazza del mondo
a sognare bambino.

I Giusti Attriti

Sogno una Estate
con i giusti attriti
dove tu mi dici cose del tipo:
-cominci a starmi antipatico,
ed io annuisco nell’ombra,
la stessa ombra che ci nasconde
e che sorge sul mio viso al mattino
quando il sole spunta dalla finestra
oltre il profilo dolce e semprefresco
del tuo seno disteso.
Sogno una Estate
con i giusti attriti:
Resta, ammazzati,
ancora un po’, avvicinati,
non rompere, aspetta.

scelgliere poesie

scelgo le poesie per l’ennesimo reading
qualcosa che abbia a che fare con la Primavera
come la morte, ad esempio
e con le  nuvole a forma di stronzo
e le giornate marroni che virano sul verde
scelgo poesie per l’ennesimo reading
con una certa allegria di fondo
col buonumore dei nullatenenti
poi inciampo nei soliti scritti
soliti nomi soliti occhi e distanze
e mi accorgo che fuori piove
e la gita fuoriporta diventa fuoribordo
e penso che forse dovrei decidermi
prima o poi a comprarmi un cappello
se non altro per urlare al microfono
con una certa credibilità
che il giorno va a fondo
e che il fondo è il posto migliore
per una gita fuoribordo
e che la mia voce arriva sempre
da ventimila leghe sotto i mali
e mai, dico mai, un accenno di rancore.
Alzo lo sguardo dal foglio
e piove e forse qui fra poco nevicherà
però fra poco sarò sul mare
e l’acqua non farà più notizia.

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