pomeriggio
marmellata di abbiocchi
il caffè fa quello che fa
io quello che posso
il divano, un randagio
il gatto, un miraggio
sorseggio alla finestra
un acconto di sera
con la promessa della notte
un leasing di domani
una cosa è certa:
segna; pagherò!
Ho sognato Pasolini
Ho sognato Pasolini
e gli ho detto che:
Pascoli vale almeno tre Pasolini
e che Leopardi almeno tre Pascoli
e che nonostante tutto
mi riservavo un altro giudizio
più lucido nei prossimi dieci anni.
mi ha risposto che è colpa della televisione
mentre mi versava un’ombra di vino
e che dovevo leggere in un’altra chiave i suoi scritti
ma che comunque rispettava il mio giudizio
ché Leopardi e Pascoli sono ottime compagnie
Non gli ho detto che non ho una TV da quindici anni
E nemmeno di prendersi un po’meno sul serio
Né che prima di lui avevo sognato una ragazza
dall’ apparenza un po’ leggera
ma con una voce ferma e profonda
con gli occhi verde petrolio
e che il dorso della sua mano
valeva almeno trecento Leopardi.
E tu? Mi ha chiesto con quella vocina sottile,
tu quanto vali?
Pier Paolo, ho risposto, non farmi ridere
Io valgo il tuo valore e di Pascoli
e di Leopardi e di una cacca di cane
io non ho alcun valore
sono ancora vivo, non ne ho bisogno…
Tu sei uno stronzo, Michè, tu sei uno stronzo!
Mi ha detto, ridendo,
versandomi un’altra ombra di vino.
Non esistono menzogne
Non esistono menzogne in letteratura
tantomeno in poesia
Si può fingere di fingere
se si ha il cuore troppo tenero
oppure essere diretti e crudi
a patto che si abbia il talento della verità
per quanto mi riguarda
la cosa migliore che ho fatto
è starmene zitto quando ho avuto
cose meravigliose da dire
tenere per me la parte migliore è
giocare a scala senza scoprire le carte
Imparare a perdere
è l’unico affetto che mi riservo
è così che vanno realmente le cose
Capita che il cielo sia
di un azzurro mare d’Agosto
nel principiare di Febbraio
ed è difficile non scriverne
se è la prima cosa che salta agli occhi
dal letto del mattino
e si potrebbe scrivere
dei fiori delle aiuole
nati prematuri nel tepore del mattino
e morti stecchiti nel freddo della notte
ed è così che vanno realmente le cose
Una donna col sorriso spezzato dalla disoccupazione
dai figli lontani e dalla dignità lesa
dalle notti in bianco che manco in buon Fedor
ed è così che vanno realmente le cose
se cammini per strada
e non te ne frega un cazzo dei fiori
e dei cieli azzurri
e delle aurore boreali
vorrei scolpire un monumento alle rughe
alle mani di madre
alla pelle ispessita
ai capelli arruffati…
è così che vanno realmente le cose
giorni fa quella donna
incontrata al banco salumi
ha usato con me parole d’amore
come fossi suo figlio
o un parente vicino
è così che vanno realmente le cose
chi non si cura dei fiori
è anche i fiori
i cieli azzurri
le aurore boreali
è così che vanno realmente le cose.
Faccio Poesia – filastrocca –
faccio poesia
faccio ironia
ma se fai tardi
mi faccio tua zia
faccio poesia
faccio “ciutía”
è nostalgia…
non di tua zia
faccio poesia
faccio alchimia
è un grande abisso
la vita mia.
Fino a un attimo fa
Fino a un attimo fa
fino a un attimo fa sapevo cosa scrivere
adesso invece
fino a un attimo fa le cose erano chiare
adesso invece
fino a un attimo fa ho pensato a una poesia
adesso invece
fino a un attimo fa sentivo la vita avanzare
adesso invece
fino a un attimo fa la visione del tuo culo
e adesso invece
fino a un attimo fa non pensavo al tempo
adesso invece
fino a un attimo fa avrebbe avuto un senso scrivere
adesso invece
scrivo di una cosa senza senso
che affonda le sue fondamenta nel non esserci
fossi almeno un genio
i lettori troverebbero nel mistero
accomodamento e conforto
ac co mo da men to e con for to
questo cerchiamo
ma non è la ricerca della poesia
l’unica vera poesia?
No, non lo è.
Pensare paralizza i sensi
Sentire senza cercare
è l’unica salvezza
far abdicare ogni desiderio
dimenticare il proprio nome
è essere sé stessi
non è l’unico mistero questo
a rendere sopportabile la vita?
non è sorprendente tutto questo?
Sapere molto
e non conoscere niente.
fino a un attimo fa non avrei saputo dirlo
adesso invece…
Family Day
Io vi amo
suore e preti svantaggiati
dalla cognitività
talvolta drogata
talvolta handicappata
io vi amo
famiglie naturali
voi che vi disperate
tra un marito a mignotte
e uno zigomo spaccato
io vi amo
voi diritto naturale
intelligenze dimezzate
famiglie rattoppate
io vi amo
dittatori umanizzati
abomini terrorizzati
tolleranti disagiati
io vi amo
aborti irrazionali
danzatori scalzi
dei circoli ciellini
io vi amo
miserie dei popoli
scarti laureati
corpi indottrinati
illuministi bruciacchiati
Io vi amo lo stesso
nonostante il ribrezzo
la rabbia che monta
nel nome di dio e
il cattolico decoro
del bambino deflorato
Io vi amo lo stesso
come fossi il vostro dio
pietà e misericordia
cattolico perdono
ego te absolvo
in nomine intelletto
et amore perpetuo
teste di cazzo
vite disperate.
Tentazioni
tentare la poesia è
lasciarsi tentare dalla vita
quando stenti a vivere
una vita di stenti
stenti
tentare la poesia è
lasciarsi tentare dalla vita
quando stenti a vivere
una vita di stenti
Scambisti
l’accappatoio azzurro
ha nuvole di candeggina
conosce bene il calore del mio corpo
la domenica mattina
è una doccia di nostalgia
al telefono
se scambio effusioni col mondo e
il cielo scambia il colore con la spugna e
sovrappensiero scambio il sapone con lo shamphoo
probabilmente perché
in questo mondo di scambisti
tu mi hai scambiato per un altro
Ragazzi
è il periodo più gentile di Gennaio
due ragazzini
avranno tredici anni
lei sembra più grande
ha gesti eleganti, da donna
lui fa lo spocchioso
parlano
avanti al portone del palazzo di fronte
l’ombra li separa
lui stringe un poco gli occhi
nella luce
ad un tratto lei gli dice qualcosa
lui si fa immobile
ha paura
poi lei sorride e
gli fa cenno con la mano di avvicinarsi
allora si avvicina come se dovesse andare al patibolo
ha un libro stretto in mano
lo zaino penzoloni nell’altra
allunga il collo senza fare un passo
lo bacia sulle labbra
si guardano per pochi secondi
nessuno dice niente
lei apre il portone,
si infila nelle scale come un gatto
lui la guarda scomparire
poi si siede sul muretto
respira, fissa il vuoto, si rialza
e con un’espressione tra la resurrezione
e la morte
si incammina verso l’età adulta.
In un mondo giusto
Un piccione dal quinto piano
avrebbe dovuto sganciare subito
la sua bomba di realtà,
Invece niente…
Il sole splende
il vento è una carezza
La vita colpirà senza preavviso.
