Amore Quasi Cosmico

Non conosco niente del mondo
Per questo lo amo
Non capisco i fiori né
Il rumore degli animali lontani
Ma ne intuisco le figure
Nella mente sulle montagne
valicare lentamente il pensiero
Ne sento Il passo come un ricordo
Ancora da fare
Ne intuisco il confine
Dentro lo sguardo
Non come limite
Ma come forza
necessaria alla vita
Non capisco la fede
Ma la paura sì che è cosa più umana
Non capisco gli uomini né le donne
Ma soprattutto non capisco
Quello che pare una copula
Tra due gatti randagi
In una domenica di quarantena
Alle sette di mattina
Sotto il mio balcone.
E per un secondo
anche il certo amore
Per l’universo
Ha fatto una crepa
In mezzo ai coglioni.

Ri-Creazione. (Palmizi)

Dio, dopo aver creato indefessamente cose a destra e manca, creò la donna e vide che era cosa buona e giusta.

…E gli uccelli uccellavano per lo azzurro cielo e le acque sciacquavano per le azzurre valli (okay, è vero, all’inizio ci fu un problema di daltonismo, ma che all’epoca si chiamava Diismo. Cosa poi risolta con l’aggiornamento dell’eternità successiva: Paradiso 2.0 ++CLICCA QUI per scaricarehh!!11!! ndr).

La donna, passate le prime eternità, a un certo punto cominciò ad annoiarsi. Anche perché diciamocelo, la mitosi e la meiosi, so’ carucce, ma fino a un certo punto…

Allora Dio, di rientro da una serata complicata da uno dei tanti universi paralleli creati qualche eternità prima, decise di creare l’uomo e…
O per mancanza di fantasia o per pigrizia, forse per stanchezza, oppure, ad essere maliziosi, a causa dell’astrobirra, lo creò a sua immagine e somiglianza…

Da qua, come immaginerete essendo del ramo, le cose furono abbastanza movimentate, e dopo la prima settimana, cominciarono spontaneamente a crearsi cose mai viste prima.

La prima fu il sarcasmo; nato in una notte di pioggia, dopo che la donna cercò di arrotolarsi vigorosamente nella foglia dell’uomo, lasciandolo così in balia delle intemperie… Subito dopo, al mattino, in un prato, fiorì di sua sponte il tempo… Si vede che era necessario, ché a furia di eternità, le cose non erano mai veramente chiare. Soprattutto per quanto riguardava i turni delle faccende domestiche.

Rasalo tu un prato infinito per due eternità di fila!
Vabbè l’immortalità, però…
Comunque le cose parevano andare piuttosto bene, certo, nei limiti della decenza… Si cominciarono da subito a contare le albe e i tramonti… A dire il vero fu La donna. Quando vide che l’uomo aveva imparato a produrre la birra e quindi a fare bisboccia fino a tardi con tutti gli animali del creato, e rincasava sempre sbronzo.
Gli fece un cazziatone megagalattico, e per annotare tutte le mancanze del coinquilino o PRESUNTE tali; Creò il Calendario. Con il calendario nacque il moccolo.

Con il moccolo, nacquero i veneti!
Spuntarono come funghi, da sotto ai pioppi siderali…
Cominciarono ad accoppiarsi e a moltiplicarsi a colpi di poco sporadici moccoli e grappini!!!
Il resto vien da sé –
E così, per una rasata in più di prato, per una mancata lavata di scodelle, per una spazzata di pavimento, insomma, a causa di un deboscio siderale, l’ homo paradisus si trasformò in homo moccolandi e fu bandito per sempre e bla bla bla…
Insomma eccoci qua.

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