teatro

Decidi di scrivere una poesia dopo che ne hai letta un’altra
e non se ne capisce bene il motivo
forse la solitudine è aumentata di una spanna
perché il poeta è morto: anche se sai già che:
Tutti i poeti sono morti.
Hai messo su le danze ungheresi
hai la tazza di tè verde a fumare sulla scrivania
e tutte queste luci del monitor che pare Natale prima di Natale
e un sacco di notifiche rumorose dal telefono
che vuol dire comunque nessuna mano sul collo
nessuno scampolo di vita vissuta tra la gente
certo volessimo scopare scoperemmo
ma allungheremmo ancora questa solitudine d’appartamento
poi però il colpo di mano
hai comprato un biglietto per il teatro
per quindici euro esatti
e lo hai pagato a mezzo moneta elettronica
quindi ne hai stampato la ricevuta
e già sai che così eviterai di toccare denaro e
di scambiare due parole con il bigliettaio
e pensi all’improvviso che
è in altri sguardi che non incontrerai mai
il vero prezzo che hai pagato
e poi ti chiedi il perché vuoi andare a teatro
e non hai nessuna motivazione valida
che poi è la stessa che ti spinge a scrivere questa roba
ma poi pensi che la vita è così:
questa sommatoria caotica di atti privi di senso
che mirano tutto sommato al miglioramento
brevetermine dell’umore:
cos’altro potremmo mai fare altrimenti ?

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