la notte
mi porta a casa
come il fiume
guida la barchetta di carta
fino al mare
le scarpe conoscono la strada
e i marciapiedi
danno del tu alle stelle
e ingannano l’asfalto
come geishe d’alto borgo.
il cane di Dejo
scodinzola sempre
quando mi vede rincasare,
ogni notte si regge sopra
fragili certezze…
cammino le note della ritirata
come se fossero una carica,
e guadagno il letto
come se fosse
l’unico guado
verso il mattino
mentre si spengono
le luci dei lampioni
ogni passo spegne un nome,
una distanza.
i baci sono incidenti di labbra,
dicono…
ma il tuo nome si è incagliato
nella secca di corallo della mia gola.
si infrange la notte
sulla soglia del mattino
come musica che sbatte
sempre contro un muro,
e tutto mi pare una misura,
perfino i sogni, stanotte,
mi paiono distanze,
di mani,di labbra,di gambe…
sentieri di lingua
autostrade di cosce
incommensurabili.

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