Posto andato svanito:
: Qualsiasi.
Non avere una tana
In cui scrivere che poi significa vivere
in un certo modo – tipo per strada
Costringe i pensieri all’addiaccio
senza-tetto al di fuori dell’universo sconosciuto.
poco male:
Questi vanno di bar in bar
Fino a sprofondare nel dubbio dell’esistenza
Fino a svenire – fino a svanire in
Altopiani del tipo Texas –
in pianure patago-anatoliche
In Deserti di parole e pietre
Di scheletri e di armadi freddi
E soprattutto di polveri e di grassi sintetici
Vomitati da auto imbestiate
Dalle reminescenze dei sabato mattina
Della Valle Dell’Agri – Napa Valley – California
Dagli uffici dei padri vista cimiteri
Da cantieri scorticati dal sole
Da case incompiute
Qui la poesia ha il sapore
Della nascita _ dell’appartenenza –
Del fulgore – cristo inutile scrocicchiato
Della bellezza morta ritrovata.
Trentaprile
Un posto qualsiasi
Di un trenta aprile qualunque
Dove non c’è furore di morte -certo!
La poesia si perde nei discorsi
Del pococaldo e del troppofreddo
Il sole che spande il suo veleno
Di una incerta primavera
Pare rivendicare la nostra inconsistenza –
Per la strada vecchia
Un uomo sale reggendosi l’ernia
Che porterà all’altro mondo
Come una maledizione
Nel palmo della mano –
C’è un significato profondo
Nella pioggia – che non so vedere.
Saluto il disgraziato
Con un impeto di amore
Ho per risposta un rantolo
Che sa di mesto vaffanculo
Possa questa luce sdebitarci
Da ogni desiderio
Che non sia una pace
Un fremito di sangue
Un albero fiorito
Contro ogni previsione.
Mezzogiorno
Terra di parole legate
Coi salici d’estate
Dove gli accenti tagliano
come rupi assolate
Terra di vocali larghe
Di valli profonde
E mulattiere fresche
Terra di voci
Bagnate nei fiumi
Andate per mare
A cercare fortune
Qui – la parola ritorno
Fa tremare ancora
II solco spaccato nel vino
E a mezzogiorno
Come una coda
Trema ancora
la campana
Del ricordo.
Vivismo
Scrivi poesie
e ti chiedi il perché
– forse la vita non basta?
Sciocchezze.
Scrivi poesie
Per essere utile – Forse.
Sei in odore di stelle?
F.orse maggiore.
Sei in odor di lampioni?
F.orse minore.
Chilossà chillossà…
Ti piace giocare coi suoni
Ti fa divertire – stupire
Nemmeno gli stupidi
Ti rendono triste –
Ti languidano il cuore:
Ma tu – vuoi fare l’amore.
Fuori – la porta che sbatte
Il cane che piange il cancello
Il vento che spezzerebbe la fronda
Si fa più gentile con l’erba
Pettina i campi fischiando:
Così è la nostra poesia.
C’è una vita furiosa
Da affrontare di petto
Con la resa nel pugno
Col sorriso più grande
Di una nave da guerra
Di una manovra fiscale
Dell’idiozia del governo
Delle merde di stato – No.
Non è certo ottimismo.
Intendiamoci.
Ma ci piace la gente
A noi che piace la vita
Fino a quando c’è vita
Forse è un malanno
O forse un buon mese
Forse è integralismo.
Sì – Forse è vivismo.
8 Aprile
Pozzo di terra – serraglio
Il formicaleone rimbuta la terra
La primavera dirupa
come palline di capra
Gravità – leggi terrene
Senza spiegazioni reali
* Precipita solo ciò che vediamo
Dice la voce – smuovendo
Qualcosa nell’aria
Verso l’alto – dove i pensieri
Dove domande – dove profumi
Dove colore esiste finché la luce
Finché lo sguardo – finché tu esisti
* E poi il buio che palpebra
Che è falena – che vita in bocciolo
Chiuso come il mistero
Prezioso come la vita
Il fiore del prima che
Giustifica gli alibi
E poi il corso
Dove scorrono le ruote
E poi i pensieri piccoli orizzontali
E poi la luce
E poi la vita
E poi…
Imprevisti
-
Imprevisti.
Transmission loss
Onda letto non trasmette
Segnali positivi
Linea piatta. Zero
La tenda senza vento
Fa il verso all’impiccato
Si azzuffa con l’oceno
E perde un pezzo di bastone.
Uno scarafaggio
Mi rimbocca le coperte
E poi si perde
In un vuoto telefonico
C’è qualcosa sotto le lenzuola
Come un pensiero
Come un amore
Come una lettera -forse-
Un’ode ad una stella morta
Cosa è più allegro del sole di primavera?
Cosa è più allegro del sole di primavera?
Io non lo sapevo quando te lo chiesi.
E nemmeno tu.
Adesso né io e né tu sappiamo ancora rispondere
Ma il sole è allegro e la primavera
Scherza con le ombre e gli uccelli
Come un fazzoletto di lino
Nelle mani di una ragazzina.
Un uomo che si specchia in un lunotto polveroso senza cromature d’ argento
piccoli funghi compagnoni
si fanno largo sotto l’erba
sgomita la narrazione dell’alba
fino al tramonto sacro
di rosso insta-grall
e la verità è che :
un uomo che si specchia
in un lunotto polveroso
senza cromature d’ argento
fuzzate sul lago
si piace lo stesso –
oppure no –
ma con meno nostalgia.
qualcosa spezza il linguaggio spermimentale
– ritorna prepotente un ricordo di carne
ma ormai è già troppo-qualcosa
lì – sul piano della narrazione
accadono cose che fanno trambusto:
si litiga per qualcosa tipo incomprensioni:
cose di niente importanza – dice la voce –
qui – sul piano sbagliato
lavori in corso perenni…
la notte dei tempi
ha pochissime ombre
e albe venute già sorte
soli coi tramonti costanti
nessuna certezza – no –
nemmeno la morte.
E se non sarà sereno…
nostalgia di ogni inizio
e tristezza per la fine –
nel mezzo la malinconia del viaggio
che arriva sempre ad una conclusione –
Carte ammucchiate dal vento e
foglie verdi lungo i marciapiedi.
Capitali turlupinati dalla primavera –
la ghigna bassa
del giardiniere del mio palazzo
quando accarezza il gatto
è una maschera greca
che amplifica ogni solitudine –
Carponi, pare dire alle formiche:
c’era un tempo in cui…
tuuuuuutti i cancelli venivano battuti
a colpi ti martello – sapete?
questo è il pensiero estruso
dalla spremitura di tutti i sentimenti.
Spicchio d’azzurro vivo
– come una minaccia tra i palazzi –
è l’occhio del ragazzino che sono sempre stato
ogni volta che sarà sereno
e se non sarà sereno
si rasserenerà.
Naaaah!
Lagrime Di Coccogrill
chiese sparano ai pedoni
col capo coperto da mitrie
sei una virgola che cammina facendo il punto
sei una virgola che sgomitola fra parentesi
sei un apostolo rosa in un mondo mariachi
salvi un capello dalla caduta e
poi accendi un cero alla tua donna
sei una vittima del sistema operativo
sei un’aprostata della mezza età
non credi che dovremmo credere
almeno in un fremito di iperumano?
Dici di no. Scrolli le spalle dalla forfora degli anni
ti prendi sul serio. ti offendi come se fossi qualcuno
intenerisci persino i marciapiedi con la tua tristezza
manco i cani e i cani ti mancano molto
come borse di acqua calde elettriche a forma di cuore
stravolgi il pensiero occidentale col tiramento occi-pitale
pisci dagli occhi come un ladro di antigelo
lo bevi tutto – e poi fai un BBQ di lagrime ci coccogrill
inviti il mondo ad una festa dell’ altro mondo
e poi ti intristisci perché non è venuto nessuno
separi l’attimo fino alle particelle alimentari
ne prendi una la spezzi in due e dici: buon appetito
questo è il mio tempo offerto in sacrilegio col tè
non c’è nessuno: dici di non avere altro
e così è –
