Riluce sui monti
Il piatto che piange e
Come monito strapazza la vista
A dire: fottiti gènio!
Mattino andato con brico
A montare scaffali
Che richiuderanno libri più acuti
Di questo scritto. Almeno si spera…
Ecco la sera. Sùbito pronta
A rinverdire la dose.
Riduce nel petto il ricordo di donna
(Il sentimento è sempre un ricordo, perquanto futuro…):
Diventa topazio. Pepita smussata.
:Andare.camminare.lavorare!
Il presente perfetto di estrazione comune
Si aggira per sobborghi affollati
In cerca degli adepti dell’amor proprio.
Voglio fare l’albero. Tutt’al più di banane.
Fu già di mimose alla Garbatella. Cito Cavallo.
E farmi giallo frutto profumo carnoso
… e marcire. Per dispetto. Perterra come un dislocato.
Direte: ha sprecato. Che grande peccato.
L’ho visto brillare una volta sul palco di un venerdì sera e adesso è marcito come se dal dieci d’agosto stellato. Adesso HA stallato!
Beati i fruttariani.

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