Quasi Mai 20-04-2022

Alla fontana romana

Al cavalcavia

Ai gelsomini

Alle pietre paciose

All’allegria

Alla bottiglia vuota

Alla morte

Alla lucertola

Al salto dell’acqua

All’oleandro

Arriva la parola

E non torna indietro

E come una breccia

Nel tempo La corsa

si è fatta sentimento

Oggi piangono anche le sedie

Che ci hanno visti diventare qualcosa

Di molto diverso dalle aspettative

E quindi scomparire

per qualcuno o per tutti

a seconda che.

E come riflessi all’imbrunire

In autostrada

Abbiamo preso molti abbagli

Qui ogni cosa è guadagnata

Le domande si perdono

Nel calcestruzzo

scorticato dallo iodio

E i nostri ferri ossidati

Non scintillano

come un’idea di spada ardita

Ma sottili e rosse come corde

Di una sola nota

Cantano al vento la canzone

Delle cose che passano

E non tornano…

E non tornano

E non tornano

quasi mai.

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L'uomo abita l'ombra delle parole, la giostra dell'ombra delle parole. Un "animale metafisico" lo ha definito Albert Caraco: un ente che dà luce al mondo attraverso le parole. Tra la parola e la luce cade l'ombra che le permette di splendere. Il Logos, infatti, è la struttura fondamentale, la lente di ingrandimento con la quale l'uomo legge l'universo.

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