Bang!Cose che mi fanno sorridere.

All’alba attraversavo un ponte
Che attraversa una valle
Attraversata da un fiume
Attraversato da sassi
Attraversati da atomi stretti
In strutture cristalline
rigide come la morte
Dense di vibrazione come la vita

Le traverse metalliche e le reti di protezione
Alte come cammelli beduini
rigavano il cielo Come plaid trasparenti
Il sole del primo mattino
Pare una mandria di cavalli di fuoco
Che si svegliano e scagliano
Verso i tuoi occhi poco per volta
Inesorabili e sordi come il destino

Bang! E da destra si fottono i vetri
come una benedizione di fuoco
Come coltelli che sezionano il cuore
Come cristalli accecati di gloria
Bang! E alla vita non chiedi più niente
E qualcosa ci basta forse fino a domani

(RISP. È URG.)

Ottobre: Scrivi!
si svolge il tema dell’andare
a capo sulla terra – poca cosa
il sorriso osservando il tavolino
di un bar e il pensiero che
un giorno barricato dietro un vetro
ora è esposto ai troppi venti –
lasciasti andare qualche cosa
con la mano ancora fresca

-uh! idee poche e confuse
sulla vita e sulla morte.
quanti lasciti preziosi nei cassetti!
quanta grazia stesa al sole
ad asciugare – Ottobre

è solo una parola
che si porta via
quel poco di retorica che
per natura naturale un uomo disse:
un anno fa mi spezzasti
come un verme in mezzo ai fiori
e adesso siamo spine
di un tempo fermo al palo
o ancora cominciato?

(risp. è urg.)

che poi è cosa assai normale voler dire…
come ridere, salire su una sedia
sbrigare un’allegria senza motivo –
e a notte tarda avere un’opinione –
spingere una porta – leggere – ridìre –
o morire dal non ridere –
e in mezzo a una pozzanghera
Così come quel cane: poi morire.


Labra.dorite Versione 2: (Astronzo)

la pioggia spezza i vetri

le finestre rantolano

nell’alba dei tempi

di oggi che regali ancora

ad una pietra intelligente

tanto ” i ” da cyberfotterti

senza farti godere

nell’illusione generalizzata

dell’esistenza masturbatoria

in cambio di un nulla cosmico

la vita va senza di te

tra i minerali più preziosi

a guadagnarsi un paio di punti

di solitudine diffusa

fredda – profumiera y scura

di lucidissima labradorite

– è la crosta dei giorni terresti

sotto cui il mantello nasconde

gli indicibili misteri ferrosi

della rivoluzione

calpestammo gli astri un giorno

ci chiamarono Astronzo

sapemmo ridere

senza motivi apparenti e

godemmo del nulla a cui

fummo fratelli e sorelle

o altre cose comunque vicine.

Labra.dorite

la pioggia spezza i vetri

le finestre rantolano

nell’alba dei tempi

di oggi che regali ancora

il tempo ad una pietra

intelligente tanto da cyberfotterti

senza farti godere

nell’illusione generalizzata

dell’esistenza masturbatoria

in cambio di un nulla cosmico

la vita va senza di te

tra i minerali più preziosi

a guadagnarsi un paio di punti

di solitudine diffusa

fredda – profumiera y scura

di lucidissima labradorite

Ti AMO A PRESCINDERE

paese sfrigge sui vetri
usanze che trovi
e poi dimentichi
superato il confine
altri confini si attardano
a giocare a ramino colla vita
sposti più in là una virgola
sommi due inconsistenze
e ne fai una ragione di vita
Esisti? Inizi? Scandalizzi?
Davvero hai una fine?Ti rivolgi al vecchio porcospino

– Quale Chopin e Chopen : SHOPENAUER!
– Torna la frase sempre dal passato.
Ti punge l’idea di abbandonare
ciò che non hai a ciò che non sei –
principalmente assenza! Borbotti.
Non parli più di margherite
Né di nuvole o quattrostagioni
condite con verdure di fortuna
Cerchi un contatto con l’intangibile
usando quello che sai – taaac!
Manchi anche l’ultimo tentativo –
Fallisci per sempre – Abdichi
Non è la felicità che cerchi
fortuna: non la troverai mai –
Punti all’allegria per questo giro
le strade ti strizzano l’occhio
qualcosa ti frigge le palle
come fossero uova sfracicate al tegamino
punti all’inutile che è poi indispensabile
scrivi le sillabe, sorridi . asfalti il futuro
di una vita superflua .
C’è l’uragano- dice – e tu sei la foglia
hai mai visto morire male
una foglia perduta nel vento?
No.
Hai mica visto se gli sbirri dell’esistenza
fanno posti di blocco lungo le frasi
tortuose dell’ inesprimibile?
Nemmeno.
non mi servi a un bel cazzo.
Ma ti amo a prescindere.

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