Natale 2019

È così
La sere scende
A gocciole
Come una pipì
Un poco stanca –
Dopo l’abbuffata.
È Natale. È così:
C’è la magia del ricordo
Dei regali ed un loop che dice
“Tanti auguri” fino consumare le vocali.
Stringo un paio di mani
Che non hanno mai avuto soldo
Ma alcolismo e storie di abbandono
Ricordi vividi di padri ignoti.
Tiriamo fuori comunque un buon sorriso
poi mi infilo dentro un vicolo
Con un sacchetto stretto in mano
Dentro ci sono certi pensieri
Di solitudine e di amore
Nessun proposito
O aspirazione
Nemmeno una speranza
Solo un po’ di fuoco
Una cosa scritta a mano
Il ricordo di un bel libro
Un poco di allegria.

New Yorican poet bar

La bruma monta dalla valle come Beewolf
(Il poema dell’apelupo)
Pare puntare verso il mio ghigno dicembrino
Da ovest le nuvole alte
Spazzano l’orizzonte
Verso est. Con forza
Come un pensiero
Di un appuntamento agognato
Dove cazzo corrono?
Verso Bari? Che c’è a Bari?
La cioccolata alla salsiccia (ghiotterie)?
Un’orgia di crepuscoli a chiocciola?
Lendibacchi di slazzuli alati?
Uno scritto di Pedro Pietri
Mi risuona nel cervello
Come una canzone
Dice in sostanza che a Long Island
Ci sono troppi cimiteri
E a causa di ciò
Si perde financo l’erezione!
Dentro, c’è la morte, una risata,
un lembo di vita rassegnata alla caduta.
Tracce di amore e sacchetti di carta da pane.
Viene lo scoramento direbbe Pier Vittorio
A guardare il cielo farsi bianco
E piovere senza ritegno
A scazzo del mio umore.
Erano giorni che non scrivevo due righe
Mi accorgo che
Ho sempre i soliti pudori
I soliti pensieri di amore e morte
Di vicinanza cosmica
e isolazionismo non interventista
Che mondo di merda!
Se lo dicessi mentirei
E mento sapendo di mentine
Di Aftereight e cioccolato fondente
Qui il crepitío allegro del fuoco
Fa grattare le palle come il mentolo e
Stringere il mio-cardio
E il tuo? Keffàh? Sfrizza?
Vorrei un bar, adesso
Di quelli con un palchetto alto soli 20 cm
E su quel palco un pianoforte
E dietro al piano Nina Simone
Che si incazza con il pubblico
E che taglia la tensione con lo sguardo
Prima di intonare: Feeeeleeeengsss
Oohh ohhh ohhhh Feeeleeengs!
E poi qualcuno che facesse una battuta
Di quelle buone. Demenziali. Certo.
Ma valide. Da far storcere il naso
Ai puristi. E un buon bicchiere di roba forte
E i suoi capelli vicino alla mia barba raspa
E un odore di mandorla e gelsomino
Uscire dai tasti fino a prendersi i pensieri
E poi la kamchatka
E poi smettere di esistere per sempre
Come un’idea e diventare carne perdavvero
Senza metafisica ed esplodere
come una nota In accordo con il tempo sempre dispari
Per fare parte di questa meraviglia
Non sapendolo.

L’angolo

Cosa si nasconde dietro quell’angolo?
Fame, gentilezza, ricerca.
Vieni, vieni… Vieni a vedere.
Lascia le paure
come mutande sporche in un angolo.
Dove uccidi i gesti d’amore?
Voi che vi addolcite nel bisogno
Sui letti di metafisici ospedali
Voi mansueti nella debolezza
Quando sentite la giovinezza immortale
Capace di spostare montagne
Allora bisogna deporre le armi
Perdere ogni speranza di vittora
Mollare la presa sui sogni
Arrendersi alla luce del sole
Diventare come il soffio del vento
Che sposta le foglie d’ulivo
Che adesso brillano
Come piccoli specchi
Come piccoli occhi
Come languide api

Ospedali

Entri ed esci dagli ospedali
Come proiettili
Come paradisi inclinati verso terra
Come raccomandate
Con forzature di prescrizioni
Con Amici. Con Nemici.
Con sconosciuti adesso allegri
Adesso molto meno
Incontri piacevoli
In momenti difficili. Certo
Ci riconosciamo.
Qui ci facciamo accoglienti
Come fuochi nella lunga notte all’addiaccio
L’infermiera scontrosa
Da spegnere subito
con il sorriso
E una buona parola
Uomo tra uomini
Niente tra niente
Alla destra della morte
Sempre risiede l’amore –
Il parlato mancino
Lo lascio per dopo
Qui resto in silenzio
Ad ascoltare le scarpe
Che danzano e fischiano
Sui pavimenti gommati – e
La voce mi dice: sei qui
E in ogni altra cosa
a te sconosciuta.

Sogno erotico

Sogno erotico andato deserto
Risveglio con lista di vividi obbiettivi
:Mancato risveglio
:Marcato cimurro
:Mancato allestimento di nuova
Sovrastruttura culturale che possa fornire
Allettante alibi per obbiettivi non raggiunti.
Promemoria: tre chiodi
Per meglio fissare il vuoto
Istituzionale che generiamo
Ad ogni mancata presa di posizione –
Sveglio ormai dalle sei del mattino:
Lucidità non pervenuta
Per cause di Forse maggiore
Dubito perfino del mattino
Del letto – del destino servile
Del vecchio comodino
A mezz’asta resta l’alza bandiera
Si spegne pure il patriottismo
Dov’è il pensiero d’amore quando serve?
Perché non fa roseo l’ingranaggio sociale?
Svegliati amore mio. Ricordami della vita
Del vento che accarezza le vecchie spighe
Spazzolate nei campi.

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miriammessina

Vivo e scrivo sulla splendida isola d'Ischia

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