L’Annoiato verso

La noia spicciola parole sulle porte
Il parlato ha dichiarato fallimento
Fuori la sera è fresca di vento
Si spostano le cose piccole
Sbattendo contro i muri
E Fanno frizzoli rumori
Come briciole di plastica
cadute dalla cena

Restano al di fuori
i colori appesi alle finestre
Come quadri (nature fisse)
che si spengono al mattino

Anche l’aratro che riposa a valle
Che apre l’argilla come un bisturi al mattino
Che anticipa il profumo del germoglio a primavera
Arrugginisce in mezzo ai sentimenti
Come una carcassa umida di vento

Di noia è morto un altro giorno
Senza che nessuno gridi aiuto
È questo il nuovo terzo mondo
Qui si piange per l’intonaco caduto
Per il marmo che non viene levigato
Per l’ appesa ripida
che ha perduto i ciottoli per strada
E adesso canta per vicoli perduti
Una canzone allegra da osteria
Degli anni che son stati

Non c’è più verso di stare solo
Tra questi monti senza più persone

Non c’è mai pace senza verso
Non c’è mai verso senza pace
Non c’è pace e non c’è verso
Sono rimasto qui
Come una bestemmia sulla croce
Sommerso e perso
Diverso e inverso
Non mi piaccio
Ma nemmeno mi detesto
Sono ormai:
L’ annoiato verso
Di un gesucristo sperso
Nel mattino terso.

Un posto al sole

Me ne stavo al sole
A dar vita alle cose
Ad inventare romanzi
Che poi si perdevano
Con lo scomparire delle nuvole
La vita era tutta cosí
Uno stare al sole
Ristrutturare appartamenti
Dare voce a una quercia
Perdersi nella chiave numero sette
Scambiare un sorriso col vicino di campo e
La coscienza che cercava il fiume
Era da qualche parte là in mezzo alla valle
E i pensieri lo chiamavano
Come un branco di lupi
Gli ululati si perdevano
dai monti alle valli.

Dimentidanze

Qui ho dimenticato
Di accendere la musica
E poi di respirare
E di far mangiare i frizzi
prima di uscire di casa per sempre
Qui ho dimenticato
di chiudere la porta
E la busta dei drastifix
Rovesciata sopra al tavolo
Tra le arance già sbucciate
Qui ho dimenticato il sorso del vino
Nell bicchiere intonso
Per aver troppo ballato
In direzione sbagliata
Qui ho dimenticato
In fretta ogni cammino
E lo sguardo ossuto
Sul tappeto di una madre
Che ha perduto il pavimento
Qui ho dimenticato
Di interrogare gli aspri
E questi hanno aspreggiato
Cosí come dovevano
Ed ora sempre pallido
Ancora assorto
Dico che ho dimenticato
Anche di dimenticare
Ed altre tre parole come:
Laspo, idrospelo, finale.

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