Nuvole del cazzo…

Nuvole…
E si perde il tempo
Per le cose serie
Che poi sarebbero la poesia
Che poi sarrebro tracce vivide di amore
Dico – Quel piacere di farfugliare luce
Senza indovinare un cazzo
O fare domande
O cercare risposte
Solo godersi la solitudine tra la gente
E accorgersi quindi nel frastuono
Quanto sia gentile
La foglia di betulla
La mano sulla spalla
Un cane libero
che spartisce un po’ di strada
Ma invece no.
Una voce ti strattona
Passando tra le nuvole
E non è certo il Principale
Che quello non esiste
Ma poi chi sono io per dire…
Chi sono?
Sono voci di cose inanimate
il rumore di un bancomat
Una spillatrice difettosa
La ventola di un processore sferragliante
A rubarti scampoli di vita
A mezzo nuvole: nuvole:
Muro di vapore steso male
Nuvole del cazzo
In mezzo al mare.

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