True love will find you in the end.

C’è sempre un accordo aperto
Che ci invita al viaggio-
Cosí parte la musica degli Alburni che
-duri, quasi — il san michele
Sono indifferenti alle europee
Alle sdruciole scommesse
E alle pale eoliche selvagge
Che si accordano invece benissimo
alla striscia bianca tratteggiata
Che separa corsie e uomini
nello spazio nel tempo e nelle dipendenze :
Sarà l’anno settemilaottantadue
Ché tanto sono numeri…
Qui di fianco a me ho Daniel johnston italiano
E forse non ha il pallino della musica:
Straparla, sbava, suda, trema e sorride
ma con grazia
Occupa lo spazio con amore e dolore
La sua enorme polo nera mi inghiotte
In una visione di pace e di sudore
Nella macchia di sudore fondo nero
Ci vedo il volto di un povero cristo. Stop.
Gli occhi cercano la costa, a ovest
L’autostrada fa il rumore vento
Il tirreno pare sbattersi a fatica
contro i viadotti in cerca di grazie
E tutti: da Coleridge a Melville a Conrad a Fajardo a Chatwin sembrano seduti come corvi sopra un filo della luce dentro la mia testa torbida di antistaminici di birra di ieri
di antipiretici e di canzoni: una:
True love will find you in the end…

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