Rimbaud nella neve e noi alle galere

 

Improvvisamente
Mentre scartapello calcoli e tabelle
mi sovviene il ricordo di una lettura.
Fuori è scirocco inoltrato: iperscirocco
Luce giallo cenere dietro il cipresso
13 centigradi quasi costanti
Una snervatura non da poco
Il sedici Gennaio.
Mi ritorna alla memoria Rimbaud che attraversa le Alpi
A piedi / nella neve /senza ombre.
Senza membrane di goretex
La questione mi pare umidiccia
L’ostello del Gottardo
I grappino gratis
Il formaggio e
Un letto di paglia
Due righe alla famiglie
Altre due tra una ventina di giorni
Nel mentre: la vita: la Poesia.
Non so perché ricordo certe cose
Forse è la noia o il paglierino del cielo
Per associazione vado a fare un po’ d’acqua
Penso che devo scrivere qualcosa
Sulla monotonia delle vite cittadine
Studia lavora scopa film corsa cacca
Pipì cacca mangia rimangia cacca vino
Scrivi due righe mangia ama corri scopa
tanto vino tantissimo vino sostanze e vino
E poi vino come una lunga stagione della noia
È chiaro che poi uno comincia a morire
Il 16 o un giornona caso di un anno qualsiasi:
Forse Ancora prima di nascere

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