Capitava spesso, a quelli un poco timidi,
di tentare di far colpo sulle ragazze con un pensiero profondo,
e succedeva altresì spesso che nel mentre che si era assorti
a meditare qualcosa di profondo, dei tali, meno sprovveduti
si accoppiavano con le nostre, ignare, ipotetiche, potenziali, fantomatiche, ragazze.
La vita sembrava appartenere sempre un po’ più agli altri.
A noi restavano i silenzi, le parole, i libri, i cuscini, le birre, la musica,
gli amici, lo sport, le droghe, la strada, e tutte le altre cose
che non avevano una figa.

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