il silenzio mi incattivisce,
ed ogni volta la bestia scalcia e farfuglia.
piccole insicurezze addentano i talloni
ed è una fortuna non essere Achille,
per ridermi addosso senza imbarazzi
della mia piccola vita mortale.
Bordate di stomaco e cuore
nel suo silenzio
mi sono trovato vergine.
per vederla passare nel viale,
occhi incollati alla fessura del portone,
il cuore picchiava sul legno smaltato,
cresceva, il mistero, nella paura per l’abisso,
ma allora non sapevo ridere delle mie vertigini
non sapevo ancora di essere un uomo.

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